Yamal, l'infortunio e il Mondiale. L'esperto: "Il rischio non è arrivare in tempo, ma arrivare pronti"
La Gazzetta dello Sport

Yamal, l'infortunio e il Mondiale. L'esperto: "Il rischio non è arrivare in tempo, ma arrivare pronti"

Giovedì 23 aprile 2026
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Il dott. Paolo Torneri, esperto in riabilitazione e prevenzione degli infortuni muscoloscheletrici, spiega in cosa consiste l'infortunio di Yamal e cosa ci si può aspettare dal suo recupero

Il dott. Paolo Torneri, esperto in riabilitazione e prevenzione degli infortuni muscoloscheletrici, spiega in cosa consiste l'infortunio di Yamal e cosa ci si può aspettare dal suo recupero

23 aprile - 19:33 - MILANO

Il Barcellona trattiene il fiato per Lamine Yamal, fermatosi al 40' contro il Celta Vigo proprio dopo aver trasformato il rigore dell'1-0. Gli esami hanno confermato una lesione al bicipite femorale della coscia sinistra: stagione di Liga finita, Clasico saltato, ma il club parla di disponibilità per i Mondiali, in cui l'esordio della Spagna è fissato al 15 giugno. Abbiamo chiesto al dott. Paolo Torneri, fisioterapista sportivo a Verona, fondatore di FisioScience e divulgatore scientifico, di fare chiarezza.

Dott. Torneri, perché calciare un rigore può causare una lesione al bicipite femorale? 
"Durante il calcio, il bicipite femorale lavora intensamente per decelerare la gamba dopo l'impatto col pallone: si contrae mentre si allunga, una contrazione eccentrica, sviluppando tensioni vicine alla sua soglia di tolleranza. Se si sommano fatica, gesto eseguito a massima intensità ed eventuali sovraccarichi pregressi, il tessuto può cedere. Non è un caso: il bicipite femorale è il muscolo posteriore della coscia più frequentemente lesionato nel calcio. Un infortunio simile è successo quest’anno a De Bruyne". 

Cosa significa "lesione al bicipite femorale" e perché conta la sede? 
"Il bicipite femorale fa parte degli ischiocrurali, insieme a semimembranoso e semitendinoso. Le classificazioni moderne, come quella di Monaco, distinguono lesioni funzionali e strutturali graduandole per estensione e sede. Una lesione prossimale, vicino all'ischio, o con coinvolgimento del tendine, richiede tempi più lunghi e rischio di recidiva maggiore rispetto a una lesione distale e puramente muscolare. Il Barcellona parla di trattamento conservativo e stop di circa un mese: elementi che suggeriscono una lesione di grado moderato, senza evidente interessamento tendineo".

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Un mese di stop, 50 giorni ai Mondiali. È realistico? 
"Sulla carta sì, ma c'è un dato da tenere presente: le lesioni agli ischiocrurali hanno un tasso di recidiva intorno al 30% entro il primo anno, concentrato nelle prime settimane dopo il rientro. Il rischio non è 'arrivare in tempo', ma arrivare pronti. Un rientro anticipato espone a ricadute spesso più gravi dell'episodio originale. La corsa contro il tempo, qui, è la peggiore consigliera".
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​In cosa consiste la riabilitazione? 
"Il principio è rispettare la biologia del tessuto. Il percorso si articola in tre fasi. Nella fase acuta (0–72 ore) si controllano dolore e infiammazione con carico basso e movimento dolce: l'immobilità prolungata è controproducente. Nella fase intermedia si lavora su rinforzo progressivo, con particolare attenzione al carico eccentrico, fondamentale per gli ischiocrurali, e al controllo motorio. Nella fase avanzata si introducono sprint, cambi di direzione e gesti sport-specifici, incluso il calcio al pallone, reintrodotto gradualmente. Il rientro non si decide sul calendario ma su criteri oggettivi: forza, mobilità, controllo neuromuscolare, assenza di sintomi. È il passaggio dal return to play al return to performance: non basta tornare in campo, bisogna tornarci in grado di rendere. Per un giocatore come Yamal, che vive di esplosività, questo è tutto".

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