Darderi, Thuram, LeBron: a cosa servono gli "occhiali veloci" sfoggiati dai campioni
Il tennista si è perso la bambina al Foro probabilmente perché offuscato dalle lenti, l'attaccante nerazzurro non se ne separa più. Tutto sugli Champagne Goggles, gli occhiali da...
Il tennista si è perso la bambina al Foro probabilmente perché offuscato dalle lenti, l'attaccante nerazzurro non se ne separa più. Tutto sugli Champagne Goggles, gli occhiali da...
Lorenzo Topello Collaboratore 18 maggio - 09:56 - MILANOChe cosa potranno mai avere in comune Marcus Thuram, Luciano Darderi, LeBron James, Sabalenka e due vecchie stelle del baseball a stelle e strisce? Risposta: non solo il fatto di appartenere alla categoria degli sportivi, ma pure... gli occhiali da sole. Quelli che sono stati ribattezzati "veloci" dallo slang popolare, gli stessi che vengono sfoggiati dopo ogni trionfo o ingresso in grande stile. Ma perché mai è partita questa tendenza?
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—Quante associazioni mentali siamo in grado di costruire col termine Minnesota? Le prime paiono banali: lo Stato a stelle e strisce caratterizzato dai laghi, la patria cestistica dei Timberwolves e... il cavallo reso famoso da Allegri. Ma c'è altro. Restando al tema sportivo, in quel fazzoletto d'America risiedono "molte più tradizioni di quanto si possa credere" riguardo a uno dei trend del momento: quello che a prima vista è "l'occhiale da festeggiamento", ma che gli esperti chiamano Champagne Goggles. Un tormentone nato per necessità e cresciuto (anche) per moda: lo sanno bene i vari LeBron James, Adrien Rabiot, Aryna Sabalenka e Marcus Thuram. Negli Stati Uniti l'hanno chiamata la "Controversia delle Champagne Goggles": chi ha usato per primo quegli occhialoni da sci al momento di stappare le bottiglie? In quale anno, e perché? Una sequela di interrogativi nata con una punta di ironia a proposito dei festeggiamenti dei Boston Red Sox nel 2004, dopo aver vinto i playoff di baseball. Ma secondo Torii Hunter la verità vive a Minnesota: "Li abbiamo indossati io e David Ortiz nel 2002, quando giocavamo lì coi Twins. Lo champagne della festa precedente ci aveva bruciato troppo gli occhi...". E in effetti gli occhiali fanno check-in negli spogliatoi per necessità: proteggono i bulbi dall'esplosione dei tappi di bottiglia (che a seconda della pressione può raggiungere comodamente anche i 50 chilometri orari) e dall'alcol contenuto in quantità industriale dallo champagne. Il rischio di danni oculari esiste ed è serio.
antinfortunistica
—Insomma, farsi male da soli (per di più in mezzo a una festa) anche no. Soprattutto quando lo champagne costa una fortuna: i Golden State Warriors nel 2018 acquistano alcol per mezzo milione di dollari per la festa post-conquista dell'anello Nba. Ci mancava solo una sciabolata autolesionista nel momento più bello della stagione. Dal baseball a Minnesota, comunque, gli champagne goggles traslocano al mondo del basket americano grazie al "pioniere" Ray Allen. Che nel 2013 porta in spogliatoio un modello di occhiali Oakley bianco, rosso e oro per omaggiare i colori sociali dei Miami Heat. E lanciare una festa in grande stile e... totale sicurezza. Almeno per sè. In Nba, si sa, ogni trovata è buona anche per trend e pubblicità. Soprattutto se a farsi assistman è LeBron James che rientra negli spogliatoi nella bolla di Orlando (Anno Domini 2020, chiaramente) dopo la vittoria del titolo e tuona: "Dove sono i miei goggles? Sappiatelo, senza quelli non mi verserete addosso lo champagne bruciandomi gli occhi". La frase "Where's my goggles?" si trasforma ovviamente in un tormentone.
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ormai una moda
—Il tennis fa l'occhiolino (protetto dalla lente) al trend con Aryna Sabalenka, in tempi recentissimi: la bielorussa ha festeggiato l'ultimo Us Open vinto presentandosi in conferenza stampa con l'occhialone da sci e lo champagne. Moda e tradizione, come ormai accade nel calcio. Già, da quanto tempo esistono gli occhiali da festa dalle nostre parti? Difficile dirlo: le giocatrici degli Stati Uniti li hanno indossati per la vittoria del Mondiale 2019, poi è toccato alle superstar della nostra Serie A che all'estero guardano spesso e volentieri. Nel maggio 2024 per esempio c'è un assembramento di champagne goggles: prima Marcus Thuram, per la festa nerazzurra della seconda stella ("Li tengo fino alla fine del campionato" annunciava ridendo) poi Adrien Rabiot che in maglia Juve celebra così la Coppa Italia. Tikus però è un festaiolo alla moda e quindi non lascia da parte i preziosi alleati neanche per il 21esimo scudetto. Anzi, le immagini durante Inter-Parma (la notte della matematica conquista del titolo) lo mostravano a bordocampo mentre, durante i minuti finali, dava indicazioni a un membro dello staff di Chivu su dove trovare gli occhiali. Ed eccoli lì presenti al triplice fischio. Dal Minnesota a San Siro, potenza della globalizzazione.
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