Fari, frecce e luci di stop: quando si rischia la multa secondo il Codice della strada
La Gazzetta dello Sport

Fari, frecce e luci di stop: quando si rischia la multa secondo il Codice della strada

Mercoledì 13 maggio 2026
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Con le luci dell'auto non si scherza: devono essere tutte in ottimo stato e ben regolate, o scatta la sanzione

Con le luci dell'auto non si scherza: devono essere tutte in ottimo stato e ben regolate, o scatta la sanzione

Giuseppe Croce 13 maggio - 08:54 - MILANO I gruppi ottici anteriori di una dell'auto più amata dagli italiani: la Fiat Pandina

Avere tutte le luci dell'auto o della moto in ottimo stato è fondamentale sia per mantenere alta la sicurezza durante la guida, permettendoci di vedere e farsi vedere, sia per evitare di incappare in multe in caso di controllo delle forze dell'ordine. Il Codice della strada detta infatti regole molto precise sulle dotazioni luminose obbligatorie di tutti i veicoli a motore, inclusi ciclomotori e motocicli, imponendo non solo il loro corretto utilizzo, ma anche la loro perfetta manutenzione.

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LUCI E FARI ROTTI: COSA SI RISCHIA

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Il Codice della strada non ammette distrazioni quando si parla di visibilità. Secondo l'articolo 79, ogni conducente è obbligato a mantenere il proprio veicolo in condizioni di massima efficienza per poter sempre garantire la sicurezza stradale. Circolare con una lampadina bruciata, una freccia malfunzionante o uno stop fuori uso non rientra in questa definizione, poiché riduce drasticamente la visibilità e mette a repentaglio l'incolumità di tutti gli utenti della strada. Un dettaglio a cui molti non prestano attenzione è che anche il semplice vetro del gruppo ottico rotto può portare alla multa. Infatti, persino se la lampadina all'interno è perfettamente funzionante, un vetro scheggiato o spaccato è sanzionabile perché altera la corretta proiezione del fascio di luce. Stesso discorso se le lampade funzionano, ma la plastica del fanale è troppo graffiata o opacizzata, o se ci sono infiltrazioni d'acqua all'interno del gruppo ottico. Un altro caso in cui possiamo essere sanzionati è quando i fari anabbaglianti sono perfettamente funzionanti, ma regolati male: se la nostra luce abbaglia chi viaggia in senso opposto, infatti, diventa pericolosa e scatta la multa. Chi viene sorpreso a viaggiare con fari rotti o lampadine bruciate, o con i fari mal regolati, è soggetto a una sanzione amministrativa che varia da 87 a 344 euro. Le conseguenze, tuttavia, possono non limitarsi all'aspetto economico: se il problema è grave (come un intero fanale rotto) o se ci si trova in condizioni di scarsa visibilità atmosferica, le forze dell'ordine possono imporre il divieto di proseguire la marcia e disporre la revisione anticipata del veicolo.

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LUCI E FARI MODIFICATI: COSA SI RISCHIA

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Il desiderio di personalizzare l'estetica della propria vettura o della propria moto spinge alcuni guidatori a modificare l'impianto di illuminazione, ma il Codice della strada è molto severo in merito alle alterazioni. La normativa impone che i fari anteriori (tutti: posizione, abbaglianti e anabbaglianti) emettano esclusivamente luce bianca o gialla, mentre gli indicatori di direzione devono avere colore arancione e le luci posteriori devono essere rosse. Qualsiasi modifica che alteri queste colorazioni originali è illegale. Prendiamo in considerazione l'ipotesi in cui il dispositivo luminoso sia stato coperto da pellicole colorate (ad esempio nere, blu o rosse), verniciato o oscurato: queste pratiche sono severamente vietate perché riducono drasticamente l'efficacia della luce emessa e la visibilità generale del veicolo. Anche la sostituzione dei fari originali con un dispositivo aftermarket non omologato (come ad esempio specifiche lampade a Led prive della corretta approvazione di installazione) rende l'auto non conforme alle regole stradali. Guidare un veicolo con luci modificate o manomesse comporta sanzioni per alterazione delle caratteristiche costruttive e funzionali. In questi casi, oltre alla sanzione base da 87 a 344 euro per dispositivi non conformi, per le modifiche strutturali non approvate (Articolo 78 del CdS) la multa può salire fino a un massimo di 1.731 euro. A questo si aggiunge un'ulteriore e pesante conseguenza: la sanzione accessoria del ritiro della carta di circolazione.

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