Torino, le ultime verso il derby: rientro vicino per Ismajli, torna anche Tameze
Ieri al Filadelfia discorso motivazionale del tecnico. Anjorin non ce la fa, Marianucci sente ancora dolore
Ieri al Filadelfia discorso motivazionale del tecnico. Anjorin non ce la fa, Marianucci sente ancora dolore
Mario Pagliara Giornalista 20 maggio - 11:35 - MILANOÈ l’ora dei discorsi motivazionali, prima ancora che dei ragionamenti di tattica. È stato il martedì in cui far vibrare le corde delle emozioni, per coinvolgere tutti dentro lo spogliatoio, e non soltanto utilizzando le parole, ma anche ricorrendo alle immagini. Ci sarà senza dubbio un pizzico di retorica, ma in fin dei conti è impossibile farne a meno quando sta per arrivare la partita più importante della stagione. D’Aversa ha concretamente cominciato a spingere forte verso il derby. Di fatto, la stracittadina torinese è già cominciata: il Toro è partito dalla sua casa, dal Filadelfia, e dai concetti, dalle parole, dal cuore. Il tecnico soffia sul vento delle emozioni, e ieri nel centro sportivo ha voluto guardare negli occhi i suoi calciatori. Dai più esperti, come Vlasic, Zapata e Simeone, per finire ai giovani promossi dalla Primavera.
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—È stato un martedì un po’ speciale. Di certo, differente dagli altri per l’intensità, per il clima e le atmosfere entrate tra i locali del Filadelfia. E allora, ripartiamo dalla cronaca di una giornata con la quale il Toro si è incamminato verso il derby della Mole con il quale, domenica alle 20.45, ci si congederà dal campionato. L’appuntamento era stato fissato a metà della mattinata, subito dopo la squadra ha pranzato nel ristorante del club. Al pomeriggio, tutti in campo, per la prima seduta di allenamento. Prima di cominciare a correre e a calciare il pallone, D’Aversa ha voluto riunire la squadra. Il derby è il derby, il momento è di quelli evocativi e ad alta sensibilità.
Cuore e spirito
—Ragazzi, mancano cinque giorni: facciamoli a tutta, come avete sempre fatto dal primo giorno in cui sono arrivato. Ecco il senso del discorso dell’allenatore di fronte alla squadra e a tutti gli staff. La carica di D’Aversa parla al cuore dei calciatori: perché questo è il momento di gettare il cuore oltre le difficoltà che una serata come il derby potrà riservare. Bisognerà andare anche oltre la fisiologica stanchezza che accompagna l’ultima gara della stagione. D’Aversa si aspetta, domenica sera, 90 minuti da affrontare con furore e con un’intensità unica. Soprattutto, 90 minuti con il cuore in mano. Con quello spirito da Toro che ha reso unica la storia del club. Regalatevi una grandissima notte: l’invito del tecnico che confida anche nel suo ruolino di marcia casalingo: quattro vittorie e un pareggio con l’Inter.
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Tameze c’è
—Chi si sta dimostrando un guerriero anche in allenamento è Ismajli. Il difensore granata non vuole saltare per nulla al mondo il derby, e anche ieri sono state confermate le buone sensazioni degli ultimi giorni: sarà valutato in maniera definitiva nelle prossime 24-48 ore, ma Ismajli viaggia decisamente verso il recupero. Chi, invece, non ci sarà e ha chiuso la stagione è il centrocampista Anjorin: anche lui è in infermeria da alcune settimane, ieri è apparso chiaro che non riuscirà a recuperare per la Juventus. Arrivederci alla prossima stagione. Rientra Tameze, ieri si è allenato. Situazione di attesa, invece, per Marianuccirientrato da Cagliari con il ginocchio destro dolorante: ieri ha svolto esami che hanno dato esito negativo. Non ha nessuna problematica grave, però continua ad avere dolore. A prescinderà da chi ci sarà, D’Aversa ha chiesto una sola cosa: un derby indimenticabile.
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