Inter, la festa non è finita: Oaktree svolta sul mercato, il futuro è già cominciato
Il fondo si stringe al club, in settimana il faccia a faccia per programmare le prossime mosse. Alla cena per celebrare la stagione il discorso del presidente Marotta, di Chivu e della proprietà dopo un anno storico
Il fondo si stringe al club, in settimana il faccia a faccia per programmare le prossime mosse. Alla cena per celebrare la stagione il discorso del presidente Marotta, di Chivu e della proprietà dopo un anno storico
Filippo Conticello Giornalista 19 maggio - 11:59 - MILANO La tavolata della cena ufficiale dell'InterTartare di tonno alle fragole con erbe di sabbia, risotto al brodetto di pesce, ricciola scottata, salsa asiatica e asparagi al verde. Poi, come una Coppa Italia dopo un lungo scudetto, pure il tiramisù. Ieri l’Inter tutta, in ogni sua articolazione a partire dalla proprietà, si è vista a cena con menu leggero e ha brindato ai titoli vinti. Se è vero che non ci si stanca mai di festeggiare, i nerazzurri hanno preso il vecchio adagio molto sul serio: non erano passate neanche 20 ore dall’infinito abbraccio di Milano, con 400mila persone e un bus nerazzurro penetrato nel ventre della città. Questo rendez-vous in zona Fondazione Prada, però, era molto più che l’ennesimo evento di celebrazione di una stagione da ricordare perché la chiamata alle armi arrivava da Oaktree, il fondo americano proprietario della squadra: è poco appariscente, almeno secondo gli standard dei colleghi in città, ma assai efficace al momento dell’azione. In accordo con il presidente Beppe Marotta, l’uomo a cui è stata delegata la parte sportiva, Oaktree ha voluto tutti nelle lunghe tavolate di ieri, in totale 160 persone: c’era lo staff tecnico con in testa Cristian Chivu, tutti i calciatori a partire dal capitano Lautaro, fino ai ragazzi che avevano avuto presenze in stagione. E ancora il vicepresidente Javier Zanetti, il direttore sportivo Piero Ausilio e il suo vice Dario Baccin, poi i capi area dei settori strategici del club, tra cui Giorgio Ricci, Chief Revenue Officer, Max Catanese, Chief of Staff, e Piero Volpi, responsabile dello staff medico. Unione, si direbbe: rimarcata sia in privato che in pubblico, ciò che è servito per superare le delusioni passate e finire la stagione in gloria.
VIDEO: Inter, il bus con la squadra arriva in Duomo e scoppia la festanel fondo
—A parlare brevemente ai commensali al microfono, prima Marotta e poi Chivu: la vera chiave di stagione, in fondo, sta nell’accoppiata di cemento presidente-allenatore, sin da quando tutta l’area sportiva ha scelto il romeno fino all’ultimo scatto scudetto in un momento di difficoltà. Ieri, però, si è sentita anche la voce del fondo californiano, sempre più dentro al progetto Inter: un ringraziamento della proprietà ha un alto valore simbolico, ancor di più visto il rilancio che dovrà necessariamente arrivare sul mercato. A tavola tutti i rappresentanti scelti da Los Angeles e seduti anche nel consiglio di amministrazione del club: Katherine Ralph, la manager più presente in sede a Milano, inglese che parla un ottimo italiano, e Alejandro Cano, catalano al lavoro nell’ufficio madrileno del fondo, anche lui spesso di stanza al decimo piano di viale della Liberazione. Con loro i colleghi italiani, Roberto Meduri e Carlo Ligori dalla sede di Londra: il secondo è uscito dal Cda qualche mese fa per lavorare direttamente nella holding per il nuovo San Siro che sarà. Domenica pomeriggio tutti e quattro erano schierati sul prato del Meazza, a spellarsi le mani mentre lo speaker chiamava uno a uno i campioni d’Italia, poi insieme anche nella fotona di gruppo celebrativa. E siccome il destino ci mette sempre lo zampino, in quei momenti arrivava il post dalla Cina di Steven Zhang: l’ex presidente non ha certo dimenticato.
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Giuseppe Marotta, 69 anni, presidente dell'Inter
dolce double
—L’orgoglio interista sta crescendo in America e questo richiamo alla compattezza societaria non è certo casuale. L’impegno si vedrà poi nella campagna trasferimenti, tema capitale, su cui sono fissate in settimana delle riunioni necessarie per fornire le prime linee guida. Non c’è un budget preciso, una cifra spaccata al centesimo, ma la proprietà non investirà meno di 50 milioni: potrebbe pure crescere, se tra le mille vie del mercato saltasse fuori qualche occasione interessante. In più, l’età non sarà una camicia di forza: ai giovani, direttrice principale del club, saranno associati uomini di esperienza. L’obiettivo è il solito mix, la classica opera di equilibrismo: sostenibilità e competitività, non facili da bilanciare, ma possibile come dimostra proprio il passato recente dei nerazzurri. Nonostante in Champions ci si aspettasse un percorso più lungo, ricordando anche i maxi-incassi della stagione passata, la doppietta scudetto e Coppa Italia ha saziato Oaktree: non a caso, la parola “double” ieri è stata la più citata, Lautaro e compagnia se la sono ritrovata pure sul tiramisù.
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