Diouf e Sucic, gli spaccapartita: così hanno conquistato Chivu. E ora Andy fa l'esterno...
La Gazzetta dello Sport

Diouf e Sucic, gli spaccapartita: così hanno conquistato Chivu. E ora Andy fa l'esterno...

Mercoledì 22 aprile 2026
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Due assist e un gol per il croato, mentre il francese è entrato bene come ala. Ormai non fa quasi più il centrocampista, il ruolo per cui è stato preso

Due assist e un gol per il croato, mentre il francese è entrato bene come ala. Ormai non fa quasi più il centrocampista, il ruolo per cui è stato preso

Francesco Pietrella Giornalista 22 aprile - 18:17 - MILANO Andy Diouf. Getty

I men of the match parlano lingue diverse, ma si capiscono dandosi il cinque. Merito di una gara decisiva per entrambi dove hanno strappato applausi e consensi. Petar Sucic e Andy Diouf, il croato e il francese, l’8 e il 17, hanno contribuito a rimontare il Como e a tracciare una linea sul discorso “cambi”. Chivu l’ha decisa con le sostituzioni.

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diouf spaccapartite

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I due sono entrati dopo un’ora e si sono piazzati in due ruoli diversi: Petar in mezzo, al posto di un Zielinski stralunato, e Andy sulla fascia destra. Ormai è la sua posizione. Planato sul mondo Inter come mezzala di corsa, Chivu l’ha utilizzato spesso come esterno. Il suo viaggio da "spaccapartite" è cominciato all'Arena Garibaldi di Pisa, quando Chivu lo buttò nella mischia come esterno destro e lui entrò nella vittoria nerazzurra. Non male. L’unica gara dal 1’ del suo campionato l’ha giocata proprio lì, contro il Lecce, lungo la corsia di destra. Non bene: out dopo neanche un’ora. La verità è che si è sempre dimostrato più utile da subentrato, eccezion fatta per un paio di belle eccezioni (vedi le due sfide contro Venezia e Torino in Coppa Italia, chiuse entrambe con un gol). Quest’anno ha collezionato 652 minuti in tutte le competizioni, suddivisi così: quattro presenze in coppa, tutte dal 1’, 15 in campionato, una in Supercoppa Italiano e quattro in Champions, dove ha punto il Borussia Dortmund al ritorno. Anche qui da subentrato.

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sucic on fire

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Che dire di Sucic, invece? Non segnava dal 20 gennaio, Inter-Arsenal in Champions. Anche lì, un gran gol. Martedì ha segnato con un controllo orientato da giù il cappello. Il movimento con cui s’è spostato il pallone sul destro, ancor prima di calciare, è da grande giocatore. Da un punto di vista tecnico è sempre stato valido, paga solo la continuità. Quest’anno quattro assist e tre assist in 44 presenze. Ventidue di queste da titolare. Due passaggi vincenti li ha infilati contro il Como, e tutti per Calha. Merito di un discorsetto di Chivu all'intervallo. "Quello che si dice nello spogliatoio rimane lì...". E' servito.

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