Dal "pranzo del nì" agli abbracci al Maradona: Sarri-De Laurentiis, le braci di un amore mai spento
La Gazzetta dello Sport

Dal "pranzo del nì" agli abbracci al Maradona: Sarri-De Laurentiis, le braci di un amore mai spento

Lunedì 18 maggio 2026
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Nel 2018 il divorzio dopo lo scudetto perso a quota 91, e la battaglia dell'allenatore con la proprietà per andare al Chelsea che coinvolse pure Jorginho. Da allora non si sono cercati ma si sono comunque sempre rispettati e stimati. Poi ad aprile...

Nel 2018 il divorzio dopo lo scudetto perso a quota 91, e la battaglia dell'allenatore con la proprietà per andare al Chelsea che coinvolse pure Jorginho. Da allora non si sono cercati ma si sono comunque sempre rispettati e stimati. Poi ad aprile...

Antonio Giordano Collaboratore 18 maggio - 14:46 - NAPOLI

Se dovessero buttarla in musica, per sistemare una colonna sonora dentro quest’estate lunghissima, verrebbe semplice buttare sul vecchio giradischi un 45 da urlo: Ancora tu. E poi, senza scivolare nel "Ma non dovevamo vederci più?", si può sempre argomentare che non ci sorprende, si sa. Maurizio Sarri è il Comandante d’una terna di candidati alla eredità di Antonio Conte, che sembra ufficialmente da assegnare dopo le dichiarazioni del tecnico del Napoli ("Sempre grato De Laurentiis per avermi fatto allenare qui") e che avrà bisogno d’un casting, ovviamente. 

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primavera 2018

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Ma dov’eravamo rimasti? La primavera del 2018, Napoli è ancora sotto choc per quei 91 punti addirittura insufficienti per arrivare allo scudetto - consegnato alla Juventus alla terz’ultima giornata in un weekend denso di veleni, tra il fallo da giallo dell’ammonito Pjanic non visto da Orsato e il 3-0 con cui la Fiorentina distrugge i sogni di chiunque - e Maurizio Sarri deve decidere. De Laurentiis va a casa di Sarri, a Varcaturo, per un incontro innanzi a un pranzo sobrio e per un no che sta dentro a un ni, che certo non induce al sì. È a quel punto che Adl si aziona, telefona ad Ancelotti, lo incontra e dà il via a un altro ciclo e a un'estate turbolenta. Sarri va al Chelsea, però dopo una battaglia estenuante, nella quale finisce anche Jorginho, di fatto ceduto al City, poi bloccato in albergo a Manchester e poi invitato a spostarsi a Londra, perché la sua cessione - maggiorata di otto milioni che rappresentano il valore della clausola per l’allenatore - diventa decisiva per liberarsi l’uno degli altri. 

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rispetto

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De Laurentiis e Sarri non hanno avuto modo di incrociarsi, non si sono cercati per un po’, si sono comunque sempre rispettati - reciprocamente - evitando di scagliare in piazza eventuali pensieri scomposti: non è necessario essere amici, è sufficiente stimarsi. Uno degli abbracci più recenti risale al 18 aprile scorso, nel lungo corridoio del Maradona, prima fase di scongelamento dopo anni di rapporti più formali che freddi, di telefonate - un paio, per provare a capirsi - rimaste appese nel vuoto di questi otto anni. Ma un mese fa a De Laurentiis era già chiaro che nel breve termine avrebbe dovuto trovare una nuova guida per la panchina e nelle riflessioni - ma anche nei sondaggi - che il presidente fa con se stesso, dopo i De Zerbi e i De Rossi, i Grosso e anche gli Italiano, s’è stagliata la sagoma di Maurizio Sarri. Dentro una nuvola di fumo e piena di ricordi vivi: ancora tu (e come stai? domanda inutile...stai come me...e ci scappa da ridere...).

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