Ciccone si prende la classifica generale. Ma quanto potrà tenere la maglia rosa?
La Gazzetta dello Sport

Ciccone si prende la classifica generale. Ma quanto potrà tenere la maglia rosa?

Martedì 12 maggio 2026
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Il corridore della Lidl-Trek si gode il primato. La sfida ora è resistere ai 4.000 metri di dislivello verso Potenza per coronare il sogno: scalare il suo Blockhaus con i colori del primato addosso

Il corridore della Lidl-Trek si gode il primato. La sfida ora è resistere ai 4.000 metri di dislivello verso Potenza per coronare il sogno: scalare il suo Blockhaus con i colori del primato addosso

dal nostro inviato  Ciro Scognamiglio 12 maggio 2026 (modifica alle 18:54) - COSENZA

E adesso fino a quando Giulio Ciccone può tenere questa bellissima maglia rosa? Anzitutto fa bene questa sera a godersela, anche perché la può accoppiare a quella gialla del Tour de France che aveva indossato per due giorni nel 2019: ultimo italiano a riuscirci. Ma poi? Non è semplice rispondere alla domanda iniziale per due motivi: la classifica resta molto corta con tanti corridori racchiusi in pochi secondi, e già domani il Giro verso Potenza offre una tappa molto impegnativa con 4.000 metri di dislivello. Diciamo che però Giulio si può e si deve porre un obiettivo: riuscire a partire in maglia rosa venerdì, giorno in cui la tappa 7 prenderà il via da Formia per concludersi in vetta al Blockhaus, Abruzzo, casa per Giulio. Il giorno chiave sarà domani perché se Ciccone riesce a resistere poi non dovrebbe avere troppi problemi giovedì a Napoli, una giornata per velocisti. Senza dimenticare poi che non è così frequente negli ultimi anni vedere un italiano in rosa: dal 2022 ci era riuscito solo Ulissi, per un giorno. Ciccone lo sta ripetendo da mesi: non è venuto qui al Giro per curare la classifica generale ma per andare a caccia di traguardi di tappa. Ora le cose cambiano? Troppo presto per dirlo e poi questo approccio come minimo gli ha portato fortuna. Dunque per ora Ciccone deve proporsi di arrivare in maglia rosa venerdì sul Blockhaus e poi dare il centodieci per cento su questo severo arrivo in salita che conosce benissimo e che aspetta il duello tra Jonas Vingegaard e Giulio Pellizzari. Loro sono dei chiari pretendenti alla rosa di Roma, Giulio Ciccone no. Intanto però ce l’ha addosso e darà l’anima per tenerla. Sulle tre settimane sicuramente paga dazio a Vingegaard, probabilmente a Pellizzari, ma per il resto le gerarchie di questo Giro 109 sono ben lontane dall’essere definite. E dunque Ciccone fa bene a non porsi limiti.

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