Che cos'è il gas esilarante e quali sono i possibili rischi dell'uso per "sballarsi"
Anche se non è una sostanza dopante, non è innocuo come potrebbe sembrare
Anche se non è una sostanza dopante, non è innocuo come potrebbe sembrare
Il “gas esilarante” è il protossido d’azoto (N₂O), una sostanza nota da decenni in ambito medico per le sue proprietà sedative e analgesiche. Viene utilizzato soprattutto in odontoiatria e in anestesia leggera, sempre in miscela con ossigeno e sotto stretto controllo sanitario. Il suo nome deriva dall’effetto immediato che può provocare: una sensazione di euforia, leggerezza e disinibizione. Proprio questa caratteristica lo ha reso negli ultimi anni una sostanza sempre più diffusa anche fuori dai contesti clinici, in particolare nel consumo ricreativo, come nel caso dei calciatori, piloti e imprenditori coinvolti nell'inchiesta sul giro di escort sgominato a Milano. In quel contesto veniva usato proprio il gas esilarante perché non è una sostanza dopante, ma questo non significa che sia priva di rischi.
Come si usa il gas esilarante fuori dalla medicina
—Al di fuori dell’uso clinico, il protossido d’azoto viene inalato attraverso palloncini riempiti con il gas contenuto in piccole cartucce (spesso nate per uso alimentare, come i sifoni per panna). È economico, facilmente reperibile e soprattutto percepito come “leggero”, perché gli effetti durano poco: da pochi secondi a pochi minuti. Questa combinazione lo rende particolarmente insidioso, perché può dare l’illusione di essere controllabile. Secondo la letteratura medica disponibile su NCBI – Nitrous Oxide Toxicity, proprio questa facilità di accesso ha contribuito alla crescita dell’uso ricreativo, soprattutto tra giovani e in contesti di svago.
© RIPRODUZIONE RISERVATA