Psilocibina: cos'è la sostanza che offrirebbe rapido sollievo in caso di depressione
Presente nei funghi allucinogeni, riduce i sintomi già dal secondo giorno, con tassi di remissione del 53% dopo sei settimane
Presente nei funghi allucinogeni, riduce i sintomi già dal secondo giorno, con tassi di remissione del 53% dopo sei settimane
Giacomo Martiradonna 19 maggio - 17:22 - MILANOLa depressione è una delle patologie psichiatriche più diffuse e invalidanti. Solo nel nostro Paese colpisce oltre 3,5 milioni di persone, il 6% della popolazione adulta e quasi il 9% degli over 65, con un'incidenza maggiore tra le donne e nelle fasce socialmente più fragili. Il trattamento d'elezione si basa sugli antidepressivi Ssri, che però richiedono settimane per agire, non sempre funzionano e possono causare effetti collaterali. Uno studio del Karolinska Institutet, pubblicato su Jama Network Open, apre tuttavia a un approccio alternativo basato su psilocibina che potrebbe abbattere rapidamente i sintomi anche nei casi che non rispondono adeguatamente alle terapie convenzionali.
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—La psilocibina è una sostanza presente in alcune specie di funghi allucinogeni che attira da tempo l'interesse degli studiosi, sia in ambito oncologico che, più di recente, in quello psichiatrico. La sperimentazione di fase II ha arruolato 35 persone tra i 20 e i 65 anni con depressione ricorrente moderata o grave. Una parte dei partecipanti ha ricevuto una singola dose da 25 milligrammi di psilocibina, mentre al gruppo di confronto è stata invece somministrata niacina, utilizzata come placebo perché in grado di provocare effetti fisici percepibili. Entrambi i gruppi hanno ricevuto supporto psicologico prima, durante e dopo il trattamento.
Al momento della somministrazione, i partecipanti sono rimasti sdraiati con una mascherina sugli occhi e musica in cuffia, in un contesto controllato e con monitoraggio medico costante. Le valutazioni cliniche sono state effettuate a 8, 15, 42 e 365 giorni dal trattamento da medici che non conoscevano quale sostanza fosse stata somministrata ai singoli pazienti. I risultati sono stati promettenti.
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L'effetto rapido sui sintomi della depressione
—Secondo quanto riportato dai ricercatori, il gruppo trattato con psilocibina ha registrato una riduzione media di 9,7 punti nella scala utilizzata per misurare la depressione, contro i 2,4 punti osservati nel gruppo placebo. I questionari compilati dai partecipanti hanno mostrato un miglioramento dei sintomi già nelle 48 ore successive dalla somministrazione, con un effetto evidente fino a oltre tre mesi rispetto al gruppo di controllo. Dopo sei settimane, il 53% dei pazienti trattati con psilocibina risultava in remissione, contro il 6% del gruppo placebo, ma, a distanza di un anno, non si osservavano più differenze tra i due gruppi. Gli autori dello studio hanno quindi concluso che gli effetti a lungo termine restano incerti e che potrebbero rendersi necessari trattamenti ripetuti per limitare il rischio di ricadute.
tollerabilità e rischi della Psilocibina
—Il trattamento a base di psilocibina è risultato generalmente ben tollerato. La maggior parte degli effetti avversi osservati è risultata lieve, moderata o comunque di natura transitoria. Due partecipanti hanno tuttavia manifestato un'ansia grave e persistenteche ha richiesto l'assistenza dei medici. I ricercatori hanno sottolineato che la terapia non è del tutto priva di rischi e per questo alcuni pazienti potrebbero necessitare di un supporto supplementare durante il percorso terapeutico. I prossimi studi si concentreranno ora sull'analisi dei dati tramite Pet, prelievi di sangue e liquido cerebrospinale per valutare gli effetti fisici della sostanza e verificare un possibile impatto sulla densità sinaptica del cervello. L'ipotesi al vaglio degli studiosi è che la depressione possa associarsi a un’alterazione delle connessioni tra le cellule nervose e che la psilocibina possa influire proprio sui meccanismi di "cablaggio" del cervello.
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