Rosberg: "Antonelli fenomeno ma per il Mondiale è ancora presto"
La Gazzetta dello Sport

Rosberg: "Antonelli fenomeno ma per il Mondiale è ancora presto"

Martedì 5 maggio 2026
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L'ex campione della Mercedes non ha dubbi: "Kimi non deve ascoltare nessuno. E se continua a guidare così... Questa Mercedes mi ricorda quella di dodici anni fa con me e Hamilton. Il rapporto con Russell? Deve migliorare" 

L'ex campione della Mercedes non ha dubbi: "Kimi non deve ascoltare nessuno. E se continua a guidare così... Questa Mercedes mi ricorda quella di dodici anni fa con me e Hamilton. Il rapporto con Russell? Deve migliorare" 

dalla nostra inviata  Giulia Toninelli 5 maggio - 09:23 - MIAMI (USA)

Dieci anni dopo, il campo di battaglia sembra essere tornato esattamente lo stesso. Gerarchie, compagni di squadra, possibilità da non sprecare e una Mercedes dominante al via di un nuovo ciclo regolamentare. Nico Rosberg sorride ripensandoci, a quel 2016 che lo ha visto laurearsi campione del mondo al termine di un anno di battaglie e giochi mentali in pista con il suo illustre compagno Lewis Hamilton. Oggi, nel paddock della massima serie come ambassador Barilla, ripensa a quella famiglia, capitanata da Toto Wolff, orologiere di un ingranaggio perfetto, e alle possibilità senza precedenti di un ragazzo, Kimi Antonelli, che Nico ha visto crescere. 

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Rosberg, che cosa serve a un team per funzionare?
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"Si parte da un’equazione semplice: il team deve essere la tua famiglia. Ci sono mille persone che lavorano per te e allo stesso tempo fanno il tifo per ciò che fai, mettendo anche la loro vita a disposizione per far sì che tu possa guidare la macchina migliore. Si lavora giorno e notte in una squadra, si viaggia tanto, si fanno rinunce e ci si lega fortemente agli altri, litigando, perdonando… proprio come in una famiglia".

 E se non si riesce a stabilire questo legame con la propria squadra? 

"In quel caso è impossibile pensare di costruire un progetto vincente. In F.1, da soli non si fa niente e un pilota deve anche sapere come creare il giusto clima nel team, fa parte delle capacità dei campioni". 

Lei per anni ha fatto parte della famiglia Mercedes, squadra con cui ha vinto il titolo iridato. Rivede quest’anno la Mercedes dei vostri grandi successi?
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"Sì, sono partiti esattamente con lo stesso spirito di allora: si sono concentrati sul cambio regolamentare e sono arrivati pronti, esattamente come dodici anni fa. Hanno voglia di vincere e lo stanno dimostrando".

Questa Mercedes mi ricorda quella dove ho corso insieme ad Hamilton. Hanno interpretato molto mene il regolamento, proprio come noi dodici anni fa

Con Lewis Hamilton in quegli anni avete dato spettacolo, sfidandovi da compagni di squadra. Succederà lo stesso tra Kimi Antonelli e George Russell? 

"Certo, lo scontro anche tra loro due arriverà. Abbiamo già visto quanto sono vicini ed è inevitabile che accada soprattutto se in ballo c’è la possibilità di vincere un titolo".

Ha un consiglio per loro? 

"Sedersi e parlarne. Quando le cose succedono in pista, bisogna poi affrontarle fuori. Questo è più che altro un consiglio per Toto Wolff, che deve sedersi con loro, discutere di tutto e sapere in anticipo come comportarsi quando capiteranno determinate situazioni di scontro".

Antonelli ha corso anche nel team di kart di sua proprietà e lo conosce da quando era un bambino. Che pilota era?

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 "Un fenomeno, uno dei più grandi talenti che io abbia mai visto nei kart insieme a Max Verstappen. Lo scorso anno quando ha avuto dei momenti di difficoltà e qualcuno metteva in dubbio le sue capacità io continuavo a ripetere: “Calma, dovete dargli tempo, questo ragazzo arriverà”. E così è stato". 

Antonelli ha corso nel mio team di kart. Lui è un fenomeno, uno dei più grandi talenti che io abbia mai visto nei kart insieme a Max Verstappen.

Oggi è leader del Mondiale con tre successi consecutivi su quattro gare. Ma è pronto per lottare per il titolo al suo secondo anno in F.1?

 "Sicuramente è presto, ha solo 19 anni e nessuno era mai stato leader del Mondiale così giovane. Ha tanta attenzione su di sé: in Italia si sono tutti innamorati di lui, in F.1 è già diventato una star, e questo sarà difficile da gestire, così come lo saranno gli errori e i momenti difficili che sicuramente arriveranno. Però ha una grande occasione a portata di mano e lo sa, perché la macchina è veloce e può giocarsi cose importanti". 

Che cosa dovrà fare? 

"Continuare a guidare così. E poi dovrà essere in grado di spegnere tutto, di non ascoltare o guardare cose che vengono dette su di lui intorno a sé, dedicarsi alla stagione gara per gara e vedere come andrà, anche in base agli avversari che si troverà davanti perché non è detto che sarà una sfida solo tra Mercedes per tutto il campionato".

Come vede la Ferrari quest’anno? 

"Bene, sono partiti forte e la macchina è buona. Manca qualcosa per cercare le vittorie ma hanno fatto un grande lavoro rispetto allo scorso anno e penso che torneranno presto a vincere dei Gran Premi. Sono felice anche per Lewis Hamilton, che finalmente sembra essere tornato al suo livello e a correre con gioia dopo una stagione, quella del 2025, veramente durissima per lui. L’integrazione con la nuova squadra non è stata semplice ma ora sembra essersi finalmente adattato". 

La Ferrari quest'anno ha una buona macchina, hanno fatto un grande lavoro. Sono felice anche per Lewis Hamilton, che finalmente sembra essere tornato al suo livello

Lei si è ritirato giovanissimo, subito dopo la vittoria del Mondiale nel 2016. Pensa che Max Verstappen possa scegliere il ritiro prima dei trent’anni, come più volte preannunciato?
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 "Max ha tante passioni nel mondo del motorsport, il GT ma non solo, e questo gli dà la possibilità di pensare al ritiro dalla Formula 1 non come una cosa spaventosa. Anche grazie al fatto che, a soli 28 anni, ha già vinto quattro titoli iridati. Ha tante strade davanti a sé, magari anche uscire dalla F.1 per qualche anno e poi ritornare, ma non so se sia questo il caso perché allo stesso tempo vedo Verstappen molto affamato di vittorie quindi credo che alla fine sceglierà di continuare. Dovrà però pensare anche con chi farlo: restare con Red Bull o tentare di andare in un’altra squadra per avere più chance di vincere nuovamente il titolo?".

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