Petrolio in Italia, importazioni: Libia prima. Crollo della zona ex-Urss
La Gazzetta dello Sport

Petrolio in Italia, importazioni: Libia prima. Crollo della zona ex-Urss

Lunedì 18 maggio 2026
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L'Africa rimane la regione da cui il nostro Paese importa più greggio. Non ancora visibili gli effetti della chiusura di Hormuz: arrivati a marzo 2026, infatti, gli ordini dal Medio Oriente sono aumentati rispetto al periodo equivalente dell'anno scorso

L'Africa rimane la regione da cui il nostro Paese importa più greggio. Non ancora visibili gli effetti della chiusura di Hormuz: arrivati a marzo 2026, infatti, gli ordini dal Medio Oriente sono aumentati rispetto al periodo equivalente dell'anno scorso

Marco Bruckner 18 maggio - 19:59 - MILANO La Libia è il Paese da cui l'Italia importa più petrolio

La Libia e l'Africa rimangono rispettivamente il Paese e il continente da cui l'Italia importa più petrolio. Sono infatti 3.662.000 le tonnellate di greggio arrivate da Tripoli nei primi tre mesi del 2026 (27,7% del totale importato), con un aumento dell'8,7% rispetto al periodo precedente del 2025. Leggero calo per quanto riguarda l'Africa come regione: da qui sono arrivate 5.502.000 tonnellate al marzo 2026, ovvero il 41,7% delle importazioni totali (-1,4%). Non sono ancora visibili, invece, gli effetti della chiusura dello stretto di Hormuz: tra gennaio e marzo 2026, infatti, gli ordini dal Medio Oriente sono aumentati del 23,3% rispetto al periodo equivalente del 2025. In totale dal Golfo sono arrivate 2.060.000 di petrolio, equivalenti al 15,6% del totale. Da sottolineare che il conflitto tra l'asse Usa-Israele e l'Iran è scoppiato il 28 febbraio 2026, con molti degli ordini di marzo che erano dunque già in viaggio all'inizio dello scontro bellico che ha portato alla chiusura di Hormuz, a dir poco problematica per il mercato energetico. Di seguito, tutti gli altri numeri relativi alle importazioni di petrolio nei primi tre mesi del 2026. Tutti i dati presenti in questo articolo sono stati elaborati da Unem (unione energie per la mobilità). 

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La seconda area da cui l'Italia importa più petrolio è quella dei Paesi ex Urss (Kazakhstan e Azerbaijan), che registra comunque un calo del 15,6%: le tonnellate importate sono state in totale 3.267.000 (24,7%). In aumento, invece, gli ordini dal continente americano, da cui sono arrivate 2.106.000 tonnellate di greggio, pari al 16% dell'ammontare totale (+13% rispetto allo stesso periodo nel 2025). L'area da cui l'Italia importa meno greggio è dunque quella europea: dal Vecchio Continente sono stati ordinate solo 268.000 tonnellate di petrolio, cifra pari al 2% degli ordini totali e inferiore del 51,6% rispetto all'anno scorso. In generale, gli ordini di greggio sono leggermente diminuiti nei primi tre mesi dell'anno: in totale Roma ha importato 13.204.000 tonnellate di petrolio, il 2,5% in meno rispetto al periodo gennaio-marzo 2025.

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