Peptidi: un medico antiaging spiega benefici e rischi
La Gazzetta dello Sport

Peptidi: un medico antiaging spiega benefici e rischi

Sabato 18 aprile 2026
3 visualizzazioni

Il dottor Ascanio Polimeni spiega quando servono davvero. E perché la prudenza non è optional

Il dottor Ascanio Polimeni spiega quando servono davvero. E perché la prudenza non è optional

Eugenio Spagnuolo 18 aprile - 18:10 - MILANO

Sono tra le molecole più discusse nel mondo della medicina antiaging e del biohacking. Sui social spopolano creator che descrivono "miracolosi" protocolli a base di peptidi per la rigenerazione tissutale, il ringiovanimento biologico, il potenziamento sessuale. Ma la scienza, su molti di questi composti, è ancora in fase esplorativa. Per capire cosa sappiamo davvero, come funzionano i peptidi e quanto siano sicuri, abbiamo intervistato Ascanio Polimeni, tra i maggiori esperti di medicina antiaging e autore di un libro in uscita a fine mese, dedicato alla longevità e intitolato Ormesis Reset (Sperling & Kupfer).

Dottor Polimeni, i peptidi sono ormoni? 

"Sì, rientrano nella categoria degli ormoni e dei neuroormoni. L'insulina è un peptide, l'ormone della crescita è un peptide, i GLP-1 sono ormoni peptidici. Anche l'ossitocina e il BDNF lo sono. Non sono caramelle". 

Eppure online si acquistano senza ricetta. 

"Purtroppo sì, è possible. Il problema è che c'è una pletora informativa sui social che è impressionante, e le persone arrivano da noi medici con richieste continue sui peptidi, uno dei trend del momento". 

Quanti di questi peptidi sono effettivamente approvati dalle autorità sanitarie? 

"Pochissimi. E in ordine sparso: ogni paese fa storia a sé. Il Tesamorelin, per esempio, è stato riconosciuto dall'FDA per combattere il grasso viscerale nei pazienti che prendono i farmaci antiretrovirali per l'HIV. L'SS-31 è stato riconosciuto per alcune mitocondriopatie. Il PT-141 per la sfera sessuale. In Europa abbiamo la Timosina Alfa 1, che si chiama Zadaxin: un rimedio per il sistema immunitario. Negli USA, paradossalmente, non è stata ancora ammessa. Poi se inseriamo nella famiglia dei peptidi anche i GLP-1 agonisti, parliamo di semaglutide, tirzepatide, e la retatrutide che sta per uscire, la lista si allarga. Ma quelli sono farmaci per il diabete, non per l'antiaging". 

Peptidi

Tra i più discussi ci sono i peptidi che stimolano l'ormone della crescita. Che rischi comportano? 

"L'ormone della crescita è molto controverso perché è legato alla crescita cellulare. Il problema centrale è il famoso effetto pro-canceroso. Ma andrebbe colta la differenza tra somministrare il Gh dall’esterno o usare un induttore che permette al corpo di produrlo. E come tutto non va demonizzato, ma studiato. Cose da medici e scienziati, che non possono essere lasciate ai pazienti e ai social". 

Altra categoria: i peptidi per il recupero dei tessuti, che profilo di sicurezza hanno? 

"Molto gettonati, soprattutto nel mondo dello sport. Il protocollo più usato è quello che chiamano Wolverine Stack. Sul fronte pelle, capelli e problemi infiammatori comuni negli sportivi, si sono visti ottimi risultati con alcuni peptidi. E molti di essi li ritengo sicuri. I peptidi del rame, che fanno parte di questa categoria, per esempio, si trovano già in alcuni cosmetici, sia negli Stati Uniti che in Asia". 

Se sono così sicuri, perché servono precauzioni? 

"Il rischio principale non è tanto il peptide in sé, ma dove lo si compra. I prodotti online possono essere non sicuri, inquinati. Il pericolo è legato più a quello che alle controindicazioni della molecola. I venditori seri non sono tanti e sono quelli che hanno il certificato di analisi originario quello di un test fatto da laboratori neutrali. Ma il mercato è pieno anche di prodotti non certificati". 

Se dovesse indicare i peptidi con il potenziale antiaging più interessante, quali sceglierebbe?

"Quelli mitocondriali, senza dubbio. L'invecchiamento spesso nasce dal mitocondrio". 

Ci sono altre molecole emergenti che secondo lei meritano attenzione? 

"Il Klotho mi piace moltissimo. È una molecola strettamente legata alla longevità. Ma il suo problema è che non attraversa la barriera ematoencefalica, quindi si va verso la terapia genica: lo iniettano attraverso un vettore virale un gene che codifica per il Klotho. Oppure lo si stimola con farmaci specifici. Poi c'è l'angiotensina 1-7, che appartiene al sistema renina-angiotensina. È collegata al BDNF, al Klotho, agli endocannabinoidi, alla melatonina. Secondo me, è un peptide importante in un'ottica antiaging e alcune compounding pharmacy già lo preparano. Si può dosare nel sangue, quindi il medico - e solo lui - può verificare se c'è una carenza e personalizzare l’intervento. Ma sono tanti i peptidi che la scienza sta osservando". 

E poi ci sono i peptidi che agiscono sulla sfera sessuale. Saranno il nuovo Viagra? 

"Uno è il PT-141 che agisce sul recettore della melanocortina, non come il Viagra che lavora sulla circolazione. Interviene direttamente sui centri cerebrali (del desiderio) e questo lo rende innovativo. Ma va rispettato attentamente il dosaggio, perché come qualsiasi farmaco può avere effetti collaterali. Quando dobbiamo valutare un intervento, dobbiamo sempre vedere il rapporto beneficio-rischio". 

Qual è il rischio più concreto per chi si avvicina ai peptidi senza guida medica? 

"Se stimoli il mTOR cronicamente con gli induttori del GH non va bene, invecchi prima. Se ti fai questi trattamenti tutto l'anno senza ciclizzare, il modello antiaging diventa pro-aging: si accelera l'invecchiamento. Poi c'è il problema dell'acquisto. Le materie prime vengono tutte dall’Asia e i chi le rivende dovrebbe far eseguire le procedure e test da laboratorio neutrali per verificarne la purezza e la qualità e escludere rischi. Ma c’è tanto materiale non certificato. E tutto può essere tossico". 

Agli influencer che parlano di lookmaxxing sembra non interessare… 

"Il lookmaxxing è una mostruosità. Penso a quel ragazzo inglese che era arrivato a farsi 17 iniezioni e 49 compresse a settimana. Tutto questo può provocare una sorta di dipendenza: vedi i risultati, ne prendi sempre di più, entri in un loop. E i rischi per la salute aumentano". 

Il suo messaggio finale? 

Allenati con il trainer perfetto per te su Easypersonaltrainer. Prova a 1€ la prima settimana e poi abbonamento mensile a metà prezzo per sempre: l'offerta è valida fino al 30 aprile!

"I peptidi sono molecole interessanti. Alcuni soprattutto. Credo che noi medici dovremmo poterli studiare liberamente. Ma ai curiosi dico: non pensate di assumerli senza aver prima consultato un medico che studia il quadro clinico, fa fare gli esami giusti e valuta se una carenza c'è davvero. Ad oggi non abbiamo ancora una molecola certificata come anti-invecchiamento. Anche se c’è da essere ottimisti: la scienza in questo campo sta andando alla velocità del suono".

Leggi anche Longevità: gli integratori che funzionano secondo l'espertoFlebo anti-aging e vitaminiche: moda salutista o reale beneficio? Parla l'esperto

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo