Milan, sorpresa Nkunku nel finale di stagione: incide più di Leao
L'ex Chelsea si è riacceso nelle ultime partite e può ancora convincere i rossoneri a rinnovargli la fiducia
L'ex Chelsea si è riacceso nelle ultime partite e può ancora convincere i rossoneri a rinnovargli la fiducia
Alessandra Gozzini Giornalista 20 maggio - 11:36 - MILANOCi sarà il ritorno di Rafa Leao, squalificato contro il Genoa, sarà a pieno regime Pulisic, dopo settimane di tormenti e noie muscolari, e saranno pronti anche Gimenez e Füllkrug per mettere al servizio della squadra la loro fisicità. Il solo Nkunku sembra però più o meno certo di una maglia da titolare. Nel finale di stagione è stato l’uomo del destino rossonero e il destino di Nkunku può cambiare di conseguenza. A conti fatti il francese ha recitato la sua parte: tra campionato e Coppa Italia ha giocato 1377 minuti con 8 gol fatti (7 in Serie A, uno in Coppa) e 3 assist serviti, tutti in A. I numeri dicono che ogni 125 minuti, meno di una partita e mezzo, si inventa qualcosa di utile. Spesso anche determinante per la classifica, raramente per lo spettacolo: per esempio il rigore segnato all’Atalanta riservato ai pochi tifosi rossoneri rimasti a San Siro mentre imperversava la protesta. Un’incidenza sui risultati superiore a quella di Gimenez e Füllkrug. Ma anche di Leao: Rafa, nelle stesse competizioni, è rimasto in campo per un totale di 1946 minuti, con 10 gol complessivi e 3 assist, una rete o un passaggio decisivo ogni 149’. Inferiore invece a Pulisic: altri 10 gol e 4 assist in 1671 minuti, una giocata decisiva ogni 119’.
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—Nkunku non è mai stato un grande marcatore, con un paio di eccezioni che confermano la regola: fu capocannoniere della Bundesliga 22-23 con la maglia del Lipsia, in coppia con Füllkrug (Werder Brema) poi ritrovato al Milan, con 16 gol. L’equivoco è stato crederlo un vero centravanti e non una seconda punta o un jolly offensivo: in quest’ottica la stagione di Christopher è stata tutto sommato soddisfacente. Nell’ultima Premier con il Chelsea si fermò a quota 3, come nel campionato precedente. In Bundesliga era andata meglio due volte: nella stagione del titolo dei goleador e in quella prima, quando salì addirittura a 20. Agli esordi in Germania, nel 19-20, 5 gol. Poi 6 nel 20-21.
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Futuro
—Nkunku ha riscritto le gerarchie dell’attacco con due gol segnati nelle ultime due gare consecutive: aveva colpito per lo sprint con cui era entrato nella sfida all’Atalanta, senza arrendersi allo 0-3 ospite, concedendo il bis a Genova. Altro rigore procurato con scaltrezza e altra battuta vincente: con il Milan, dagli undici metri, 5 su 5. Aveva festeggiato due volte di fila anche a fine gennaio: se si unisce la doppietta al Verona di fine dicembre le gare consecutive a segno diventano 3, senza considerare quelle saltate per infortunio in apertura del 2026. Anche in questo caso Christo cerca il tris, da celebrare con un gonfiabile rosso come nelle feste che si rispettano: anche perché un finale ricco di palloncini potrebbe spingere il Milan a concedergli un’altra chance.
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