Il City torna in testa alla Premier per la prima volta da agosto. Ora è l'Arsenal a rincorrere
La Gazzetta dello Sport

Il City torna in testa alla Premier per la prima volta da agosto. Ora è l'Arsenal a rincorrere

Mercoledì 22 aprile 2026
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Sorpasso sull'Arsenal completato, che ora si trova a pari punti ma con tre gol segnati in meno della squadra di Guardiola. Haaland decide la sfida con il Burnley, che retrocede a cinque giornate dalla fine

Sorpasso sull'Arsenal completato, che ora si trova a pari punti ma con tre gol segnati in meno della squadra di Guardiola. Haaland decide la sfida con il Burnley, che retrocede a cinque giornate dalla fine

Dal nostro corrispondente  Davide Chinellato 22 aprile - 23:17 - LONDRA

E adesso, a separarle, ci sono solo i gol segnati. Il Manchester City ha compiuto la sua missione: ha vinto a Burnley e raggiunto l’Arsenal in testa alla classifica. Ora hanno entrambe 70 punti, hanno giocato entrambe 33 partite, sono entrambe a +37 come differenza reti, primo criterio in caso di parità. Se Pep Guardiola è davanti è perché il suo City ha fatto più gol, 66 contro 63. È la prima volta dal 3 ottobre che l’Arsenal non comanda la classifica di Premier, la prima dal 21 agosto che davanti a tutti c’è il City. Nelle prossime cinque partite, da qui al 24 maggio, si deciderà chi alzerà il trofeo (qui la nostra analisti del duello Arsenal-Manchester City).

il sorpasso

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Il City si aspettava di più da Burnley, che uno striminzito 1-0. La differenza l’ha fatta Erling Haaland, con una progressione irresistibile dopo appena 5’ per il suo centro numero 24. La squadra di Guardiola ha colpito due pali e soprattutto nei primi 25’ ha collezionato occasioni come se volesse accompagnare a suon di gol la retrocessione in Championship dei Clarets, ufficiale dopo questa sconfitta. Poi ha alzato il piede dall’acceleratore, come se la fatica fatta per battere domenica l’Arsenal e preparare questo sorpasso avesse improvvisamente preso il sopravvento. Cherki resta la luce che illumina il gioco del City, ma l’idea di tamponare l’assenza di Rodri (in dubbio anche per la semifinale di FA Cup di sabato) avanzando Nico O’Reilly a centrocampo e inserendo Rayan Aït-Nouri come terzino sinistro non ha funzionato poi troppo. Tanto che al 65’ Pep ha messo dentro Gonzalez per l’algerino, arretrando di nuovo O’Reilly in difesa. Qualche passaggio a vuoto di Guehi in difesa, ancora spento Antoine Semenyo come domenica (meglio Savinho al suo posto nell’ultima mezz’ora), City in generale lontano dal suo livello più alto. Il Burnley però non ha mai fatto abbastanza per mettere in dubbio le certezze della squadra di Guardiola, che adesso vince da 5 partite di fila e che in Premier è arrivata a 11 risultati utili consecutivi: l’ultima sconfitta resta quella del 17 gennaio contro il Manchester United. In una volata che potrebbe essere decisa da differenza reti e gol segnati, battere solo 1-0 la penultima in classifica e la peggior difesa del torneo sa tanto di occasione persa. Al City però interessava soprattutto uscire dal campo con gli stessi punti in classifica dell’Arsenal e quella missione l’ha portata a termine. Il resto è per il gran finale.

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la volata

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La corsa alla Premier riparte a distanza sabato, quando l’Arsenal ospiterà il Newcastle praticamente alla stessa ora, 17.30, in cui il City a Wembley sfiderà il Southampton per un posto in finale di FA Cup il 16 maggio (17.15). Dopo i Magpies, i rivali dei Gunners (che in Premier non dovranno mai allontanarsi da Londra) nella volata finale sono Fulham, West Ham, Burnley e Crystal Palace in trasferta all’ultima giornata. Il City torna in Premier il 4 maggio in casa dell’Everton e nei 20 giorni successivi dovrà affrontare anche Brentford, Bournemouth, Crystal Palace e Aston Villa. Il 24 maggio, alla fine dell’ultima giornata, una tra Arsenal e City solleverà il trofeo della Premier: chissà se la differenza, come oggi, la faranno ancora i gol segnati.

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