Sirci, presidente di Perugia: "La Champions il trionfo più bello. Ora via a un nuovo ciclo"
La Gazzetta dello Sport

Sirci, presidente di Perugia: "La Champions il trionfo più bello. Ora via a un nuovo ciclo"

Mercoledì 20 maggio 2026
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Il numero uno del club: "Giannelli il nostro Mvp. Il mercato ci servirà per trovare degli altri stimoli"

Il numero uno del club: "Giannelli il nostro Mvp. Il mercato ci servirà per trovare degli altri stimoli"

Alessandro Miglio Giornalista 20 maggio 2026 (modifica alle 09:12) - MILANO Sirci e Lorenzetti

Campione d’Italia, d’Europa e del mondo. Perugia ha vissuto una stagione da sogno, coronata anche dalla conquista della Supercoppa. Gli umbri si sono lasciati andare dopo la vittoria nella finale di Champions League contro lo Zawiercie, l’ultima fatica di un percorso lungo e bellissimo. Tra i più entusiasti c’era Gino Sirci, presidente della Sir, che ha posato con in mano la coppa e in bocca un sigaro. "Simbolo di potere", ha spiegato. Dal 2017 Perugia ha alzato ben 19 trofei, più di ogni altra squadra italiana. 

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Sirci, si è appena conclusa la stagione migliore della vostra storia? 

"Conquistare le tre massime competizioni per club è un risultato incredibile per noi e per la pallavolo italiana. Tutte le vittorie sono state belle ed emozionanti, ma quella in Champions è stata la mia preferita. Simone Giannelli ha detto che resteremo per sempre nella storia e io concordo pienamente. Quest’anno ha giocato a un livello altissimo. Ammiro la sua mentalità come giocatore e l’umiltà che ha fuori dal campo. Se dovessimo eleggere il nostro Mvp potrebbe essere lui". 

Nella Final Four di Champions League avete battuto 3-0 sia Varsavia che lo Zawiercie. Vi aspettavate questa superiorità? 

"Nel 2025 i polacchi ci hanno creato delle difficoltà, ma è anche vero che non eravamo al meglio. Quest’anno con la squadra al completo ci sentivamo più forti. Lo Zawiercie ha disputato un ottimo primo set in finale, poi però ha iniziato ad innervosirsi e a commettere più errori. Non nascondo che un po’ di tensione c’è sempre in partite così importanti, a volte ti capita di perderle senza capire il perché". 

Avrebbe mai pensato di raggiungere questi risultati quando ha preso in mano il club? 

"No, devo dire che all’inizio abbiamo sprecato delle occasioni in gare decisive. È stato deludente, ma abbiamo imparato tante cose, che ci sono servite per vincere. I nostri successi nascono dalle sconfitte. Siamo stati bravi a non ripetere gli stessi errori. Personalmente sono contento di aver regalato delle soddisfazioni ai tifosi e alla città". 

Il momento più difficile della stagione è stato la sconfitta in semifinale di Coppa Italia contro Verona? 

"Sì, in quell’occasione la squadra è crollata in modo inspiegabile. Eravamo irriconoscibili e abbiamo fatto uscire le persone dal palazzetto deluse. Dopo l’incontro ci siamo detti che quello che era successo non poteva ripetersi. Evidentemente quella lezione così dura ci è servita perché quando abbiamo affrontato nuovamente Verona abbiamo vinto 3-0 in campionato e 3-1 in finale di Supercoppa".

Oltre ai trofei, qual è l’aspetto di cui siete più orgogliosi? 

"Siamo stati la squadra con il maggior numero di spettatori in campionato: 73.973, con una media superiore a 4.000 tifosi a partita. Chi viene al palazzetto poi ritorna perché assiste a uno spettacolo incredibile. C’è grande intensità, ogni azione è un’emozione, e non ci si annoia. Noi cerchiamo di essere empatici e di coinvolgere il pubblico: al termine delle gare siamo sempre disponibili per foto e autografi. Siamo grati per il supporto che riceviamo e vogliamo ricambiare con la cortesia e il sorriso. D’altronde l’amicizia è la parola che più descrive il mondo della pallavolo". 

Perché avete scelto di puntare su Angelo Lorenzetti tre anni fa? 

"Trento inizialmente gli aveva promesso il rinnovo, poi però ha cambiato idea. Io sono venuto a saperlo e Diego Mosna mi ha consigliato di prenderlo. Devo ammettere che è andata meglio di come immaginavo. Dal suo arrivo ha vinto tutte le 10 finali che ha disputato. Per descrivere il nostro rapporto faccio un paragone: un bel ragazzo è sempre attratto da una bella ragazza e viceversa". 

Con Ferre Reggers, Giovanni Sanguinetti e Luca Loreti questa squadra diventerà ancora più forte? 

"Dobbiamo vedere se si adatteranno al nostro gioco, sostituire Wassim Ben Tara, Massimo Colaci e Roberto Russo non sarà semplice. Se il tunisino ha dimostrato di essere un talento straordinario, gli italiani sono esperti e freddi. Ma i cambiamenti vanno fatti, sono importanti per trovare nuovi stimoli". 

C’è qualche giocatore che avrebbe voluto tenere? 

"In passato Luciano De Cecco, quest’anno eravamo d’accordo su tutte le cessioni, compresa quella di Ben Tara. Lui non era ancora sbocciato quando è arrivato a Perugia e con noi ha vinto tantissimo. A Osaka guadagnerà 800 mila euro all’anno, il doppio rispetto al suo stipendio attuale, e lì le stagioni sono meno stressanti che in Italia". 

Quanto sarà difficile ripartire dopo aver vinto praticamente tutto? 

"È in questi momenti che si vedono i campioni. Quelli veri rimangono sempre sul pezzo e i successi non gli bastano mai".

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