Per Velasco è "l'eccezione", ora vuole prendersi l'azzurro: chi è Merit Adigwe, la vice Egonu
La Gazzetta dello Sport

Per Velasco è "l'eccezione", ora vuole prendersi l'azzurro: chi è Merit Adigwe, la vice Egonu

Mercoledì 13 maggio 2026
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Ad appena 19 anni ha già una bacheca piena di trofei conquistati con Conegliano e le nazionali giovanili. Ora è stata convocata dal ct azzurro e vuole prendersi l'Italia

Ad appena 19 anni ha già una bacheca piena di trofei conquistati con Conegliano e le nazionali giovanili. Ora è stata convocata dal ct azzurro e vuole prendersi l'Italia

Laerte Salvini 13 maggio - 08:53 - MILANO

Non chiamatela scommessa, perché la bacheca di Merit Adigwe parla chiaro e, nonostante la giovane età, si fa già fatica a tenere il passo. Tra Conegliano e Nazionale ci sono due scudetti, due Coppe Italia, una Supercoppa, il Mondiale per Club, la Champions, quattro medaglie con le selezioni giovanili e l'oro Under 21 a Surabaya nel 2025. La Nazionale maggiore era già un’idea in tempi non sospetti, e ora è diventata anche realtà: un'occasione che strappa la regola, quella di Julio Velasco (che domani giovedì 14 e venerdì 15 guida le prime amichevoli della stagione contro la Francia a Biella e Novara) ufficiale . Le giovani che accettano la panchina dei grandi club non si convocano in Nazionale. Ma uno strappo si può fare per quei talenti che non bussano, anzi, come Merit, che da opposta a Conegliano si è comunque ritagliata il suo spazio in una squadra di campionissime: entrano, spostano i mobili, riscrivono le regole e lasciano agli altri il compito di riorganizzare la stanza. 

VIDEO: "Dobbiamo essere come la Brignone”: De Giorgi e Velasco presentano la stagione azzurra

una stagione che insegna

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Merit Chinenyenwa Adigwe è nata a Crema il 24 agosto 2006 da genitori nigeriani. Diciannove anni, e già due stagioni ad altissimo livello sulle spalle. La seconda, quella appena archiviata, non ha avuto il sapore semplice della prima: dopo la festa scudetto è arrivata la delusione della sconfitta in semifinale di Champions League contro il Vakifbank. "Sicuramente non è stata una stagione facile quest'anno fin dall'inizio, però noi comunque abbiamo dato tutto, anche se magari il risultato che volevamo era un altro. L'anno scorso era stato il mio primo anno di alto livello e avendo visto tutto mi sembrava un po' facile, però questa è stata anche un'altra lezione da aggiungere". 

Adigwe con la maglia di Conegliano. Rubin/Lvf

sicurezze

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Lo slancio per ritagliarsi un posto nello scacchiere di coach Santarelli arriva la scorsa estate, quella dei Mondiali Under 21, Surabaya e un oro (oltre al premio Mvp) che ha dato sicurezza: "Forse c'era un po' più di ansia in quel Mondiale. Dopo un anno dove non avevo giocato da titolare non era difficile riprendere, però attorno avevo le mie compagne giovanili che notavano questa ansia, ma l'allenatore Nino (Gagliardi ndr) mi ha sempre trasmesso tranquillità". 

dedizione

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Chi ha vissuto “Meme” nello spogliatoio la descrive come la ragazza che porta allegria in palestra e non nomina mai la stanchezza. Adigwe sorride quando glielo si ricorda: "Per me è importante impegnarsi sempre in allenamento e non mi lamenterei mai, questo secondo me è molto importante". Santarelli e Velasco l'hanno citata in più occasioni come atleta dedita al lavoro: "Sicuramente è qualcosa che mi tranquillizza e mi sprona a far meglio, non la vedo come qualcosa di pesante, anzi come qualcosa di molto positivo". Proprio Velasco, dal canto suo, ha già tracciato la strada: spostare Antropova da opposta a schiacciatrice per schierarla in campo contemporaneamente ad Egonu. Così Merit diventa la prima riserva della campionessa azzurra. 

sogno azzurro

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"La chiamata della nazionale maggiore è un sogno che si realizza, non vedo l'ora che questa estate inizi". Ora inizia un nuovo viaggio, con gli insegnamenti delle campionesse di Conegliano ad accompagnare il nuovo capitolo azzurro di Adigwe: "Dall’esperienza delle mie compagne ho imparato l’importanza di entrare in campo senza pensare troppo, stare tranquilla e dare il massimo. Questa spensieratezza mi accompagnerà anche in questo nuovo percorso". Velasco l'ha chiamata eccezione, ma è difficile ridurre a questo anni di lavoro e grandi traguardi. Il nome, in fondo, dice già tutto. Merit. Il merito non si negozia, non si aspetta, non si spiega. Si vede.

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