L'Inter che domina in Italia non vale la Champions che conta. Cosa fare per tornare nel circolino
Intensità, velocità e difesa a quattro: nelle squadre importandi d'Europa funziona così. Dal sacrificio di Bastoni alla necessità di esterni d'attacco moderni, i nerazzurri devono cambiare pelle
Tre scudetti e due finali di Champions, tre Coppe Italia e tre Supercoppe italiane. È i bilancio dei trofei e dei traguardi dell’Inter a partire dal 2020. Salvo recuperi e sorpassi sempre possibili, in fondo siamo nel 2026, l’Inter sarà ricordata come la squadra dominante del calcio italiano negli anni Venti, un po’ come la Juve nello scorso decennio. E non è un caso che queste performance sulla Torino-Milano siano accomunate dalla figura di Beppe Marotta, il dirigente più vincente degli ultimi 15 anni. A Marotta manca la Champions. L’ha sfiorata per quattro volte. Quattro finali, tutte perse, due con la Juve e due con l’Inter. Immaginiamo che l’attuale presidente interista lavori per una quinta chance e sia all’opera per rilanciare l’Inter nella competizione più ricca di soldi e di contenuti tecnici, il contesto che nel 2026 definisce la grandezza universale di una società.