Storia breve del Milan che va in ritiro: ha funzionato quando è successo? Spoiler: quasi mai...
La Gazzetta dello Sport

Storia breve del Milan che va in ritiro: ha funzionato quando è successo? Spoiler: quasi mai...

Mercoledì 13 maggio 2026
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Allegri aveva già tenuto la squadra a Milanello per giorni nel 2012-13 (e quella volta andò bene). Altri episodi: Gattuso litigò con Bakayoko, a Inzaghi andò malissimo. La storia però dice che il Genoa porta fortuna...

Allegri aveva già tenuto la squadra a Milanello per giorni nel 2012-13 (e quella volta andò bene). Altri episodi: Gattuso litigò con Bakayoko, a Inzaghi andò malissimo. La storia però dice che il Genoa porta fortuna...

Francesco Albanesi 13 maggio - 18:56 - MILANO Allegri durante Milan-Atalanta di domenica

"Ritirarsi" fa rima con compattarsi. A volte serve, altre volte è solo un modo elegante per chiudersi e guardarsi male negli occhi per qualche giorno. Da un paio di mesi il Milan è in crisi esistenziale: ha perso una corsa scudetto e dilapidato un vantaggio importante sul quinto posto. Tra Genoa e Cagliari deve fare all-in: due vittorie e si va in Champions o si entra nel tunnel dei rimpianti estivi. Da domani comincia il ritiro fino a lunedì sera. Cinque giorni in cui si ride, si scherza, ci si parla e si cerca di ritrovare spirito. A Milanello non succede spesso. L’ultimo ritiro risale al 2019 con Gattuso. Ma che cosa dice la storia rossonera? Il ritiro può cambiare davvero un pezzo di stagione? Spoiler: non sempre.

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I PRECEDENTI DI MAX

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Quando Allegri parla di ritiri non usa mai termini come "punizione". Preferisce "momento di responsabilità". L’ultimo lo fece due anni fa alla Juve per preparare una partita contro il Genoa. Finale? Uno 0-0 che definire elettrizzante sarebbe reato. Il Genoa, comunque, rimane nel destino di Max. Nel Milan 2012-13 il ritiro funzionò eccome. La squadra era partita malissimo: cinque sconfitte nelle prime otto, derby perso, ko con la Lazio e Berlusconi furioso come raramente si era visto. Scattò il ritiro punitivo, una cosa che al Milan mancava da oltre 14 anni. La prima partita dopo il "chiusi dentro e riflettete" fu proprio contro il Genoa. Vittoria 1-0, gol di El Shaarawy e stagione rimessa in piedi. Da lì il Milan infilò un filotto positivo – pari a Napoli, vittoria con la Juve - e riuscì pure a passare il girone di Champions. Un anno dopo, novembre 2013, altro giro, altra crisi. Sconfitta in casa con la Fiorentina, Galliani che lascia San Siro prima del fischio finale e squadra spedita immediatamente in ritiro. Allegri definì quel momento "il peggiore della mia gestione al Milan". Quel ritiro non servì a molto: 0-0 a Verona col Chievo, un paio vittorie in due mesi e poi il famigerato Sassuolo-Milan 4-3 con poker di Berardi. Una partita che ancora oggi viene usata per spaventare i tifosi rossoneri nelle notti più buie. E che costò la panchina ad Allegri.

LITE GATTUSO-BAKAYOKO

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Maggio 2019: il Milan è nel caos totale. Derby perso a marzo, caduta a Genova con la Samp, ko con la Juve in aprile e pareggio a Parma. Ciliegina? Bakayoko che arriva con un’ora di ritardo all’allenamento perché era rimasto senza benzina in autostrada. Gattuso a quel punto decide che basta aria aperta per tutti: cinque giorni di ritiro fino alla sfida col Bologna. E proprio contro il Bologna esplode pure la lite tra Rino e Bakayoko, con il francese che non voleva entrare al posto dell’infortunato Biglia perché non aveva ancora finito il riscaldamento. Scene molto serene, insomma. Il Milan vinse 2-1 con gol di Suso e Borini e infilò quattro vittorie consecutive, arrivando a un punto dalla Champions. Nel dicembre 2017 arrivò una delle classiche "Fatal Verona" della storia milanista: 3-0 al Bentegodi e Fassone che annulla la cena di Natale. Altro che panettone. Scattò subito il ritiro di quattro giorni con tanto di discorso motivazionale sul "capire cos’è il Milan". Sul momento andò così così, ma nel nuovo anno la squadra cambiò passo e rimase imbattuta fino a marzo.

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La lite Gattuso-Bakayoko (con Cutrone)

GENOA  NEL DESTINO

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Nell'aprile 2016, dopo una sconfitta a Bergamo, un furioso Mihajlovic parlò di "tirare fuori gli attributi", mandando la squadra in ritiro punitivo. Pochi giorni dopo arrivarono un’altra sconfitta contro la Juve e un esonero inevitabile. Al suo posto arrivò Brocchi. Con Inzaghi andò pure peggio: ritiro imposto dopo un 3-1 subito con la Lazio, squadra che continuava a galleggiare a metà classifica e altro ritiro "a tempo indeterminato" dopo una sconfitta a Udine. Risultato? Ritorno in campo contro il Genoa e sconfitta 3-1. Per sicurezza, tre gol presi pure a Napoli la settimana dopo. Insomma, la tradizione rossonera dice che il ritiro non è una pozione magica. A volte ricompatta il gruppo, altre non porta a svolte sperate. In generale, ad Allegri non hanno mai fatto impazzire. Ora Max avrà cinque giorni per ritrovare quel Milan solido e vincente di un girone fa. Curiosamente ripartirà dal Genoa, che 14 anni fa gli svoltò un pezzo di stagione. E sì, alla fine di quella stagione (era il 2012-13), arrivò terzo. In Champions.

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