Perché gli spuntini ci fanno gola anche se siamo sazi? Lo spiega la scienza
La sazietà non spegne la risposta del circuito della ricompensa: vediamo perché continuiamo a desiderare cibo appetitoso
La sazietà non spegne la risposta del circuito della ricompensa: vediamo perché continuiamo a desiderare cibo appetitoso
Daniele Particelli 19 maggio - 11:30 - MILANOSe hai appena finito di pranzare e ti senti pieno, ma alla vista di biscotti o patatine ti scatta una voglia quasi irresistibile, non sei l'unico e non si tratta soltanto di una questione di gola o di scarsa forza di volontà: il responsabile è il cervello, come confermato da un nuovo studio guidato da Thomas Sambrook della University of East Anglia e condotto in collaborazione con la University of Plymouth.
Perché continuiamo a desiderare cibo appetitoso anche quando siamo sazi? È la domanda a cui i ricercatori hanno provato a rispondere chiamando a raccolta 76 volontari, monitorati con elettroencefalogramma mentre partecipavano a un gioco basato su ricompense alimentari, tra dolci, cioccolato, patatine e popcorn. A metà dell’esperimento, ai partecipanti è stato offerto uno di questi alimenti fino a completa sazietà.
Dal punto di vista soggettivo e comportamentale, i volontari erano davvero pieni: riferivano un desiderio drasticamente ridotto e mostravano minore interesse verso il cibo. Ma il cervello non era così d'accordo. L'attività elettrica nelle aree cerebrali associate alla ricompensa continuava a reagire con la stessa intensità alle immagini dei cibi, anche quando questi non erano più desiderati. La sazietà fisica, quindi, non riusciva a spegnere la risposta del circuito della gratificazione.
VIDEO: Zuccheri: quali dobbiamo scegliere per la dieta"Il cervello si rifiuta semplicemente di sminuire l’aspetto gratificante di un cibo, indipendentemente da quanto si sia sazi", ha spiegato Sambrook, secondo il quale le risposte agli stimoli alimentari funzionano come abitudini radicate nel tempo. Anni di associazione tra determinati cibi e piacere hanno costruito un "copione" neurale che si attiva automaticamente alla vista di alimenti invitanti.
Anche quando sappiamo razionalmente di non avere fame, il nostro cervello continua a inviare segnali di ricompensa. E questo meccanismo, precisano i ricercatori, può favorire il cosiddetto “eating in absence of hunger”, cioè mangiare in assenza di reale bisogno energetico. Nell'ambiente in cui viviamo, ormai saturo di pubblicità e con snack sempre disponibili e stimoli visivi continui, questo circuito può facilmente sopraffare i naturali sistemi di regolazione dell’appetito.
I ricercatori hanno evidenziato come non sia stata trovata alcuna correlazione tra la capacità di prendere decisioni orientate a un obiettivo e la resistenza del cervello alla “svalutazione” del cibo. Anche le persone con un ottimo autocontrollo mostrano la stessa attivazione neurale automatica.
Leggi anche Hai bisogno di uno spuntino prima di andare a dormire? Ok, ma ecco come deve essereIl dessert perfetto? Gusto e salute grazie a questi alimenti semplici e amici della linea© RIPRODUZIONE RISERVATA