Duncan Robinson, i suoi tiri per far svoltare Detroit. Dodici mesi dopo il suicidio del fratello
Il dolore per la perdita di Eli, morto nel 2025 dopo una lunga battaglia tra dipendenze e schizofrenia, si intreccia con la carriera del tiratore ex Miami, oggi protagonista ai playoff coi Pistons
Il dolore per la perdita di Eli, morto nel 2025 dopo una lunga battaglia tra dipendenze e schizofrenia, si intreccia con la carriera del tiratore ex Miami, oggi protagonista ai playoff coi Pistons
Giulia Arturi Giornalista 5 maggio - 11:56 - MILANOMaggio è il mese della consapevolezza sulla salute mentale. È anche uno dei momenti più importanti della stagione Nba, con i playoff nel vivo. Proprio nel giorno di gara 7 tra Detroit e Orlando, poi vinta dai Pistons, Espn ha pubblicato un video che racconta la storia di Eli Robinson, fratello di Duncan, guardia di Detroit. Per Duncan maggio dell’anno scorso è stato il primo mese della sua vita senza il fratello Eli, morto suicida il 30 aprile 2025, a 34 anni. Duncan sta giocando la sua prima stagione a Detroit, dopo sette anni a Miami: undrafted nel 2018, è uno dei migliori tiratori della lega (39,9% da 3 in carriera, 41% quest'anno) e ha firmato il contratto più ricco di sempre per un giocatore non scelto al draft. Eli era il primo tifoso di Duncan, fin dai tempi del Williams College, un college di terza divisione. La famiglia Robinson ha deciso di raccontare la sua storia e il loro percorso accanto a un figlio e a un fratello in costante lotta, nella speranza di aiutare altri nella stessa situazione. “Ho attraversato questa cosa, e sono abbastanza vulnerabile da condividerla. Penso aiuti altri a fare lo stesso. Più ne parliamo, più persone possiamo aiutare", spiega Duncan.
la malattia
—Duncan, Marta e Eli crescono nel New Hampshire. Eli, tre anni e mezzo più grande di Duncan, è portato per gli sport, soprattutto il baseball e il basket. Duncan lo segue ovunque, vuole essere come lui. Alla fine, sarà il fratello più grande a diventare il primo tifoso di quello piccolo. Ma mentre il sogno di Duncan inizia a diventare una carriera Nba, Eli si perde nell'abuso di sostanze. Nel frattempo Robinson convince Miami e coach Spoelstra che del suo tiro non si può fare a meno. Eli riesce a liberarsi delle sue dipendenze, e nel settembre del 2021 è sobrio. Purtroppo, durante la riabilitazione, chi gli sta vicino nota altro: Eli è paranoico, pensa che la sua famiglia sia costantemente in pericolo, sente le voci, è scollegato dalla realtà. A 31 anni arriva la diagnosi: schizofrenia. "Eli mi ha ispirato in tutti i modi: vederlo difendere la sua sobrietà e lottare contro una malattia che la maggior parte di noi non può nemmeno comprendere".
la fondazione
—Eli è il custode della carriera di Duncan, Duncan è la sua àncora quando le allucinazioni uditive trasformano il suo lato premuroso in paranoia, quando le voci sono troppo forti. È sempre Duncan che gli parla quando c'è da provare un nuovo farmaco, una nuova terapia. Nel 2021, Eli vive in una struttura in Florida. Duncan Robinson, allora a Miami, lo va trovare tutti i giorni liberi. “Era una strana contraddizione: da una parte stavo vivendo il mio sogno, anche il suo, dall’altra vedevo quello che stava passando mio fratello. Era vicino, ma sembrava lontanissimo". Nel 2018, durante l’All-Star Weekend, DeMar DeRozan parlò apertamente della sua depressione: un passaggio che ha cambiato il modo in cui la Nba affronta il tema della salute mentale. All’inizio Duncan Robinson non era incline a esporsi: lo sapevano in pochi. Era fiero della sobrietà di Eli (porta tutt'ora porta il suo ciondolo), ma parlava poco della sua malattia. Un modo per proteggere lui, se stesso e la famiglia. Eli, invece, era sempre diretto: condivideva tutto di lui, era fiero della sua battaglia. Anche in questo, ha ispirato Duncan e i suoi familiari. Oggi la Robinson Family Foundation promuove la consapevolezza sulla salute mentale, combatte lo stigma e sostiene le famiglie che stanno attraversando esperienze simili.
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Per chiedere aiuto Se sei in una situazione di emergenza chiama il 112. Se tu o qualcuno che conosci sta vivendo un momento di crisi o ha pensieri suicidi puoi chiamare Telefono Amico Italia, tutti i giorni dalle 9 alle 24 al numero di telefono 02 2327 2327. Oppure puoi rivolgerti ai Samaritans, da telefono fisso o cellulare al numero: 06 77208977 tutti i giorni dalle ore 13 alle 22
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