Sinner: "Non penso ai record e mi manca casa. Alcaraz ha la famiglia al suo fianco, io invece..."
La Gazzetta dello Sport

Sinner: "Non penso ai record e mi manca casa. Alcaraz ha la famiglia al suo fianco, io invece..."

Domenica 3 maggio 2026
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Il numero uno al mondo si confessa al termine della vittoria del quinto Masters 1000 consecutivo: "Andando via ho perso cose e tempo che avrei condiviso con i miei, ma sono fortunato. Ora c'è Roma, ma vincere non sarà facile". Zverev: "Oggi avrei perso con chiunque"

Il numero uno al mondo si confessa al termine della vittoria del quinto Masters 1000 consecutivo: "Andando via ho perso cose e tempo che avrei condiviso con i miei, ma sono fortunato. Ora c'è Roma, ma vincere non sarà facile". Zverev: "Oggi avrei perso con chiunque"

dal nostro corrispondente  Filippo Maria Ricci 3 maggio - 21:32 - MADRID

Quello che lascia Madrid col suo quinto Masters 1000 consecutivo nel borsone e il primo su questa terra d’altura è un Sinner romantico. Oggi qui è la festa della mamma, e quando arriva la domanda sulla sua di madre, Siglinde, Jannik riflette per alcuni secondi, poi prende l’onda emozionale e non scende più: “Io mi considero molto fortunato. Quando avevo 13 anni ho preso la scelta di lasciare casa e di andare ad allenarmi lontano. Accettare che tuo figlio se ne vada e cresca lontano da te è una cosa difficile per i genitori e specialmente per una madre. È stato duro per me ma è stato ancora più duro per i miei genitori, i genitori vogliono veder crescere i propri figli. Andando via ho perso cose e tempo che avrei condiviso con loro, cose che mi piacerebbe riavere indietro. I miei nonni materni sono ancora vivi e capisco perfettamente che mia madre voglia passare con loro più tempo possibile, però anche io vorrei passare più tempo con mia madre”.

VIDEO: Sinner-Zverev, finale Masters 1000 Madrid: gli highlights

ESEMPIO ALCARAZ

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E ancora: “Carlos Alcaraz viaggia sempre con un pezzo di famiglia, il fratello, il padre: fa benissimo, perché poi quando qualcuno non c’è più ti penti di ciò che ti sei perso. Anche a me piacerebbe stare di più con mio fratello, con i miei genitori e con gli amici, perché le cose possono cambiare improvvisamente. Mia mamma è un modello di comportamento per me, sono molto felice che ci sia, insieme a mio padre sono fonte di autentica ispirazione. Io voglio essere come loro, perché se ci riesco allora vuol dire che sono una bella persona”. 

AL SICURO

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La famiglia fa capolino anche in un’altra risposta: “Io non gioco per i record – dice Jannik – gioco per me, per il mio team e per la mia famiglia: col mio successo i miei cari non sono mai cambiati con me, sono sempre dei semplici genitori e quando loro sono vicino a me mi sento molto sicuro. Quando torno a casa non si parla di tennis, e la cosa mi aiuta”. 

ROMA, OH CARA

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Ok, niente record. Però se Sinner vince a Roma toglie a Djokovic due primati: sarebbe il più giovane ad aggiudicarsi i nove 1000 (il serbo ci arrivò a 25 anni, lui è a 24…) e il primo ad arrivare a 34 vittorie di fila nei 1000. Ora è a 28 e Nole si fermò a 31. E poi ci sono quei 50 anni dal trionfo di Adriano Panatta… E Roma, che scalda il cuore di Sinner. “Sono felice di andare a Roma, per me è un posto speciale. Lo scorso anno sono rientrato lì dopo un periodo difficile e il pubblico mi ha dato tanto sia in tema di supporto che a livello emotivo. Per questo ripeto, sono felice di tornare, ma vincere non è facile quindi vedremo come andrà”. 

PRIMA IL RIPOSO

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E la riflessione: “Detto questo, ora penso solo a riposarmi 2-3 giorni: mentalmente e fisicamente dietro la vittoria in un torneo c’è un grande dispendio di energie. Fisicamente sto bene e non ci sono motivi per non andare a Roma, ma ora voglio godermi questo titolo senza pensare al futuro per riprendermi soprattutto mentalmente”. Ha ragione anche lui: ha iniziato a vincere il 7 marzo scorso a Indian Wells con Svrcina e da allora non si è mai fermato: 57 giorni e 23 partite, una ogni due giorni e mezzo di media. Ma vincere aiuta a vincere si dice, e allora Jannik ti aspettiamo a Roma.  

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parla zverev

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Deluso invece Sascha Zverev, sconfitto da Sinner nelle semifinali di Parigi Nanterre, Indian Wells, Miami e Montecarlo, e nella finale di oggi a Madrid. Queste le sue parole al termine del match: "Sinner è un gran tennista, ma se devo essere onesto oggi avrei perso contro chiunque". E poi: "Non è che sono io a faticare con Sinner, è così per tutti. A me succede di più perché ci gioco molto spesso, ma stiamo parlando di uno che nei 1000 non perde da ottobre a Shangai, non penso ci sia molto da aggiungere". 

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