Darderi dopo la vittoria con Jodar: "Mi sento più forte, non mollo mai. E questo è un sogno"
La Gazzetta dello Sport

Darderi dopo la vittoria con Jodar: "Mi sento più forte, non mollo mai. E questo è un sogno"

Giovedì 14 maggio 2026
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L'azzurro rivive il match contro il giovane talento spagnolo che lo fa volare in semifinale a Roma: "Ho cercato soltanto di lottare e spingere. L’ho vinta fisicamente e mentalmente, quindi sono molto contento”

L'azzurro rivive il match contro il giovane talento spagnolo che lo fa volare in semifinale a Roma: "Ho cercato soltanto di lottare e spingere. L’ho vinta fisicamente e mentalmente, quindi sono molto contento”

Dal nostro inviato  Marco Iaria 14 maggio - 09:56 - ROMA

Esausto, ma felice. Così Luciano Darderi si presenta davanti a telecamere e taccuini subito dopo l'impresa del Foro Italico, quando ormai è notte fonda. “Dopo aver perso il secondo set, soprattutto in quel modo (3-0 e poi due match point sul 5-4, ndr) non pensavo proprio di vincere. Ho cercato soltanto di lottare e spingere. L’ho vinta fisicamente e mentalmente, quindi sono molto contento. Questo è un sogno”. L’azzurro entra poi nel dettaglio della partita contro Jodar: “Cercavo di giocare più sul suo dritto perché lui e più solido con il rovescio, e poi provavo a cambiare un po’ il ritmo. Comunque la palla saltava pochissimo perché c’era tanta umidità. Lui mi ha sorpreso, non pensavo che fosse così forte: quando aveva in mano lo scambio faceva veramente male. È un mostro”. 

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RECUPERO

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Un mostro che Darderi ha domato, raggiungendo per la prima volta le semifinali in un Masters 1000. “Mi sento un giocatore più forte, soprattutto a livello mentale. Non mollo mai, e l’ho dimostrato contro Zverev e Jodar. Ma abbiamo ancora tante cose da migliorare”. Una giornata di riposo, prima della sfida con Ruud. “Per recuperare farò la solita routine: massaggi, ghiaccio, mangiare bene, dormire. È ancora difficile da comprendere di essere in semifinale, perché è una cosa grande per me”. Ultima curiosità: le racchette, cambiate di continuo durante il match dei quarti. “C’era tantissima umidità, non trovavo la tensione giusta, sono partito a 25, poi sono sceso a 24 e man mano che si faceva più tardi dovevo calare di nuovo la tensione. Gli incordatori sono bravi, non è facile sopportarmi”.

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