Adesso tocca a Ganna: "Basta pensieri negativi. Ho in testa la crono, ma di tappe ne voglio 3"
Il piemontese è il favorito sui 42 km contro il tempo tra Viareggio e Massa: "La mia corsa si accende, serve serenità. Sogno il traguardo di Verbania, in pratica casa mia"
Il piemontese è il favorito sui 42 km contro il tempo tra Viareggio e Massa: "La mia corsa si accende, serve serenità. Sogno il traguardo di Verbania, in pratica casa mia"
dall'inviato Ciro Scognamiglio 19 maggio - 08:43 - VIAREGGIO Filippo Ganna, 29 anniNon si è mai tirato indietro, nel bene e nel male, e di certo non ha intenzione di cominciare adesso. "Ora tocca a me", è la sintesi del pensiero di Filippo Ganna, finora a disposizione di Thymen Arensman e Egan Bernal nelle prime nove tappe del Giro d’Italia. La corsa della Gazzetta, lasciato alle spalle il secondo dei tre giorni di riposo, riparte oggi con una cronometro di 42 chilometri pianeggianti da Viareggio a Massa che è una sirena per le orecchie del nostro gigante. Jonas Vingegaard cercherà di togliere la maglia rosa a Afonso Eulalio ma per il successo di giornata è Ganna – scatta alle 14.20 - il nome più spendibile, anche se il meteo ballerino potrebbe complicare le cose perché promette pioggia. Ieri Pippo ha fatto venire apposta il barbiere all’albergo - "Per forza, avevo un cespuglio in testa. La barba invece l’ho aggiustata, ma l’ho tenuta" - e per avere una gioia piena l’Italia, per l’ennesima volta, si aggrappa a lui.
Ganna, sente anche questa responsabilità? Finora una tappa vinta su nove, con Ballerini, e un giorno in rosa con Ciccone…
"Io non la vedo così. Sappiamo quanto il Giro sia lungo. L’anno scorso, al Tour, in diversi hanno fatto exploit nella prima settimana e poi sono spariti, spegnendosi con il passare delle tappe. Qui penso a Milan, che ha perso le volate ma era lì. Penso a Pellizzari, che non deve mollare. Non siamo messi così male".
VIDEO: "Quest'uomo è on fire!". Ganna-record nella crono inaugurale della Tirreno-Adriatico: gli highlightsE lei?
"Ero consapevole del fatto che all’inizio non avrei trovato terreno troppo adatto a me. Sapevo che dovevo arrivare a questa cronometro, il mio primo grande obiettivo. Molto veloce, su strade che conosco bene dove diverse volte ho fatto festa alla Tirreno-Adriatico. La media del vincitore sarà alta. Sta iniziando un altro Giro dove cercherò pure il successo in una tappa in linea, quella che voglio".
Con due successi, arriverebbe a nove tappe vinte in carriera…
"Io punto a centrarne tre e toccare quota 10, è da un po’ che ci penso a questa cosa. Non so se ci riuscirò, ma state certi che ci proverò. Ho segnato naturalmente la giornata di venerdì con il traguardo a Verbania, in pratica casa mia".
Arriva da una primavera agrodolce: primo successo in una classica belga come l’Attraverso le Fiandre, ma respinto da Milano-Sanremo e Parigi-Roubaix. Ha analizzato i motivi?
"Il giorno della Sanremo, ho cannato io. Ho usato la Tirreno-Adriatico per perdere peso in vista della Classicissima, e sono arrivato stanco. Ero partito due chili sotto il peso che ho normalmente, un po’ di glicogeno perso c’era. Errori da non ripetere. Alla Roubaix, invece, quanto a sensazioni stavo bene. Ho avuto sfortuna. Comunque ci ritornerò finché non la vinco una volta. Poi, basta. Inoltre...".
Filippo Ganna alla partenza di una tappa del Giro 2026
Sì?
"La stagione si deve considerare nel suo complesso. Non va dimenticato che dopo il Giro avrò il Tour de France dove inseguirò una tappa per averne almeno una nei tre grandi giri. Altra cosa a cui tengo parecchio. Forse proprio a luglio si potrebbe vedere il miglior Filippo".
E come valuta la condizione qui al Giro?
"Quando sono andato in fuga con Bettiol, sabato, i valori erano buoni. E nel giorno della grande pioggia verso Potenza, ho fatto la mia migliore “ora” di sempre. Ovviamente, non ho più il peso del 2020 o del 2021. Porto in giro i miei 87 chili che... non sono facili in salita da amministrare. Ma li porto con orgoglio! (sorride; ndr)".
La cronometro resta un focus centrale: negli ultimi anni però il migliore in tal senso è stato Remco Evenepoel che le ha tolto 2 Mondiali, 1 Olimpiade, 1 Europeo. Ha rinunciato all’idea di poterlo battere?
"No, no. Vincere un terzo Mondiale contro il tempo... fa parte della lista delle cose che voglio fare. Il prima possibile. Lo ha detto giustamente lei, è Remco l’uomo da superare e io lavorerò per riuscirci".
Il nuovo corso della sua squadra con Geraint Thomas capo della gestione sportiva, il ritorno di Dave Brailsford, Elia Viviani in ammiraglia: come sta andando?
"Stiamo girando bene. Per numero di vittorie in stagione, credo che solo la Uae abbia fatto meglio di noi finora (18 contro 32; ndr). C’è un grande spirito".
Ganna in azione nella tappa tra Catanzaro e Cosenza
Due anni fa, 18 maggio 2024, vinceva la sua ultima crono al Giro, quella di Desenzano, davanti a Pogacar: quasi si commosse.
"Sì, avevo bisogno di quel successo. Rispetto ad allora però riesco a vivere tutto con più distacco, mi sento cresciuto. Se vinco, gioisco. Se perdo, cerco di capire in che cosa gli altri sono andati meglio. Senza avere pensieri negativi che possono condizionare il rendimento. Nel giorno di riposo, ho dormito dieci ore. Se non fossi stato tranquillo, non ci sarei riuscito".
Novità sulla bici che userà nella crono?
"Vedrete un nuovo colore, scelto con Fausto Pinarello. Sapete come la penso: il gusto e l’eleganza italiani sono il top. Corona da 64, stessa posizione in sella".
Chi verrà a vederla?
"Papà Marco, mamma Daniela. Due amici del fan club, Madiana e Massimo. E la cagnolona Mya".
Chiudiamo con un ricordo: esordì nel 2020 al Giro spostato a ottobre a causa del Covid. Prima tappa, prima crono, subito al comando. Che ricordi ha?
"Furono dei giorni ‘santi’, quelli. In sequenza vinsi l’ultima tappa della Tirreno-Adriatico, il mondiale a crono a Imola, la giornata inaugurale a Palermo con la maglia rosa vissuta a quasi 59 all’ora (una parte della prova era in discesa; ndr). Emozioni assurde. Il Giro d’Italia continua a darmele come sei anni fa. Come quando non lo correvo e lo guardavo in tv. O, qualche volta, a bordo strada. Niente altro mi trasmesse le stesse vibrazioni della nostra corsa".
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