Roma, Ranieri non molla: ha la fiducia dei Friedkin. La strategia della proprietà
La Gazzetta dello Sport

Roma, Ranieri non molla: ha la fiducia dei Friedkin. La strategia della proprietà

Mercoledì 22 aprile 2026
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Il senior advisor ha la fiducia dei proprietari americani, che dopo le tensioni dei giorni scorsi sogna che lui e Gasp scendano a più miti consigli

Il senior advisor ha la fiducia dei proprietari americani, che dopo le tensioni dei giorni scorsi sogna che lui e Gasp scendano a più miti consigli

Andrea Pugliese Giornalista 22 aprile - 10:05 - MILANO

I conti si faranno solo alla fine, probabilmente dopo quel Verona-Roma del 24 maggio che sancirà la fine ufficiale della stagione giallorossa. Anche se poi, di fatto, le scelte verranno fatte prima, sia nella mente della proprietà sia dei due contendenti. Di certo però c’è una cosa, che se da una parte Gian Piero Gasperini vuole andare avanti nel suo progetto Roma (a patto, però, che i Friedkin lo seguano su tutta una serie di cose), dall’altra Claudio Ranieri ha tutta la voglia e il desiderio di dare ancora il suo contributo alla causa giallorossa. Il senior advisor dei Friedkin, infatti, ha incassato la rinnovata fiducia da parte della proprietà, con Dan e Ryan che anche nei colloqui avuti con lo stesso Gasperini hanno ribadito la centralità della figura dell’ex allenatore giallorosso. Insomma, un concetto molto simile a un "Ranieri non si tocca" o giù di lì. Il che, ovviamente, finisce con complicare i piani per la programmazione della prossima stagione, soprattutto quelli dello stesso Gasperini. Il tecnico, infatti, tra le richieste esposte alla presidenza romanista ha messo anche quella di non avere più rapporti di lavoro diretti con lo stesso Ranieri. 

VIDEO: Caos Gasperini-Ranieri, Pellegrini: "Il mister è più carico di prima"

Le riflessioni

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Che Ranieri negli ultimi dieci giorni abbia avuto tanti pensieri è anche facile da comprendere. Dopo le due famose interviste rilasciate poco prima di Roma-Pisa è stato investito anche da molte critiche, lui che fino alla scorsa estate era considerato di fatto un totem giallorosso (basti pensare alla commovente coreografia che gli ha dedicato la Curva Sud prima di Roma-Milan). Insomma, un po’ di amaro c’è stato, anche se poi è volato via subito. Come quell’ipotesi delle dimissioni che - in realtà - non ha mai preso davvero piede nella sua testa. Né prima né tantomeno ora. Ranieri prima del Pisa sa di aver parlato cercando di fare il bene della Roma, per difendere un gruppo di giocatori (e di lavoro) e una squadra nel suo complesso. L’intento del senior advisor era esattamente questo, poi il risultato può essere stato diverso dall’obiettivo. Di certo, i pensieri espressi dal dirigente giallorosso sono sostanzialmente anche i pensieri della proprietà della Roma. Anche perché se così non fosse, Ranieri probabilmente sarebbe già stato mandato a casa. Se avesse davvero creato un problema alla Roma esprimendo concetti non “condivisi” è evidente come i Friedkin avrebbero già preso una decisione, in tal senso. Magari anche sofferta, ma netta. Ed invece il fatto che non sia successo è la testimonianza più chiara di come sir Claudio non abbia parlato di gettito, di sua sponte. 

Il futuro

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 Ed allora è chiaro come da qui alla fine del campionato resteranno in vita entrambi i contendenti: da una parte Ranieri e dall’altra Gasperini. Ci sarà una “convivenza” forzata, anche se poi è assai complicato che la convivenza diventi tregua o armistizio. Che poi è quello in cui invece sperano i Friedkin. Il sogno della proprietà giallorossa è infatti proprio questo, la possibilità che Ranieri e Gasperini possano fare entrambi un passo indietro, passando a più miti consigli e decidendo di tornare a lavorare insieme. Fattispecie francamente difficile (se non impossibile) per mille motivi, ad iniziare oramai dall’acclarata incompatibilità su tanti temi: dalla diversa visione con cui approcciarsi alle risorse umane ed ai gruppi di lavoro alla gestione delle dinamiche interne di Trigoria.

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La voglia

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 Del resto, anche Ranieri ha un contratto per un altro anno (fino al 30 giugno 2027) e la grande voglia di dimostrare di essere all’altezza della situazione anche come dirigente, dopo aver fatto meraviglie in panchina. L’esperienza e la conoscenza della materia è chiaramente dalla sua parte e forse anche per questo i Friedkin hanno deciso di non farselo sfuggire. Prima di offrirgli il ruolo di senior advisor Dan ha preso una serie di informazioni in Inghilterra, nei suoi giri della Premier, e tutti lo hanno rassicurato sulla qualità dell’uomo Ranieri. Cosa, poi, che ha riscontrato ovviamente anche dal vivo. E la conseguenza finale, appunto, è stata la rinnovata fiducia di Dan...

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