Izzo, il post commovente a Scampia: "A 10 anni la vita mi ha tolto mio padre, avevo smesso di giocare. Poi..."
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Izzo, il post commovente a Scampia: "A 10 anni la vita mi ha tolto mio padre, avevo smesso di giocare. Poi..."

Mercoledì 20 maggio 2026
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Il difensore dell'Avellino ha condiviso una foto su Instagram in cui ricorda il suo passato 

Il difensore dell'Avellino ha condiviso una foto su Instagram in cui ricorda il suo passato 

Oscar Maresca 20 maggio - 17:35 - MILANO

Armando Izzo aveva detto basta con il calcio: "Vivevo a Scampia, mio padre Vincenzo è morto prestissimo. A 15 anni toccava a me aiutare la famiglia. Lavoravo come garzone, portavo l’acqua e le buste della spesa per le case del quartiere. Giocavo in strada, con gli amici. Sapevo che il pallone sarebbe stata la mia unica salvezza". Oggi il difensore classe ’92 racconta così il suo passato difficile. Il calcio gli ha regalato un futuro migliore: 285 presenze in A, la convocazione in Nazionale con Mancini nel 2019, l’Europa sfiorata con il Torino e in questa stagione il ritorno all’Avellino. Il primo club ad aver creduto in lui oltre quindici anni fa. Con i biancoverdi neopromossi è arrivato fino ai playoff, poi persi nel turno preliminare contro il Catanzaro. Tra battaglie in campo, polemiche, battibecchi social e pure gossip: Izzo ha vissuto un finale di stagione ad alta tensione. Adesso che il campionato è finito, il giocatore ha scelto di tornare dove tutto è iniziato. Un giro in scooter nella sua Scampia, poi quel post pubblicato sui social davanti alle Vele: "Perdersi è facile, la strada a volte prova a sceglierti prima ancora che tu possa scegliere chi diventare – ha scritto Izzo -. A 10 anni la vita mi ha tolto mio padre, proprio quando tutto avrebbe potuto trascinarmi altrove, io ho trovato un pallone. E in quel pallone ho trovato la mia strada".

senza scarpe

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Izzo è cresciuto in una famiglia umilissima. Papà Vincenzo vendeva stoffe in giro per l’Italia: è morto a 29 anni, se l’è portato via la leucemia in due mesi. Armando aveva poco più di 10 anni, giocava nell’Arci Scampia, ma sua madre non aveva i soldi per pagare la retta mensile. "Il ragazzo resta con noi gratis", assicurò la società. Due incontri hanno cambiato la vita del difensore: il primo con Giuseppe Santoro, ex responsabile delle giovanili del Napoli. "Iniziai a giocare per il club, ma non c’era nessuno che mi accompagnasse e riportasse a casa dagli allenamenti – ha raccontato Izzo -. Nessun rimborso spese. La mia famiglia aveva bisogno di me, ecco perché decisi di smettere. Fu ancora Santoro a intervenire: mi procurò il primo rimborso, mandava i suoi collaboratori a prendermi per andare gli allenamenti". Il secondo incontro decisivo per Izzo è stato con Walter Mazzarri: "A luglio 2010 insieme ad altri ragazzi della Primavera parto per il ritiro estivo e conosco il mister. Un giorno mi chiama e dice: ‘Il preparatore mi ha detto che non hai corso insieme agli altri. Perché?’. Non avevo le scarpe da ginnastica. Lui aprì il portafoglio e mi diede i soldi per andarle a comprare".

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TRA SQUALIFICA E LA NAZIONALE

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La carriera del difensore classe ’92 è iniziata alla Triestina in C1 nel 2011, poi l’Avellino con la promozione in B due stagioni dopo, successivamente l’esordio in A con il Genoa di Gasperini e nel 2018 l’avventura da protagonista al Torino ancora una volta grazie al tecnico livornese. Un anno dopo, l’allora ct Mancini lo ha pure convocato per le qualificazioni all’Europeo. Nel mezzo una squalifica di 18 mesi (poi ridotta a 6) per calcioscommesse: "Se non fossi stato squalificato per un’omessa denuncia in una storia di calcioscommesse sarei stato titolare in Nazionale", aveva ammesso. Nonostante la breve esperienza in azzurro, Izzo è sempre stato protagonista. Pure in questa stagione tra Monza e Avellino. A Scampia nessuno ha mai smesso di fare il tifo per lui.

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