Lorenzetti e le 10 finali (tutte vinte) in tre anni: "A settembre nasce la nuova Perugia"
Il 62enne allenatore di Fano ha portato club al vertice della pallavolo mondiale
Il 62enne allenatore di Fano ha portato club al vertice della pallavolo mondiale
Davide Romani Giornalista 18 maggio - 12:27 - MILANONell’estate 2023 è stato scelto per risollevare le sorti di un club ambizioso ma uscito da una stagione sciagurata culminata con l’eliminazione nei quarti di finale scudetto ad opera di Milano. In tre anni Angelo Lorenzetti ha imposto i suoi modi pacati ma decisi portando Perugia al vertice della pallavolo mondiale. Si era approcciato al mondo Sir con una frase semplice ma ambiziosa: “ai ragazzi chiedo di essere cacciatori di finali”. Un modo per ridare entusiasmo a una piazza senza però perdersi in rischiosi proclami. Il 62enne allenatore di Fano, destinato a una brillante carriera in banca ma rapito dalla pallavolo (lo stesso percorso professionale vissuto nel calcio dal tecnico della Lazio Maurizio Sarri e passato anche lui dalla città umbra nel 2008-2009), è stato di parola: in tre stagioni ha portato la squadra a giocare dieci finali su tredici manifestazioni vincendole tutte (due scudetti, tre Supercoppe, una Coppa Italia, due Champions League, due Mondiali per Club). L’ultimo trionfo domenica, nella finale di Champions League giocata a Torino contro i polacchi dello Zawiercie, gli stessi della passata edizione. Una partita dove Perugia ha messo in mostra la miglior versione della stagione. “È stata una delle partite giocate meglio – spiega il tecnico -. Siamo sempre andati alla ricerca dell’eccellenza e credo che in questa occasione i ragazzi l’abbiano trovata. È il frutto di un percorso iniziato tre anni fa. Ma ora arriva il bello perché ci sarà un rinnovamento importante e dovremo avere la capacità di includere sanza fare confronti”.
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—Mai sopra le righe, alla costante ricerca della perfezione, con una grande cultura del lavoro – è il primo ad arrivare al palazzetto e l’ultimo a lasciare l’impianto -, ha catturato tutto l’ambiente con le sue parole misurate ma capaci di arrivare al cuore dei suoi giocatori. “Se guardiamo al passato siamo già in ritardo sul presente”, “L’esperienza non è quello che accade a una persona ma quello che fa una persona con quello che gli accade” sono alcune perle del suo pensiero. E con questo modo di fare ha conquistato la fiducia di ogni atleta: dai giocatori guida fino all’ultima riserva della rosa. Parole, ma anche gesti. Veri. Quelli che a ogni partita ripete: l’abbraccio a ognuno dei 7 titolari nel momento in cui vengono chiamati in campo. Con il sesto scudetto della carriera – titoli conquistati in 4 città diverse: Modena, Piacenza, Trento e Perugia – il maestro Lorenzetti si mette in scia di un mito della pallavolo italiana: Franco Anderlini, il recordman di scudetti (8). Al tecnico modenese scomparso nel 1984 è stata intitolata una scuola di pallavolo, il maestro di Fano il volley lo insegna ogni giorno e a Perugia si sono innamorati dell’allenatore gentiluomo. “Tre anni fa, quando è finita la mia avventura a Trento, ho avuto la fortuna di essere chiamato da Perugia e ho trovato un ambiente dove mi sono trovato bene da subito”.
L'abbraccio con Massimo Colaci, all'ultima partita in carriera. Bendatraghettatore
—La stagione si è chiusa così con un Mondiale per Club, una Champions e lo scudetto oltre alla Supercoppa. Un poker indimenticabile con la tripla corona che permette al presidente Sirci di rivolgersi ai tifosi al grido di: “Perugia regna”. Ma Lorenzetti è già proiettato verso il futuro, nel quale mancherà un giocatore importante come Max Colaci che a 41 anni si ritira. “Non so come sarà senza di lui – continua Lorenzetti -. Qualcosa sto pensando e mi cominciano a venire delle idee. Magari durante la settimana potremo vederlo…”. Il mago di Fano ha voglia di festeggiare: i tifosi lo reclamano in curva a lanciare i cori che durante la stagione hanno accompagnato lui e la squadra verso traguardi straordinari. “In questa città, da queste persone ho trovato semplicità e passione. In altre realtà quando ti incontrano per strada ti dicono ‘domenica dovete vincere’. A Perugia la musica è diversa: ‘Ce la facciamo domenica?’. È qualcosa che mi piace. Proverò a stare qui il più a lungo possibile. La prossima sarà una stagione particolare: sarò in scadenza di contratto con un nuovo gruppo da far crescere quindi devo dimostrare di essere adatto”.
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