Schwazer tra record e futuro: "Penso solo a ciò che viene. E gli Europei di Birmingham..."
Dopo aver stabilito il nuovo record italiano nella maratona di marcia, Alex punta in alto: "Se la federazione pensa che io possa essere utile..."
Dopo aver stabilito il nuovo record italiano nella maratona di marcia, Alex punta in alto: "Se la federazione pensa che io possa essere utile..."
5 maggio - 11:43 - MILANO“Sono molto contento. E spero che tutto questo vada avanti così”. Dopo aver migliorato il record di italiano della maratona di marcia – distanza introdotta ufficialmente come disciplina ufficiale da World Athletics il 1° gennaio 2026 – Alex Schwazer in una intervista a Sport Mediaset racconta delle nuove sfide. “Dalla squalifica del 2016 ho cominciato ad allenare amatori, come libero professionista. Però io sono uno che cerca anche di evolversi. Sono arrivato qui già sedici anni fa da atleta e da un anno c'è stata questa idea del dottor Max Mayerhofer di lanciare questo programma Sport & Remise en Forme per dare un ulteriore servizio al cliente e io mi occupo di questo settore”. Rivela che durante la gara da primato il pensiero è stato per la famiglia: “È stato bello fare il record italiano e soprattutto tagliare il traguardo sulla distanza lunga, che può essere una brutta bestia. Mi sono anche emozionato pensando un po' a tutti i sacrifici fatti. Pensavo un po' ai miei bambini, è bello quando sanno che il papà ha finito e ha vinto la gara. E lì ovviamente un po' ti emozioni”.
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per gli europei
—I progetti per il futuro non sono ancora scritti: “Io non penso mai al passato. Mai. Che è un pregio, ma anche un difetto. Perché io le vittorie non me le godo mai, perché già penso a quello che devo fare prossimamente” spiega. E sulla possibile partecipazione agli Europei di Birmingham della prossima estate, puntualizza: “In questo momento è un discorso inutile. Perché prima di tutto è la federazione che deve fare delle scelte. Se la federazione ritiene che io possa essere utile, allora bisogna trovarsi, parlarsi insieme, parlare anche con mia moglie e vedere se nei due mesi prima della gara riesco a trovare di nuovo il tempo per preparare la distanza lunga. Perché lì è una questione di tempo”.
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