Quanto vale il numero 1: Sinner in fuga, Antonelli lo insegue. Ma sui social Kimi è già il re
Ma il potenziale di Kimi è eccezionale: intanto sui social ha già superato Jannik
Ma il potenziale di Kimi è eccezionale: intanto sui social ha già superato Jannik
Marco Iaria Giornalista 5 maggio - 11:26 - MILANOToto Wolff perdonerà agli appassionati italiani l’entusiasmo — ai limiti dell’euforia collettiva — con cui parlano di Sinner pensando ad Antonelli e parlano di Antonelli pensando a Sinner. Ma da quanto tempo non ci capitava di avere, allo stesso tempo, due atleti ai vertici mondiali che fossero pure icone globali? Vengono in mente Valentino Rossi e Federica Pellegrini tra la fine degli anni Duemila e l’inizio degli anni Dieci, oppure Alberto Tomba e Roberto Baggio nella prima metà degli anni Novanta . Certo, il team principal della Mercedes ha ragione a ritenere fuorviante il paragone tra i due: Jannik Sinner, 24 anni, ha raggiunto la vetta del ranking nel 2024, rimanendoci per 65 settimane consecutive, e ci è tornato quest’anno a suon di titoli, riscrivendo record che appartenevano alla “santissima trinità” Djokovic-Federer-Nadal; Kimi Antonelli, 19 anni, ha debuttato in Formula 1 nel 2025 e a marzo ha vinto il suo primo Gran Premio, infilandone poi altri tre consecutivi e balzando al comando della classifica piloti 2026. Una cosa, però, è sicura: il presente e il futuro sono nelle mani di questi due eroi dei nostri tempi. Lo sanno i tifosi e lo sanno anche gli investitori.
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—Il numero 1 del tennis è ormai un’azienda da alcune decine di milioni di euro di fatturato. Oltre ai premi dei tornei (già 4,7 milioni nel 2026), le sue entrate commerciali annue da 14 partnership ammontano a circa 34 milioni (più bonus), secondo le stime del digital marketplace delle sponsorizzazioni ChainOn per Gazzetta. Negli ultimi anni l’agenzia Avima, guidata da Alex Vittur, che cura i suoi diritti d’immagine, è stata subissata di richieste, cercando da un lato di monetizzare l’esplosione di Jannik, dall’altro di agganciare anche i marchi che avessero una vocazione internazionale. Antonelli, all’inizio del suo percorso, è focalizzato sulle corse. La sua gestione è affidata alla Mercedes, mentre la famiglia cura gli affari personali con il supporto dell’avvocato Riccardo Giacomin. Al momento il pilota non ha accordi di sponsorizzazione individuali e presta il proprio volto ai partner della scuderia tedesca, dall’abbigliamento agli orologi. Il suo valore commerciale annuo, per ora, si può stimare in circa 1 milione di euro, ma è un dato ancora poco significativo: tutto è in divenire. Va considerato, inoltre, che i piloti di Formula 1, a differenza delle stelle del tennis, hanno obblighi stringenti con i team in materia di sponsor. Le potenzialità, nel caso di Kimi, sono comunque eccezionali. I punti di riferimento sono Leclerc e Verstappen, con 8-10 milioni di introiti commerciali (Hamilton, a quota 30, è su un altro livello). «In un orizzonte di medio-lungo periodo, riteniamo che Antonelli possa raggiungere i livelli di sponsorizzazione di Leclerc e Verstappen», ipotizza Giovanni Palazzi, a.d. di ChainOn. Peraltro, gli stipendi pagati ai piloti dalle scuderie incorporano una quota significativa dei diritti d’immagine: anche su questo fronte si misura il potenziale di Antonelli, che percepisce un ingaggio di 3 milioni più bonus, contro i 50 di Verstappen, i 40 di Hamilton e i 35 di Leclerc.
social
—Su un aspetto Antonelli è già superiore a Sinner: il seguito sui social. Kimi vanta 6,2 milioni di follower su Instagram, contro i 5,3 di Jannik, grazie al boom degli ultimi mesi: a gennaio era a quota 4,5 milioni. Il tennista sta puntando molto sul suo canale YouTube, che ha quasi 200 mila iscritti e pubblica contenuti dietro le quinte, come il video da Melbourne (1,3 milioni di visualizzazioni). Quanto agli ascolti televisivi, attenzione alle letture superficiali. L’altro ieri il GP di Miami è stato visto da 1.460.000 spettatori, contro 1.244.000 della finale di Madrid, ma con uno share più basso (9,1% contro 12,7%), essendo differente la fascia oraria. Non sono paragonabili gli altri successi recenti trasmessi nella stessa giornata: i GP di Cina e Giappone al mattino presto e le finali di Indian Wells e Miami in tarda serata. Un vincitore chiaro, insomma, non c’è. Anzi sì: Sky, che detiene i diritti tv sia del tennis sia della Formula 1.
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