Vestiti low cost: attenzione al piombo nei tessuti
Uno studio Usa mette in luce le criticità nei controlli e i rischi per la salute, soprattutto dei più piccoli
Uno studio Usa mette in luce le criticità nei controlli e i rischi per la salute, soprattutto dei più piccoli
Giacomo Martiradonna 14 maggio - 18:22 - MILANO Ampia scelta, aggiornamento continuo delle collezioni, prezzi incredibilmente accessibili e consegne rapide: l'industria del fast fashion ha ridefinito il modo in cui molti fanno i loro acquisti di abbigliamento. Un modello produttivo che punta sulla velocità e sull’abbattimento dei costi per rendere la moda subito disponibile e a portata di tutti. Al di là del ben noto impatto ambientale, tuttavia, emergono interrogativi sempre più pressanti sul piano della sicurezza dei materiali utilizzati. La rapidità della catena produttiva e la scarsità dei controlli sulla qualità, infatti, accendono i riflettori sulla contaminazione da metalli pesanti, come emerso da un recente studio statunitense.
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—Una ricerca condotta presso la Marian University di Indianapolis e presentata al convegno dell'American Chemical Society ha analizzato alcuni campioni di abbigliamento low cost per verificare il rispetto degli standard di sicurezza. Lo studio si è concentrato in particolar modo su 11 capi destinati all'infanzia, e i risultati sono molto preoccupanti. Ognuna delle magliette sottoposte a test ha mostrato livelli di piombo superiori ai limiti di legge.
Dalle analisi è emersa una correlazione tra l'intensità dei colori del capo, soprattutto rosso e giallo, e la concentrazione del metallo nei tessuti. Il team di ricerca ha quindi effettuato simulazioni sull'assorbimento sistemico attraverso il contatto orale. I risultati indicano che l'eventuale rilascio del metallo, se il capo viene messo in bocca, può portare a concentrazioni ematiche tali da "raccomandare il monitoraggio clinico".
il nodo dei controlli sul contenuto di piombo
—Il piombo è una sostanza tossica anche a basse concentrazioni, soprattutto in età pediatrica. L'unica dose davvero sicura, in altre parole, è zero. L’esposizione può interferire con lo sviluppo neurologico, incidere sulle capacità cognitive e comportamentali e, nei casi più gravi, determinare danni multiorgano. I bambini costituiscono purtroppo la fascia più esposta, sia per la maggiore sensibilità biologica al piombo sia per comportamenti tipici dell’età, che portano al contatto orale con oggetti e indumenti.
Ecco perché esistono limiti specifici che vincolano la presenza di piombo nei prodotti destinati al consumo. Il problema? Il volume delle merci importate rende difficile effettuare controlli a tappeto.
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