Inter, ora una squadra da Champions: pronto un mercato al top. E se parte Bastoni...
La Gazzetta dello Sport

Inter, ora una squadra da Champions: pronto un mercato al top. E se parte Bastoni...

Martedì 5 maggio 2026
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Grandi movimenti sono previsti all'orizzonte sul mercato, dove la proprietà nerazzurra ha già stanziato circa 50 milioni che potrebbero aumentare in caso di cessione del difensore

Grandi movimenti sono previsti all'orizzonte sul mercato, dove la proprietà nerazzurra ha già stanziato circa 50 milioni che potrebbero aumentare in caso di cessione del difensore

Roberto Maida Giornalista 5 maggio - 08:24 - MILANO

C’è un’Inter che è stata capace di vincere dominando, ce n’è un’altra che vuole nascere cambiando. Sono le due facce della luna, tra passato e futuro, nelle quali Cristian Chivu si specchia per imprimere il proprio marchio sulla rifondazione. Il primo anno è stato transizione intelligente e remunerativa, da adesso è opportuno intervenire con aggiustamenti profondi per non rimpiangere la paura di osare. L’occasione viene dalla fila di vecchi pilastri che si sono consumati nel tempo e verranno sostituiti: Sommer, Darmian, Acerbi, De Vrij e Mkhitaryan sono tutti in scadenza di contratto e, salvo ripensamenti dell’Inter, concluderanno a maggio la loro esperienza professionale. Poi resta in ballo la posizione di Alessandro Bastoni, incitato nella notte dello scudetto dalla Curva Nord di San Siro e dallo stesso allenatore: qui molto dipende da quanto il Barcellona, o chi altro, vorrà offrire per acquistarlo. A oggi la sua cessione resta probabile, non sicura, con ricadute evidenti sull’impostazione strategica del mercato: un conto è distribuire 40-50 milioni, la cifra che il fondo Oaktree ha promesso per il piano di rafforzamento estivo, un conto è contare su un ammontare doppio, o anche maggiore in caso di altre partenze, che possono finanziare con maggiore credibilità e incisività il cambiamento.

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la ratio

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L’Inter ha staccato di 12 punti la concorrenza, facendo registrare un +8 rispetto all’ultimo campionato di Inzaghi alla giornata 35, essenzialmente grazie alla superiorità dell’attacco: non solo per i 16 gol di Lautaro e i 13 di Thuram, rispettivamente primo e secondo nella classifica dei cannonieri della Serie A, ma anche per i numeri complessivi: 110 reti in 50 partite stagionali, seguendo una precisa logica. "Il calcio è cambiato, adesso non si vincono più i campionati con le migliori difese ma con i migliori attacchi" ha spiegato recentemente Chivu. Ed è su questo fronte che l’Inter insisterà per tornare competitiva anche in Champions League: l’esempio di Psg-Bayern 5-4 è sotto gli occhi di tutti e rinvigorisce gli sforzi delle squadre propositive, a forte vocazione offensiva.

innesti

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Per crescere però servono soprattutto i calciatori adatti, che permettano alla squadra di giocare in più modi e a ritmi più alti. Difesa a cinque, a tre o quattro a seconda delle necessità. Se l’Inter ha un difetto, è il passo monocorde che in Italia funziona contro la grande maggioranza degli avversari e che nei confronti europei spesso diventa un handicap. Da qui l’idea di acquistare gente che determini imprevedibilità e scossoni dentro alle partite: centrocampisti come Koné della Roma o Ederson dell’Atalanta, frecce come Moussa Diaby che era già stato chiesto all’Al Ittihad a gennaio. Ma anche esterni in stile Palestra che "purtroppo non è nostro" ha osservato Marotta confermando indirettamente la tentazione di prenderlo dopo la grande stagione giocata con il Cagliari e l’esordio in Nazionale. In aggiunta, si avverte il bisogno di un bravo vice per Calhanoglu: Jones del Liverpool risponde all’identikit.

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difesa

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L’orientamento coraggioso non oscurerà comunque i problemi numerici che nasceranno nell’organico difensivo. A cominciare dal portiere, principale vuoto, che alla società ha suggerito un momento di riflessione: è noto che l’Inter abbia da tempo bloccato Guglielmo Vicario del Tottenham. Ma al tempo stesso monitora Josep Martinez, che potrebbe restare se la coppia Marotta-Ausilio ritenesse opportuno dirottare gli investimenti in altri ruoli. E poi c’è un altro portiere che intriga molto l’Inter da almeno un anno: è Mile Svilar, che la Roma mette in conto di vendere davanti a una buona offerta per sistemare i conti del fair play finanziario. Quanto ai centrali, l’accordo con il bosniaco Muharemovic è stato già raggiunto da settimane: alla fine della stagione è previsto un incontro con il Sassuolo per fissare un prezzo e le eventuali contropartite, ricordando che il 50% del cartellino dovrà essere girato alla Juventus. In arrivo anche un difensore più strutturato. All’innamoramento per lo spagnolo Gila, che piace anche al Milan e ha un solo anno di contratto residuo con la Lazio, bisogna aggiungere il francese Solet dell’Udinese e, udite udite, il terzo romanista della compagnia: l’ivoriano Ndicka, che è mancino proprio come Bastoni e ha dimostrato familiarità con tutte le strutture difensive. Ovviamente è impensabile che l’Inter compri tre calciatori della Roma, club che al di là dei gangli Uefa è molto solido grazie alla presenza del gruppo Friedkin. Ma a seconda delle occasioni e delle esigenze, Marotta e Ausilio studieranno come e dove indirizzare i bonifici. La parola d’ordine, tattica e filosofica, è flessibilità.

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