Attacco frontale dei calciatori contro la Fifa: richiesta shock, 8 miliardi di euro dopo la sentenza Diarra
La Gazzetta dello Sport

Attacco frontale dei calciatori contro la Fifa: richiesta shock, 8 miliardi di euro dopo la sentenza Diarra

Mercoledì 22 aprile 2026
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Nel mirino le norme che regolano i contratti. Alla base della procedura c'è il caso che riguardava l'ex Real. Un verdetto, quello della Corte europea, che ha dato ragione al calciatore che contestava le norme sulla rottura contrattuale che lo penalizzarono quando decise di andarsene dalla Lokomotiv Mosca, nel 2014

Nel mirino le norme che regolano i contratti. Alla base della procedura c'è il caso che riguardava l'ex Real. Un verdetto, quello della Corte europea, che ha dato ragione al calciatore che contestava le norme sulla rottura contrattuale che lo penalizzarono quando decise di andarsene dalla Lokomotiv Mosca, nel 2014

Alessandro Grandesso 22 aprile - 10:30 - PARIGI (FRA)

È la carica dei tremila. In ogni caso, è un attacco frontale quello della fondazione Justice for Players che prepara una azione collettiva contro la Fifa. L'obiettivo è di chiedere riparazione di un pregiudizio che potenzialmente raggiunge la cifra di otto miliardi di euro. Nel mirino ci sono le norme che regolano la rottura dei contratti da parte dei giocatori, e considerate non conformi dopo la sentenza Diarra. Dietro alla “class action” c'è lo studio di avvocati che rivoluzionò il calcio, con la famosa sentenza Bosman, nel 1995.

stime

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Entro fine estate, in Olanda, dovrebbe invece essere depositata la richiesta della fondazione che segue gli interessi di tremila giocatori, con il sostegno di varie associazioni nazionali, tra cui quella italiana, Aic. Il tutto, secondo il quotidiano l'Equipe, è finanziato all'altezza di 20 milioni di euro da una società internazionale che poi incasserà una percentuale sull'eventuale introito finale. Un montante stimato a 6 miliardi di euro per la sola Europa e che sale a 8 miliardi se si estende il danno potenziale a tutti i campionati di competenza Fifa.

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Alla base della procedura c'è la sentenza Diarra del 2024. Un verdetto quello della Corte europea che ha dato ragione all'ex centrocampista del Real Madrid che contestava le norme sulla rottura contrattuale che lo penalizzarono quando decise di andarsene dal Lokomotiv Mosca, nel 2014. L'obiettivo dall'azione collettiva è anche di mettere massima pressione sulla Fifa costretta alla revisione delle norme. Una manovra comunque complessa, tra giochi di potere e tensioni con il sindacato internazionale FIFPro, che non aderisce all'iniziativa, e ormai in concorrenza con un nuovo ente più vicino al presidente della Fifa, Gianni Infantino.

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