Ganna, è una crono assurda: fa 54,921 di media! È record assoluto (oltre i 40 km) tra Giro, Tour e Vuelta
La Gazzetta dello Sport

Ganna, è una crono assurda: fa 54,921 di media! È record assoluto (oltre i 40 km) tra Giro, Tour e Vuelta

Martedì 19 maggio 2026
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In sella alla sua Bolide TT Pinarello il piemontese ha spinto il 64x10 come rapporto massimo (quasi 14 metri a pedalata): nelle prove lunghe più di 40 km, il record precedente apparteneva allo scozzese David Millar, 54,351 km/h sui 49 km del Tour 2003 

In sella alla sua Bolide TT Pinarello il piemontese ha spinto il 64x10 come rapporto massimo (quasi 14 metri a pedalata): nelle prove lunghe più di 40 km, il record precedente apparteneva allo scozzese David Millar, 54,351 km/h sui 49 km del Tour 2003 

Luca Gialanella Giornalista 19 maggio 2026 (modifica alle 17:44) - MILANO

Filippo Ganna e una prestazione mai vista nei grandi giri, in sella alla sua bicicletta Bolide TT Pinarello da cronometro, che è derivata da quella con cui centrò l’8 ottobre 2022 il record dell’Ora in Svizzera con 56,792 km. Oggi Ganna è volato più veloce del vento. Mai nessuno meglio di lui in una cronometro superiore ai 40 chilometri nella storia di Giro, Tour de France e Vuelta. La media del piemontese è stata di 54,921 km sui 42 km da Viareggio a Massa, con un rapporto massimo 64x10 da quasi 14 metri a pedalata: il record precedente apparteneva allo scozzese David Millar, 54,351 km/h sui 49 km del Tour 2003, ed era l’epoca di cronoman come Ullrich, Armstrong e Cancellara. Al Giro d’Italia il primato precedente era del russo Eugenio Berzin che nel 1994 a Follonica, in maglia rosa, vinse alla media di 52,003 Km/h su 44 km. Non solo: a Ganna appartiene anche il record assoluto di velocità in una cronometro del Giro (prologo esclusi): 58,831 km/h sui 15 km da Monreale a Palermo, il 3 ottobre 2020, tappa inaugurale del Giro, quando ovviamente si vestì con la prima maglia rosa di quell’edizione. Con un rapporto 60x11, che sviluppava 9,70 metri a pedalata, Pippo pedalò a una velocità di 16,3 metri al secondo! E poi c’è il record dell’Ora, dove Ganna è entrato in un albo d’oro che comprende leggende come Coppi, Anquetil, Merckx, Moser e Wiggins. 

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felicità

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La velocità fa parte della storia sportiva di Filippo: su pista è di gran lunga nella storia con 7 ori mondiali (6 nell’inseguimento individuale e 1 nel quartetto) più l’oro olimpico con il quartetto a Tokyo 2021 con Milan, Consonni e Lamon. Quel 4 agosto Ganna trainò gli azzurri con gli ultimi 2 giri di pista (500 metri) a 72 all’ora, e portando il quartetto azzurro al record mondiale sui 4 km: 3’42”032 alla media fantascientifica di 64,856 km/h, pari a 18 metri al secondo, realizzato con un rapporto 63x14 che sviluppava 9,50 metri a pedalata. E chissà che cosa avrà pensato Evenepoel della prestazione di Ganna guardandolo oggi in tv dal suo ritiro in quota a Sierra Nevada: già, perché Pippo è arrivato alle sue spalle due volte ai Mondiali e una all’Olimpiade di Parigi 2024, tre secondi posti che bruciano tantissimo e che avrebbero potuto dargli una posizione ancora più alta nella storia del ciclismo. 

i segreti della bici

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Volete sapere alcune cose sulla sua bicicletta, con quelle pinne sotto la sella derivate dagli studi sulle balene che riducono la resistenza aerodinamica? Fausto Pinarello, presidente dell’omonima azienda trevigiana che segue da sempre Ganna, ha spiegato: “Lo stimolo per costruire la bici di Pippo è l’innovazione, la volontà di essere sempre all’avanguardia, in cima al mondo. E sappiamo che con Pippo questo è più facile”. La bici del record dell’Ora è costata 60mila euro. Gli studi aerodinamici hanno stabilito che l’aria scorre attorno al tubo verticale e al reggisella in modo mai lineare: è continuamente spostata dalle gambe del corridore. Il flusso d’aria si allontana costantemente dal tubo verticale e crea un’ampia resistenza aerodinamica, che vale per quasi il 40% della resistenza totale di telaio e forcella. L’università di Adelaide in Australia ha studiato il modo in cui le megattere (un tipo di balena), nonostante la loro mole, riescono a compiere manovre molto strette e salti spettacolari, e questo è dovuto anche per le sporgenze nella parte anteriore delle pinne. Prima che sul reggisella della bicicletta di Ganna queste creste sono state applicate subito per migliorare l’efficienza aerodinamica delle ali e delle ventole dei motori degli aerei.

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