Chi vota alle elezioni vive più a lungo. Anche se il suo schieramento perde
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Chi vota alle elezioni vive più a lungo. Anche se il suo schieramento perde

Lunedì 18 maggio 2026
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Un'analisi su oltre 7.000 americani mostra una riduzione del rischio di mortalità fino al 45%, indipendentemente da chi vince

Un'analisi su oltre 7.000 americani mostra una riduzione del rischio di mortalità fino al 45%, indipendentemente da chi vince

Eugenio Spagnuolo 18 maggio - 18:19 - MILANO

Andare a votare allunga la vita. Non è uno slogan di campagna elettorale, ma una delle conclusioni di uno studio dell'Università della Pennsylvania e dell'Università dell'Indiana (USA). I ricercatori hanno seguito per 15 anni oltre settemila anziani americani che avevano partecipato alle elezioni presidenziali del 2008, confrontandoli con chi non era andato alle urne. Il risultato è che chi aveva votato aveva un rischio di mortalità inferiore del 45 per cento a cinque anni, del 37 per cento a dieci, del 29 per cento a quindici.Una differenza non da poco. E vale indipendentemente dall'affiliazione politica, dal candidato scelto, e persino da chi aveva vinto.  

Come si spiega? Da anni la ricerca afferma che partecipare alla vita civica fa bene alla salute. Il volontariato, per esempio, è associato a tassi più bassi di malattie cardiovascolari, a una migliore salute mentale e a una mortalità più bassa tra gli anziani. Ma il voto non era mai stato analizzato in modo scientifico: la gran parte degli studi precedenti si basava sull'auto-dichiarazione dei partecipanti, con tutto il margine di errore che questo comporta. I ricercatori americani hanno invece utilizzato i registri elettorali e i dati di mortalità del National Death Index, due fonti indipendenti e oggettive. 

seggio elettorale

elettori longevi

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Il voto, in pratica, condivide con il volontariato la caratteristica di essere un atto orientato verso gli altri, non verso sé stessi. Un singolo voto non cambia l'esito di un'elezione, eppure le persone votano lo stesso, per senso civico, per appartenenza alla comunità e responsabilità collettiva.Questi meccanismi sono tutti predittori consolidati di una migliore salute e il voto li attiverebbe come fa il volontariato. "Ci ha sorpreso scoprire che coloro che votavano, che fosse di persona o a distanza (negli USA è possibile, ndr), sperimentavano questi benefici" spiega Femida Handy. "Questo suggerisce che votare in sé è più importante del metodo di voto o persino di chi si è votato". 

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C'è un anche altro aspetto che vale la pena notare: chi partiva da una salute più compromessa ha beneficiato del voto in modo più marcato. Come se la sola partecipazione civica possa offrire a chi è più fragile senso di scopo e appartenenza, con riflessi positivi sulla salute. Studi recenti sul volontariato hanno trovato che chi fa volontariato mostra un invecchiamento epigenetico più lento rispetto a chi non lo fa, con effetti misurabili sul DNA.Le autrici ipotizzano che un meccanismo simile possa valere anche per chi vota alle elezioni. Nel 2022 l'American Medical Association ha approvato una risoluzione che dichiarava il voto un determinante sociale della salute, accanto a reddito, istruzione, alloggio e accesso alle cure mediche. Un diritto necessario.

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