Motori moto, dal monocilindrico al V8. Pregi e difetti di ogni tipologia
Dal monocilindrico al quattro cilindri, passando per bicilindrici, boxer e tre cilindri: ogni architettura cambia carattere, suono, vibrazioni e sensazioni. Una guida semplice per capire pregi, difetti e comportamento dei motori più diffusi, senza diventare ingegneri meccanici
Dal monocilindrico al quattro cilindri, passando per bicilindrici, boxer e tre cilindri: ogni architettura cambia carattere, suono, vibrazioni e sensazioni. Una guida semplice per capire pregi, difetti e comportamento dei motori più diffusi, senza diventare ingegneri meccanici
Nel motociclismo esiste una regola semplice: il motore non serve soltanto a far muovere la moto, ma soprattutto a definirne il carattere. Per questo due moto con la stessa potenza possono essere completamente diverse. Ci sono moto che spingono subito appena si apre il gas, altre invece, sembrano svegliarsi solo in alto. Alcune vibrano e “pulsano”, altre sembrano setose e filtrate. Alcune fanno innamorare al primo semaforo, altre dopo cento chilometri di curve. Tutto ruota attorno a un elemento fondamentale: il numero dei cilindri e la loro disposizione. Monocilindrico, bicilindrico parallelo, V2, boxer, tre cilindri, quattro in linea… e oltre. Dietro sigle apparentemente complesse c’è sempre lo stesso obiettivo: trovare un equilibrio tra coppia, potenza, peso, dimensioni e sensazioni di guida. Non esiste il motore perfetto: esiste il motore più adatto a ciò che si cerca.
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