Internazionali, un'edizione da record: 417mila spettatori e un miliardo di impatto economico
Binaghi: "L'assenza della vetrina sulla Rai ci ha penalizzato, spingeremo sul chiaro". Nepi: "Ogni anno facciamo cambiamenti per offrire al pubblico un servizio sempre migliore"
Binaghi: "L'assenza della vetrina sulla Rai ci ha penalizzato, spingeremo sul chiaro". Nepi: "Ogni anno facciamo cambiamenti per offrire al pubblico un servizio sempre migliore"
Marco Iaria Giornalista 17 maggio - 14:06 - ROMAUn miliardo di euro di impatto economico, 470 milioni di impatto sociale, 164 milioni di entrate fiscali, 417mila spettatori paganti. Gli Internazionali d’Italia continuano a crescere e si confermano un caso di successo piuttosto unico nel panorama sportivo nazionale. In attesa del gran finale con Bolelli/Vavassori e Sinner, il presidente della Fitp, Angelo Binaghi, e l’amministratore delegato di Sport e Salute, Diego Nepi, hanno illustrato il bilancio organizzativo di questa edizione.
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—Nonostante la pioggia, il totale dei paganti è passato da 399mila a 417mila (più i biglietti staccati oggi per i ground), con un incremento del 509% dal 2005. È aumentata del 4% la quota delle presenze internazionali, ora pari al 24,2%. Il prossimo balzo — con una proiezione di almeno 35mila spettatori in più — arriverà nel 2028, quando entrerà in funzione il nuovo Centrale da 12.500 posti, dotato anche di tetto. I lavori partiranno a giugno e saranno finanziati con 60 milioni da Sport e Salute, titolare dell’area del Foro Italico. “In linea puramente teorica — dice Binaghi — avremmo bisogno di uno stadio da 25mila posti per assecondare la fame di tennis che c’è in Italia, avendo il numero 1 del mondo”. Boston Consulting Group ha stimato per quest’anno un impatto economico sul territorio nazionale di 1004 milioni di euro: 457 milioni diretti, 376 indiretti e 171 indotti, con la creazione di quasi 8mila posti di lavoro e un gettito fiscale di 164 milioni. Secondo Open Economics, l’impatto sociale ammonta a 470 milioni, con un ritorno di 7,2 euro per ogni euro investito e circa 7mila nuovi praticanti.
contributi
—Va ricordato che gli Internazionali, a differenza delle Atp Finals, non ricevono contributi pubblici. Sport e Salute, partner della Fitp nell’organizzazione, destina a tennis e padel 16 milioni nell’ambito della ripartizione dei fondi annuali per lo sport, ma queste risorse vengono impiegate per le spese del settore tecnico nazionale e rappresentano comunque solo il 6,4% del fatturato della Fitp, contro una media del 49% per tutte le federazioni. Gli effetti degli Internazionali e del boom tennistico si estendono ormai anche alla salute, con un beneficio annuo di 24 miliardi di euro per il Sistema sanitario nazionale generato da tennis e padel. “Siamo passati da un evento in cui si considerava solo chi vince e chi perde in campo a misurare l’impatto economico e sociale, dal turismo alla crescita e alla promozione del sistema sportivo. Tutte cose che fanno parte della nostra missione. È il motivo per cui Sport e Salute affianca la Fitp, così come le altre federazioni, per aiutare il Paese ad evolversi”, spiega Nepi, che poi aggiunge, a proposito del sito del torneo: “Estendendoci fino allo Stadio dei Marmi abbiamo risolto un problema di assembramento sul viale delle Olimpiadi. Certo, la pioggia caduta costantemente non ha aiutato le passeggiate tra un punto e l’altro, però le strutture commerciali al coperto hanno consentito alle persone di trovare riparo e intrattenimento. Ogni anno cerchiamo di migliorare qualcosa per offrire un servizio sempre più efficiente”.
