Vingegaard, più testa che cuore, ma il Giro è già suo e la crono può dargli la rosa
Il danese ha vinto i primi due arrivi in salita senza dare mai l’impressione di forzare davvero. A Corno alle Scale gli è bastato accelerare nel finale per staccare Gall e confermarsi padrone assoluto della corsa. Per adesso la stella della Visma raccoglie tanto con il minimo sforzo ma domani nella crono non metterà il limitatore di velocità
Così è anche troppo facile. Dopo una settimana di gara, Jonas Vingegaard, padrone del Giro fin dalla vigilia, ha già vinto entrambe le tappe con arrivo in salita, gestendo le sue forze col bilancino. È certamente il più forte, ma abbiamo l’impressione che corra fin troppo con la testa e poco col cuore. Raccoglie tanto dando il minimo. Ieri ha aperto il gas (un filo) a 800 metri dal traguardo dopo aver sfruttato chirurgicamente il lavoro della sua Visma-Lease a Bike (nettamente la squadra più forte in salita) e anche quello di Felix Gall, l’austriaco che almeno all’apparenza è l’unico potenziale rivale di questo Giro edizione 2026. Purtroppo, ieri, sulle rampe non certo impossibili verso Corno alle Scale, è saltato anche Giulio Pellizzari, il giovane marchigiano che portava in bici le speranze del ciclismo italiano. Giulio non è crollato. Anzi, ha gestito bene la sua crisi. Nelle grandi gare a tappe, un giorno nero può capitare, ma ora diventa difficile pensare che nelle prossime due settimane possa rientrare in corsa per il podio. Anche se il Giro 2025 ci dice che Pellizzari regge bene la terza settimana di gara e, se la sua tappa è stata condizionata da un malore, avrà il tempo per rifarsi.