Ancelotti: "Da Pirlo l'idea per il suo ruolo. Italia fuori? Ci sono problemi da risolvere..."
Il c.t. del Brasile a The Athletic: "Neymar resta un'opzione. Il talento da solo non basta, gli ultimi trionfi arrivarono con una grande difesa. Stiamo lavorando sui rigori. E la mia filosofia è la stessa: voglio un rapporto con i giocatori, non soldati in campo"
Il c.t. del Brasile a The Athletic: "Neymar resta un'opzione. Il talento da solo non basta, gli ultimi trionfi arrivarono con una grande difesa. Stiamo lavorando sui rigori. E la mia filosofia è la stessa: voglio un rapporto con i giocatori, non soldati in campo"
14 maggio - 21:06 - MILANOL'apertura per Neymar, l'incredulità per l'Italia ancora fuori dal Mondiale, la filosofia che ha accompagnato 34 anni di una carriera da allenatore super vincente. In una lunga intervista a The Athletic Carlo Ancelotti si è raccontato: dal retroscena di Andrea Pirlo che si autopropone regista davanti alla difesa alla preparazione sui rigori della sua nazionale, il Brasile.
le convocazioni
—La lista è quasi fatta. "Neymar era ed è un'opzione” anche se la decisione arriverà “al termine della valutazione”. Con postilla: “È un grande talento. Quello che dobbiamo valutare in lui non è se è capace di controllare o passare la palla. È importante che sia in buone condizioni fisiche”. Ancelotti ricorda gli ultimi trionfi Mondiali del Brasile. "Tutti ricordano, me compreso, la coppia Romario e Bebeto nel 1994, e il trio Ronaldinho, Rivaldo e Ronaldo – spiega -. Ma io non dimentico che, per la prima volta ai Mondiali, il Brasile ha giocato con tre difensori centrali. La combinazione tra organizzazione difensiva e talento è la chiave del successo, e noi ci stiamo lavorando. Dobbiamo mantenere il talento, ma dobbiamo aggiungere tutti gli altri elementi: un buon spirito, l'atteggiamento, il duro lavoro, il sacrificio, tutte queste cose. Perché il talento da solo non basta per vincere un Mondiale. L'ultimo ricordo che ho di un giocatore che ha vinto il Mondiale da solo è quello di Diego Maradona, nel 1986. Ma sono passati 40 anni e il calcio è cambiato”.
italia da rifondare
—Ancelotti considera “incredibile” che l’Italia sia di nuovo fuori dal Mondiale. “Ci sono tanti problemi nel calcio italiano. Spero che riescano a risolverli velocemente. Ma ora credo che sempre più italiani sosterranno il Brasile”.
i rigori
—Ancelotti incorona la Premier League come miglior campionato e l’Arsenal squadra top. E come il suo allenatore conferma che i calci piazzati saranno fondamentali anche ai Mondiali. Rivela che ha preparato i suoi giocatori sui calci di rigore, anche con l’aiuto di uno psicologo dello sport. "Abbiamo studiato per trovare la routine, in modo da non affrontare i calci di rigore alla cieca. Non possiamo semplicemente sperare che vada tutto bene. Ci sono ricerche molto interessanti su come prepararsi a calciare un rigore. Certo, è molto difficile replicare l'ambiente e le emozioni che i giocatori possono provare. Ma per evitare questo, è importante che il giocatore sappia cosa deve fare".
il real nel cuore
—Ancelotti promuove il possibile ritorno di Mourinho al Real Madrid. “Sarer davvero felice per lui. Può fare un lavoro fantastico, come ha sempre fatto in tutti i club in cui ha lavorato”. Spiega come ha gestito lo spogliatoio del Real Madrid. “Come sempre, ho cercato di instaurare un rapporto con la persona, non con il giocatore. Sei solo una persona che gioca a calcio. Questo è chiaro nella mia mente”. E altrettanto palese è come il Real potrà tornare a vincere: “Ha bisogno di tempo per ricostruire quell'ambiente all'interno della squadra che gli ha portato tanto successo. Non è solo un problema di qualità tecnica. Per avere successo, bisogna anche trovare un buon equilibrio”. Difende lo spogliatoio. “Quando ero lì, avevo un’idea e cercavo di discuterne con i giocatori, per vedere se erano d’accordo o meno. Lo abbiamo fatto anche nella finale di Champions League. Quando ho un’idea, i giocatori devono farne parte. Non voglio imporre una strategia. Ma questo non significa che non ne abbiamo una. L’idea che il Real Madrid non voglia seguire una strategia è falsa”. E questa è uno dei punti fermi della sua filosofia da allenatore: “Parlare con i giocatori della strategia, nella mia carriera è stato importante perché ho ricevuto molte idee dai giocatori stessi. Da Andrea Pirlo, ad esempio, quando lo schierai come centrocampista difensivo al Milan: l'idea venne proprio da lui. Parlare con i giocatori non è una debolezza. Non voglio soldati in campo. Voglio giocatori convinti di cosa fare in campo".
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i mondiali
—Secondo Ancelotti sono tante le squadre competitive per il prossimo Mondiale: "Francia, Spagna, Argentina, Inghilterra, Germania e Portogallo. Le ho osservate tutte, non esiste la squadra perfetta. Ogni squadra ha i suoi problemi. Anche noi: non siamo al completo in tutti i ruoli. La squadra che vincerà non sarà perfetta, ma sarà quella più forte e capace di reagire agli errori”. E l'obiettivo è chiaro: “Il Brasile non vuole partecipare ai Mondiali. Il Brasile vuole provare a vincere. Ho avuto la stessa esperienza al Real Madrid. Questa responsabilità è un onore… Ma so che il vero giudizio sul mio lavoro sarà se il Brasile vince o perde. Dopo 40 anni nel mondo del calcio, lo so molto bene”.
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