Luis Enrique: "L'Arsenal ha la miglior difesa al mondo. Arteta un amico, alla fine uno di noi piangerà"
La Gazzetta dello Sport

Luis Enrique: "L'Arsenal ha la miglior difesa al mondo. Arteta un amico, alla fine uno di noi piangerà"

Mercoledì 20 maggio 2026
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Il tecnico del Psg verso la finale di Champions: "Ho condiviso con lui un anno al Barcellona, era un ragazzino. Lo ritrovo come uno degli allenatori più bravi. Sarà una finale di alto livello, anche perché li conosciamo bene"

Il tecnico del Psg verso la finale di Champions: "Ho condiviso con lui un anno al Barcellona, era un ragazzino. Lo ritrovo come uno degli allenatori più bravi. Sarà una finale di alto livello, anche perché li conosciamo bene"

Alessandro Grandesso 20 maggio - 17:28 - PARIGI

Una finale difficile, ma sicuramente appassionante. Ne è convinto Luis Enrique che con il Psg ha già scritto la storia, vincendo un anno fa la prima Champions League e il 30 maggio a Budapest può ripetersi con un bis inedito anche per il calcio francese. Servirà però battere l'Arsenal, forse l'avversario più complesso, secondo il tecnico spagnolo che fa l'elogio del connazionale Mikel Arteta: "Alla fine, uno di noi dovrà piangere. Spero di vincere". 

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dati

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"Con Arteta – ricorda Luis Enrique – ho condiviso un anno al Barcellona. Lui era un ragazzino. Lo ritrovo come uno degli allenatori più bravi. Non è un caso poi che abbia imparato molto da Guardiola al City. Il suo Arsenal ha meritato di vincere la Premier League e di conquistare la finale di Champions. È una squadra che rispecchia l'energia e i valori di Arteta. A livello statistico loro sono i più forti al mondo in difesa, sanno difendere basso e pressare alto. Ma sanno anche attaccare bene e tenere palla. Contro di loro non abbiamo mai avuto il possesso. Sarà una finale di alto livello, anche perché in realtà li conosciamo bene, avendoli affrontati varie volte in questi anni".

Il Psg si allena in vista della finale. Afp

differenza

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Anche l'anno scorso, in realtà, quando poi il Psg si conquistò il posto in Baviera battendo i Gunners in semifinale, vincendo all'andata e al ritorno, prima di travolgere l'Inter a Monaco per 5-0. Quest'anno il club dell'emiro arriva alla nuova finale con più certezze, legate al titolo vinto e al percorso fatto e a un calendario più leggero: "Non abbiamo la finale di Coppa di Francia ed è quasi strano avere il tempo per prepararci, curando certi dettagli che possono fare la differenza". Il Psg prevede di giocare un'amichevole e coltivare il buon clima: "Ai miei giocatori chiedo di riposare e approfittare delle loro famiglie, per allenarsi poi con il sorriso". Luis Enrique poi sfrutta anche i buoni rapporti con i vertici: "Sono fortunato di avere un presidente come Al Khelaifi e un ds come Campos che mi hanno sempre sostenuto fin dal primo giorno, anche quando abbiamo perso". In ogni caso, il tecnico spagnolo può contare sui suoi fedelissimi, il vice Pol e il suo amico e psicologo Valdes: "Rafel è una persona brillante. Joaquin è al mio fianco dal primo giorno da allenatore. Se sono più calmo oggi a bordo campo rispetto a quando ero giocatore, è merito suo".

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Vincere un'altra Champions, avvicinerebbe Lucho al record di Zidane che di coppe ne ha vinte tre tra il 2016 e il 2018: "Ho ricevuto dal calcio molto più di quel che mi ha dato e non ho mai cercato di diventare il miglior al mondo. Ciò che mi motiva è migliorami ogni giorno in quello che faccio, che sia in allenamento, nei discorsi di prepartita, nel rapporto con i giocatori che sono anche più giovani di mio figlio. Ma questa imprevedibilità mi piace". Un'imprevedibilità dettata anche dall'evoluzione del calcio: "Mi dico che controllo sempre di meno gli aspetti del gioco. O meglio, controllo le cose importanti, ma non il resto. Ma è normale perché il calcio cambia proprio per dare una dose di imprevedibilità per sorprendere gli avversari". Sarà l'essenza anche della finale di Budapest, tra due squadre forti e ambiziose.

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