Juve, Elkann riflette: in discussione il progetto Comolli, i retroscena
La Gazzetta dello Sport

Juve, Elkann riflette: in discussione il progetto Comolli, i retroscena

Lunedì 18 maggio 2026
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L'ad di Exor e la valutazione del progetto affidato al dirigente francese: l’esclusione dall’Europa che conta costerebbe fino a 80 milioni e potrebbe aprire a un’altra rivoluzione societaria

L'ad di Exor e la valutazione del progetto affidato al dirigente francese: l’esclusione dall’Europa che conta costerebbe fino a 80 milioni e potrebbe aprire a un’altra rivoluzione societaria

Filippo Cornacchia Giornalista 18 maggio - 09:45 - TORINO

Trema la Juventus, ma adesso sotto la lente d’ingrandimento c’è l’intero progetto Comolli. L’esclusione dalla Champions non è ancora ufficiale, però l’incubo è sempre più concreto e toglierà il sonno al patron John Elkann. La sconfitta contro la Fiorentina ha rimandato i bianconeri indietro di oltre dieci anni (2009-10 e 2010-11), all’epoca dei due settimi posti. Un terremoto che rischia di fare più danni di quelli immaginati fino a qualche tempo fa ai piani alti di Exor. Restare fuori dall’Europa che conta, oltre che un bagno di sangue di almeno 70-80 milioni, obbligherà Elkann a riflettere sul piano affidato la scorsa estate all’ad francese. Il nipote dell’Avvocato Agnelli ha scelto personalmente l’ex presidente del Tolosa e in questi mesi gli ha dato carta bianca, tanto che il transalpino sta continuando tuttora a ristrutturare la società. John traccerà il bilancio dopo il derby contro il Torino. Senza Champions può succedere di tutto. Compreso un nuovo tsunami, con la conferma del solo Giorgio Chiellini.

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valutazioni

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Elkann è il primo tifoso della Juventus, ma è anche un manager di altissimo livello che esige risultati dai suoi amministratori. Saranno giorni di valutazioni per il patron, che intanto nelle recenti dichiarazioni pubbliche ha citato sempre Spalletti e Yildiz parlando di futuro e mai l’ad francese. La domanda che tormenterà l’ad di Exor sarà una: far pagare all’attuale boss il fallimento degli obiettivi minimi (quarto posto e ottavi di Champions) o concedere a Comolli una seconda chance puntando sulla stabilità aziendale nonostante la stagione negativa e gli acquisti di mercato - dai 44 milioni di Openda in giù -bocciati sul campo prima da Tudor e poi da Spalletti? Un anno fa, Elkann ha fatto pagare il cambio in panchina (da Thiago Motta a Tudor), qualche operazione contestata (in particolare la vendita di Huijsen) all’ex dt Giuntoli, chiudendo l’era del toscano dopo la conquista della qualificazione in Champions. Il rapporto Elkann-Comolli è stretto, i contatti sono quotidiani e i due si sono sentiti anche ieri dopo la figuraccia con la Fiorentina. John non è contento, però i continui ribaltoni di questi anni non hanno migliorato le cose. Della serie: cambiare tutto per non cambiare niente, anzi per fare peggio (dal quarto al sesto posto). Il fallimento dei risultati e delle scelte di mercato mettono in discussione la posizione di Comolli, controbilanciata dal timore di azzerare tutto di nuovo. Palla a Elkann.

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