investimenti
—I grandi eventi come gli Internazionali consentono alla Fitp di vantare un giro d’affari che nel 2025, a livello di gruppo, è stato di 243,5 milioni. E quest’anno crescerà ancora. Gli utili del torneo, al netto del profit sharing Atp da condividere con i giocatori, vengono ripartiti al 50% con Sport e Salute, in ragione della nuova partnership in vigore per altri otto anni. Profitti interamente reinvestiti nel movimento. Così Binaghi: “Come Fitp ci muoviamo su diverse direttrici: la promozione del tennis con il canale televisivo in chiaro SuperTennis e il progetto Sport in Classe, che quest’anno coinvolgerà un milione di studenti, oltre all’impegno per abbassare il costo della pratica sportiva; l’azzeramento delle quote federali per il 60% delle società sportive, con un beneficio di qualche decina di migliaia di euro per quelle di medio-grandi dimensioni; lo sviluppo delle infrastrutture, grazie a un accordo con il Credito Sportivo che consente agli affiliati di realizzare o ristrutturare campi senza commissioni e a zero interessi, interamente coperti dalla Federazione; investimenti strategici come l’ingresso nel gruppo editoriale Sae e l’acquisto della licenza del torneo Atp di Bruxelles”. Così Nepi: “Sono tre le direttrici per Sport e Salute: abbattere i costi di accesso allo sport, con il progetto dei voucher a sostegno delle famiglie; creare impiantistica pubblica gratuita, attraverso il progetto Illumina che permette a giovani e anziani di fare sport 24 ore al giorno; autofinanziare i lavori infrastrutturali, come il rifacimento del Centrale”.
diritti tv
—C’è un’attività che gli organizzatori locali non controllano direttamente, perché fa capo ad Atp Media: i diritti tv. Quest’anno gli Internazionali non hanno avuto la vetrina di Raiuno e Raidue, perché la titolare della licenza, Sky, ha deciso strategicamente di offrire la finestra in chiaro su Tv8. Dice Binaghi: “Parliamo di una differenza di circa il 50%, in termini di audience, tra il 2025 e quest’anno. Lo riteniamo un grave danno per una federazione come la nostra, che ha come primo obiettivo quello di diffondere il più possibile il nostro sport. Noi non permetteremo che il grande tennis torni su un canale che non sia tra i più visti in Italia, e questo perché i grandi canali hanno un effetto trascinamento fondamentale. Il problema è più ampio e sta nella concezione che si ha in questo Paese della televisione come strumento di promozione del tennis italiano. SuperTennis, il nostro asset, è sottovalutato: non abbiamo mai avuto un euro di contributo per un servizio pubblico che è il vero artefice di questo miracolo, consentendoci di parlare ogni giorno con 1,1 milioni di persone. Ho proposto a più presidenti del Coni di fare il loro canale televisivo: gli avremmo prestato il nostro know-how per fare crescere gli sport minori. Non l’hanno mai fatto perché erano spaventati dal successo di SuperTennis”. La Fitp, in quanto proprietaria degli Internazionali, ha una quota dell’8% in Atp Media, così come l’Atp e gli altri otto Masters 1000. Se i tornei di prima fascia facessero sistema, potrebbero avere maggiore voce in capitolo nelle negoziazioni dei diritti tv del circuito, ma questo è uno scenario poco realistico per Binaghi: “Ci sono soci privati ai quali lo sviluppo del tennis nel loro Paese interessa molto meno di noi: interessano di più i soldi, e questi arrivano soprattutto dalle pay tv. E poi ci sono federazioni straniere che non capiscono la rilevanza della tv in chiaro, che porta più sponsor e più spettatori. Predichiamo nel deserto”.
ATP FINALS La chiusura è sulle Atp Finals di novembre a Torino. Il caso della governance, dopo il varo del Decreto Sport la scorsa estate, è in via di risoluzione. “Si è concluso un lungo confronto, durato cinque mesi, con il ministero dello Sport per stabilire una cornice compatibile con la legge e con il contratto firmato con l’Atp. Ce l’abbiamo fatta — assicura Binaghi —. Nei prossimi giorni ci confronteremo con Sport e Salute. Ci sono tutte le condizioni per fare bene. Peraltro Sport e Salute ci permetterebbe di far uscire questa manifestazione da Torino e dal Piemonte, coinvolgendo altre regioni nell’arco di tutto l’anno, con eventi come le Next Gen Atp Finals (manca solo l’ufficialità per Reggio Calabria, ndr) e un torneo internazionale di wheelchair tennis”.
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