Elenoire Casalegno, cuore nerazzurro: "Lo scudetto del triplete super, ma anche questo..."
Oggi è stata voce e volto dello spettacolo che ha animato il pre partita di Inter-Verona: "Questo è lo scudetto di Chivu. È stata veramente una grande rivelazione, anche umanamente, come persona non solo come professionista"
Oggi è stata voce e volto dello spettacolo che ha animato il pre partita di Inter-Verona: "Questo è lo scudetto di Chivu. È stata veramente una grande rivelazione, anche umanamente, come persona non solo come professionista"
Guendalina Galdi Giornalista 17 maggio 2026 (modifica alle 16:11) - MILANOElenoire Casalegno oggi è stata voce e volto dello spettacolo che animerà il pre partita di Inter-Verona, giorno della consegna dello scudetto a San Siro e poi della parata per Milano col pullman scoperto. Grande tifosa nerazzurra da sempre, Elenoire ha visto tante Inter ma qual è lo scudetto che occupa un posto speciale nel suo cuore? “Sicuramente quello del Triplete, credo che sia nel cuore di tutti gli interisti perché è indimenticabile quel momento e tutta quella stagione in generale. Però anche quello di quest’anno…”.
VIDEO: Festa Inter, il balletto "sexy" di Barella è virale sui socialCosa le lascia?
“La certezza che sia lo scudetto di Chivu. È subentrato a Inzaghi ed era un'incognita. Non sapevamo come sarebbe potuta andare con un allenatore all'inizio della carriera in Serie A. Invece ci ha dato delle grandi soddisfazioni. È stata veramente una grande rivelazione, anche umanamente, come persona non solo come professionista”.
Come ha festeggiato il 3 maggio e poi il doblete ?
“Doblete… Double… lo dico alla romagnola: “two is megl che one”. Comunque lo scudetto l'ho festeggiato allo stadio e subito dopo in Piazza Duomo”.
Tornando all’anno del Triplete, invece, la finale di Champions League l’ha vista a Madrid?
“Sì ero lì e partii con 39 e mezzo di febbre. Il giorno prima lavoravo e quell’evento finì intorno alle 3 di notte. Andai a casa e misi la sveglia perché dovevamo partire alle 9 del mattino. L’indomani mi chiamarono alle 8 dicendomi: "Ma dove sei? Ti stiamo aspettando all'aeroporto, dove sei?”. Mi vestii in dieci minuti lasciando sotto il pigiama e mi catapultai. Appena arrivata a Madrid cercai subito una Tachipirina”.
Una giornata parecchio movimentata ma indimenticabile.
“Altro che. Poi tra medicine e vittoria mi passò tutto in quella sera. Spettacolare comunque, questo è un grande ricordo”.
È una tifosa scaramantica?
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“Quando mi chiedono un pronostico di una partita dell’Inter non lo dico mai. Soprattutto se sto per andare allo stadio e incontro alcuni amici milanisti non li saluto. Al derby non ne parliamo… Ovviamente dopo lo scudetto è diverso. Ora vado dai miei amici tabaccai nella zona dove abito che sono della Juve o del Napoli, e lì inizio a cantare, a fare i cori interisti. Lo sfottò è parte del gioco”.
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