L'ingrediente segreto della crema solare? Gli avanzi della birra
Uno studio brasiliano ha scoperto che il luppolo già usato nella produzione della birra potrebbe triplicare la protezione solare di una crema
Uno studio brasiliano ha scoperto che il luppolo già usato nella produzione della birra potrebbe triplicare la protezione solare di una crema
Eu.Spa. 14 maggio - 10:17 - MILANOCi sono scoperte che nascono da domande ambiziose (e finanziamenti milionari). E poi ci sono quelle che nascono da una domanda molto più semplice: cosa succede se, invece di buttare uno scarto, ci guardiamo dentro?Un gruppo di scienziati brasiliani se lo è chiesto a proposito del luppolo esausto che le birrerie producono a tonnellate ogni anno dopo il processo di dry-hopping, la tecnica con cui il luppolo viene aggiunto alla birra a fermentazione già avvenuta per esaltarne aroma e sapore. Il materiale residuo non interessa più a nessuno a quel punto, e viene smaltito. Ma dentro, come hanno scoperto i ricercatori, c'è ancora molto: circa l'85% dei principi attivi della pianta, intatti perché mai esposti al calore della fermentazione. La domanda era se quei composti potessero ancora servire a qualcosa. E la risposta è arrivata da un settore che con la birra non ha nulla a che fare: la cosmesi.
Scarti preziosi
—Non è la prima volta che il luppolo finisce in un laboratorio cosmetico. La pianta contiene acidi amari e antiossidanti già studiati per la loro capacità di difendere le cellule dai raggi UV, ed è da tempo considerata una candidata naturale per le creme solari, che il settore beauty vuole riformulare per ridurre i filtri chimici che in mare danneggiano i coralli. Quello che nessuno aveva ancora testato era se il luppolo già passato per la birreria funzionasse ancora. I ricercatori delle università di San Paolo e dell'Espírito Santo lo hanno fatto, confrontando estratti di luppolo fresco con estratti di scarto. E in quest'ultimo hanno trovato lo xantoumolo — un pigmento antiossidante e antinfiammatorio — assente nel fresco perché probabilmente coperto da altri composti poi consumati durante la fermentazione.
BirraBirra al sole
—Aggiunti a otto formule di crema solare con filtri UV identici, gli scarti del luppolo sono arrivati a un fattore di protezione solare di 178 — più del triplo rispetto alla stessa crema senza luppolo: il luppolo ha potenziato soprattutto la protezione dai raggi UVB, quelli responsabili delle scottature, senza migliorare in modo equivalente quella UVA.Gli estratti funzionerebbero quindi come ingredienti complementari ai filtri esistenti, non come sostituti.
Per il settore cosmetico, che da anni cerca ingredienti naturali meno aggressivi sugli ecosistemi marini, uno scarto industriale disponibile in grandi quantità e capace di triplicare la protezione solare è una notizia interessante: i tradizionali filtri chimici presenti nelle creme solari sono efficaci sulla pelle ma dannosi in mare e la pressione sui produttori per trovare alternative è cresciuta molto negli ultimi anni. Le opzioni naturali testate fino ad oggi hanno spesso deluso in termini di efficacia. Altri studi potranno dire se uno scarto della produzione di birra potrebbe fare la differenza.
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