Coppa Italia, tutto in una notte: Inter a caccia della decima, Lazio per la svolta della stagione
I nerazzurri di Chivu cercano il secondo trionfo stagionale dopo lo scudetto. I biancocelesti di Sarri possono cambiare il senso dell'annata. Il 3-0 nerazzurro di sabato non conta, all'Olimpico si parte alla pari
I nerazzurri di Chivu cercano il secondo trionfo stagionale dopo lo scudetto. I biancocelesti di Sarri possono cambiare il senso dell'annata. Il 3-0 nerazzurro di sabato non conta, all'Olimpico si parte alla pari
Luigi Garlando Giornalista 13 maggio - 07:59 - ROMA Da sinistra i tecnici di Lazio e Inter, Maurizio Sarri e Cristian ChivuCome Ulisse che mise tappi di cera nelle orecchie dei suoi marinai perché non ascoltassero il canto delle sirene. Questa è stata la vigilia di Cristian Chivu: convincere la sua Inter a non farsi incantare dai pronostici favorevoli, a non considerare la Coppa Italia un trofeo già vinto, da posare sul prato di San Siro, accanto alla coppa dello scudetto, durante la festa di domenica prossima. Il dio del gioco non supporta i presuntuosi. La passeggiata (3-0) di sabato scorso sulla Lazio e i 34 punti che distanziano le due squadre in campionato, questa sera non contano. Si parte dallo 0-0 in una finale che, se mal interpretata, può trasformarsi in una trappola per i nerazzurri. Questo ha spiegato Chivu ai suoi ragazzi. Serve un’Inter alla Sinner, che gioca a pochi metri dall’Olimpico: è il più forte, ma, ogni volta che si rimette in gioco, impugna la stessa ferocia, come se i più forti fossero gli altri. Maurizio Sarri invece avrà invocato a modello Andrea Pellegrino, comparsa semi-sconosciuta dai più, passato dalle qualificazioni senza il minimo credito del pronostico e arrivato invece fino agli ottavi del Master 1000 di Roma, battendo favoriti come Tiafoe. Oppure Luciano Darderi, che ha fatto fuori Zverev, numero 3 al mondo. I pronostici sono fatti per essere ribaltati. Questo avrà detto il Comandante alla sua Lazio.
La Coppa Italia, il trofeo in palio mercoledì sera all'Olimpico
doblete
—L’Inter cercherà di portare in doppia cifra (10) i trionfi in Coppa Italia, traguardo che virtualmente le darebbe il diritto di aggiungere una stellina d’argento alle due d’oro per gli scudetti (21), anche se la società non intende aprire la pratica federale per ostentarla sulla maglia. Con 10 trofei staccherebbe la Roma (9) e si lancerebbe all’inseguimento della Juve primatista (15). Le ultime due Coppe Italia nerazzurre sono state griffate da Simone Inzaghi (2021-22, 2022-23). Chivu cerca la sua prima da allenatore, da affiancare allo scudetto appena vinto, un’accoppiata riuscita a due soli mister nerazzurri: Roberto Mancini (2005-06) e Josè Mourinho (2008-09), maestro di Cristian. Il doblete renderebbe ancora più dominante la stagione dell’Inter che, dopo il tonfo del Napoli col Bologna, ha reso abissale il distacco dai secondi: 15 punti. La Lazio invece va a caccia della sua ottava Coppa Italia (l’ultima nel 2018-19, anche questa con Simone Inzaghi in panchina), ma, soprattutto, del senso di un’intera stagione. Sarri ha a disposizione un’occasione unica per cambiare la narrazione in città che al momento celebra Gasperini: ha vinto il primo derby stagionale e ha guidato la Roma al quarto posto, ben 16 punti oltre la Lazio. Ma se stasera Sarri solleverà il trofeo e domenica sgambetterà i giallorossi, facendogli perdere la zona Champions, d’incanto, la riva vincente del Tevere diventerà quella biancoceleste.
Marcus Thuram, 28 anni
ansia thuram
—L’ansia tra le tende nerazzurre è legata alle condizioni di Marcus Thuram che nei giorni scorsi si è fermato per un risentimento muscolare. Più che altro uno stop precauzionale, infatti nelle ultime ore l’ottimismo è cresciuto. Stasera sarà in campo, anche se va messa in conto la prudenza, perché l’orizzonte del Mondiale si avvicina ed è un orizzonte che il francese non vuole compromettere. Thuram non è uno dei tanti, è l’uomo che si è alzato sui pedali e ha trascinato tutta la squadra oltre il traguardo tricolore: 6 gol nelle ultime 6 partite. Ci fosse un ripensamento, toccherebbe a Bonny, e non all’acciaccato Pio Esposito, affiancare Lautaro. L’ex Parma attende un gol dal 4 febbraio: gol al Torino in Coppa Italia. Zielinski dovrebbe sostituire Calhanoglu in regia e Sucic dovrebbe essere preferito a Mkhitaryan.
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Pedro Eliezer Rodríguez Ledesma, 38 anni
spartito
—Lo spartito sarà lo stesso di sabato: aggressione, possesso, dominio, attacco in massa. Per quali ragioni Sarri può sperare che finisca in modo diverso? Prima: tornano titolari Nuno Tavares, Zaccagni e Isaksen, cioè le più affilate frecce a disposizione, preziosissime in una gara da vivere presumibilmente in ripartenza. Seconda: perché subito o a partita in corso, Sarri spenderà l’amuleto Pedro che all’Inter ha segnato più che a qualsiasi altra squadra: 2 gol con il Barcellona, 3 con la Lazio, compresa la doppietta di San Siro che un anno fa costò una bella fetta di scudetto ai nerazzurri. Terza: perché tutti i laziali sanno che in questa finale c’è dentro una stagione intera. Tra i dubbi che ha palleggiato Sarri nelle ultime ore di vigilia, la casella di centrocampo in ballo tra Rovella, Patric e il recuperato Cataldi. In vantaggio Patric, il più in salute e protettivo per la difesa. Quarta: perché il pubblico questa volta non contesterà, ma tiferà compatto. Biglietti polverizzati e sold-out. Sarri lo ha detto chiaro: "E’ stato umiliante sabato ascoltare solo i tifosi dell’Inter". Stavolta non accadrà, anche se da Milano caleranno in 20.000. La cornice dell’Olimpico sarà degna dell’evento, lo sia anche il quadro, cioè il gioco e i giocatori.
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