Come con la Nazionale, così alla Juve: quando le delusioni sportive "distruggono" Spalletti
La Gazzetta dello Sport

Come con la Nazionale, così alla Juve: quando le delusioni sportive "distruggono" Spalletti

Mercoledì 20 maggio 2026
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La sconfitta contro la Fiorentina, che ha fatto precipitare i bianconeri dal terzo al sesto posto, ha colpito duro il tecnico, che affronta in maniera totalizzante tutti gli aspetti della vita calcistica

La sconfitta contro la Fiorentina, che ha fatto precipitare i bianconeri dal terzo al sesto posto, ha colpito duro il tecnico, che affronta in maniera totalizzante tutti gli aspetti della vita calcistica

Fabio Russo Giornalista 20 maggio - 11:01 - MILANO

"Distrutto" è un termine (e uno stato d'animo) che ritorna spesso nelle ultime, recenti avventure di Luciano Spalletti in panchina. Lo era dopo la fine dell'esperienza con la Nazionale e così lo raccontano anche in questi giorni, dopo la sconfitta contro la Fiorentina che ha fatto precipitare la sua Juve dal terzo al sesto posto, fuori da quelle prime quattro posizioni che rappresentavano l'obiettivo minimo stagionale. Ma come mai il tecnico toscano vive in modo così "totalizzante" gli insuccessi?

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come spalletti vive il calcio

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"Il calcio mi ha rovinato la vita. Gli ho voluto più bene che a me stesso, gli ho sacrificato le persone a me più care", aveva raccontato l'allenatore di Certaldo a Repubblica circa un mese dopo il tracollo con la Norvegia e l'esonero da ct. Non proprio un'iperbole, per un uomo che ha sempre messo al centro della sua vita il bene delle sue squadre e dei suoi calciatori. Basti pensare alla maniacalità con cui cura ogni dettaglio, dai calci piazzati (arma letale ai tempi del Napoli dello scudetto) al calcio d'inizio (chiedere al Lecce per conferma), alla capacità che ha avuto di far svoltare la carriera di molti giocatori (da Totti a Perrotta, da Pizarro a Brozovic, fino a Nainggolan) o alla scelta "monastica" di vivere a Castlevolturno, negli anni napoletani, con le pareti addobbate di suoi ritratti e di maglie numero 10 di Maradona, e adesso, in una camera del J|Hotel, a pochi metri dai campi della Continassa. Perché, parole sue, "alzarsi e vedere l'area di rigore è come essere in Paradiso"

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spalletti e le delusioni tra nazionale e juve

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È tutto qui il nocciolo della questione. Spalletti dà tanto e tanto si aspetta di ricevere, ma il calcio, purtroppo, non sempre è generoso di soddisfazioni. Anche se lui, alla fine, esclusi i primi anni difficili con Samp e Venezia, ha sempre ottenuto indietro grandi gratificazioni: le qualificazioni alla Champions con Udinese, Roma e Inter, le due Coppe Italia e la Supercoppa Italiana coi giallorossi, gli scudetti russi con lo Zenit, fino all'apice del terzo tricolore della storia del Napoli. Poi, però, la cocente delusione azzurra e, forse, un punto di non ritorno. "Mi sono rovesciato olio bollente addosso da solo", aveva svelato appena sedutosi sulla panchina bianconera. "Io l'ho subita tanto, in una maniera forte, mi ha creato una non reazione, non ce la facevo a parlare di calcio, mi sono quasi nascosto dal dispiacere", ha raccontato anche di recente. Concetto simile a quello espresso dopo il ko della sua Juve contro la Fiorentina. "Se oggi la squadra non reagisce da un punto di vista mentale, sono il primo colpevole", ha ripetuto. "Distrutto", Spalletti. Soprattutto da sé stesso.

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