Chi è Khalaili, la freccia di Haifa nel mirino del Napoli che ha già fatto male a Fiorentina ed Atalanta
Protagonista nel Mondiale Under 20 di qualche anno fa in cui ha eliminato il Brasile. Il Saint-Gilloise lo ha comprato per 7 milioni, ma oggi ne vale più del doppio
Protagonista nel Mondiale Under 20 di qualche anno fa in cui ha eliminato il Brasile. Il Saint-Gilloise lo ha comprato per 7 milioni, ma oggi ne vale più del doppio
Lorenzo Topello Collaboratore 14 maggio - 18:33 - MILANOA un certo punto Anan Khalaili lascia il pallone e prova a fare due calcoli col contapassi: "Quanti chilometri macino a partita? Bella domanda, credo fra gli undici e i dodici. Ma sono quasi tutti sprint". Da velocista puro, peraltro: in stagione, a furia di pestare la linea laterale, ha toccato picchi di velocità fra i 32 e i 34 chilometri orari. Per prendere il ragazzo di Haifa bisogna essere veloci come lui: il Napoli lo sa e ci pensa concretamente. Anche perché Khalaili ha già un ottimo feeling con il nostro calcio: chiedete ad Atalanta e Fiorentina.
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—Gli highlights più immediati dell’esterno destro classe 2004 riportano prima di tutto a Budapest, marzo di due anni fa: di Anan si parla già come di uno dei migliori prospetti d’Israele e lui non si intimorisce sotto i riflettori della Conference. Anzi, lascia un primo timbro alla Fiorentina: punta Ranieri sull’out, lo lascia sul posto e indovina la stoccata in diagonale all’angolino. Se la sgroppata sulla destra è già suo marchio di fabbrica, al secondo zoom sorprende sé stesso e pure Terracciano: nella gara di ritorno (in cui i viola tremano, ma passano comunque il turno) buca il portiere col mancino, teorico piede debole, dopo l’ennesimo inserimento a fari spenti. Khalaili parte larghissimo ma sa accentrarsi senza dare nell’occhio. Così come contro l’Atalanta, altra "vittima" finita nel suo personale tabellino. Nastro riavvolto all’ultima Champions League che Khalaili affronta con la maglia del Saint-Gilloise: a Bruxelles si ritrova abbandonato sul secondo palo e infila al volo la Dea. I belgi finiscono ugualmente eliminati, ma i riflettori sul classe 2004 aumentano di intensità.
il passaggio in belgio
—Khalaili è nato ad Haifa per l’anagrafe e per gli osservatori: nel nord di Israele si è fatto strada fra Beitar e Maccabi. Poi a pochi mesi dal Covid gioca con l’accademia Neve Yosef che lo svezza e lascia quasi intuire che possa diventare un centravanti. Perché segna 25 gol in 24 presenze. Il Maccabi lo riprende di corsa ma ne apprezza soprattutto le progressioni: lo piazzano esterno destro di centrocampo, al limite trequartista. Lui ricambia andando in doppia cifra (grazie anche ai due centri con la Fiorentina) e nell’estate 2024 accetta la corte dell’Union Saint-Gilloise. Primo upgrade di carriera, non particolarmente agevole come confessa lui stesso: "Quando sono arrivato qua non ero allo stesso livello dei giocatori. Dovevo migliorare sotto molti aspetti, compresi gli inserimenti e gli uno contro uno". Si è preso il primo anno di rodaggio, poi ha aumentato i giri nel motore in questi mesi: per ora viaggia con 5 gol e 5 assist nell’ormai consolidata posizione di esterno destro della mediana: "Io mi considero un’ala, dopotutto" raccontava col sorriso qualche mese fa.
star al mondiale under 20
—L’idolo? Un discreto velocista pure lui: Achraf Hakimi, perché “guardo sempre ciò che fa: copre tutta linea, è molto offensivo”. Come dicono di fare a lui nel torneo che gli cambia la vita, il Mondiale Under 20 di tre anni fa: Israele si fa strada fino alle semifinali (chiudendo addirittura terzo) e lasciandosi alle spalle ai quarti il Brasile. Le superstar attese sarebbero i verdeoro Savinho, Giovane e Andrey Santos, e invece la scena se la prende l’ala destra israeliana con la rete del momentaneo pari: solito inserimento a fari spenti da destra e (inconsueta) incornata sotto l’incrocio. Il senso della porta i Khalaili lo coltivano in famiglia: il fratello Iyad, classe 2006, è un centravanti. Mentre papà Majdi i pali li difendeva, e anche lui è passato dal Beitar Haifa.
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affare
—L’Union Saint-Gilloise se lo coccola e registra i suoi miglioramenti negli ultimi mesi, sognando forse di ritoccare i conti delle uscite eccellenti. Nelle ultime cinque stagioni, del resto, i belgi hanno incassato oltre 125 milioni dalle cessioni, lanciando nel calcio che conta i vari Ivanovic, Undav e Boniface. Affari che vanno a gonfie vele, come quello (comunque vada a finire) di Khalaili: lo hanno portato a Bruxelles per 7 milioni e vale già più del doppio. A far lievitare il cartellino non è stato solo il gol all’Atalanta, ma anche i due centri messi a referto col Marsiglia: una rasoiata col mancino e una col destro. Difensivamente dovrà ancora lavorare, ma di buone idee là davanti ne partorisce assai.
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