Forza Horizon 6, la recensione: il racing game per la generazione TikTok
La Gazzetta dello Sport

Forza Horizon 6, la recensione: il racing game per la generazione TikTok

Mercoledì 20 maggio 2026
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La serie globe-trotting di Microsoft e Playground Games sbarca in Giappone, con un passo ancora più veloce che sembra adeguarsi ai tempi

La serie globe-trotting di Microsoft e Playground Games sbarca in Giappone, con un passo ancora più veloce che sembra adeguarsi ai tempi

Paolo Sirio 20 maggio 2026 (modifica alle 17:19) - MILANO

Forte dei 5 milioni piazzati nel solo 2025 su PS5, torna la serie racing a mondo aperto di Microsoft e Playground Games, Forza Horizon. Dopo aver esplorato Colorado, Sud della Francia e Nord Italia, Australia, Regno Unito e Messico, Forza Horizon 6 porta i videogiocatori in Giappone, una delle location più richieste. Una nuova avventura nella saga che, unica in una flotta di emuli che hanno di volta in volta fallito, ha raccolto l’eredità della grande tradizione arcade targata anni ‘90-2000.

veloce come il vento

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La prima cosa che salta all’occhio in Forza Horizon 6 è che è velocissimo. Non lascia un attimo di tregua: si passa da un evento all’altro con transizioni immediate e persino l’IA Anna ha nuovi comandi per accelerare lo spostamento su nuovi contenuti. I viaggi tra le singoli competizioni sono imbottiti di input lungo la strada, ancora più di quanto non accadesse in passato. La progressione è molto chiara e possiamo pescare da una rosa di eventi suggeriti subito dopo averne finito uno. Questo è come se togliesse la dimensione open world al gioco: si può pure solo correre e basta, à la racer arcade qualunque, e il viaggio rapido nei pressi di ciascuna corsa (nelle vie già “scoperte”) e il cambio auto in qualsiasi momento sforbiciano ulteriormente i tempi morti. Al pari di una delle slot machine che elargiscono ricompense lungo la campagna, FH6 regala auto ad un ritmo difficile da seguire: cercarne e acquistarne di nuovo è un optional per i veri appassionati, non ce n’è quasi mai il bisogno reale perché la difficoltà stessa è pressoché un accessorio. Se vincere diventa troppo facile, ecco che ci viene chiesto di alzare la difficoltà; se è troppo difficile, gli avversari ci rallentano in faccia per tenerci continuamente dentro la gara, continuamente stimolati. Succede sempre qualcosa, in questo racing game che sa di essere destinato ad una platea di scrollatori seriali.

dal giappone con furore

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L’anima del Giappone, il dettaglio che rende l’ambientazione quella e non una banale sovrascrittura delle precedenti, sta più nelle aree rurali, alla base del monte Fuji, che tra i grattacieli di Tokyo - che comunque riservano qualche bella vista, come ai piedi della torre. Principalmente perché togli traffico e pedoni a Shibuya, e ti rimane un’imitazione abbastanza pallida. Non mancano particolari esotici che ci hanno colpito: vedi l’auto in vendita all’angolo della strada, con quel tipo di vettura espressione della bizzarra e mitica car culture giapponese; ogni regione ha la sua mascotte, che possiamo distruggere insieme alle insegne XP. Car culture la cui scoperta ha ispirato un’intera questline parallela al Festival, tra parate a bordo di vecchie Nissan e consegne di dolci. Se eventi bombastici tra cui una gara all’ultimo secondo con un mech in stile Gundam o l’iconico treno proiettile ci ricordano dove siamo, in pista, o guidando distrattamente qua e là, sensazioni di déjà vu con altri capitoli e persino altre serie, però, non mancano. Forse a causa di una struttura che inizia a mostrare segni di prevedibilità.

in pista

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Forza Horizon 6 porta un nome che è sinonimo di motorsport nella sua prima metà, e il suo modello di guida resta serio, credibile e altamente personalizzabile. In pista, è un gioco che premia se guidi pulito, per chi ne ha coscienza, ma premia anche se distruggi e spintoni: fa di tutto per non darti dispiaceri sull’altare della “vibe”, mentre accumuli kilometri su kilometri e non ti succede niente di male. I soldi non hanno alcun valore: ne guadagni tantissimi già alle difficoltà più basse, e le poche auto necessarie per progredire che non siano già nel nostro garage costano una miseria. In totale contrapposizione con il gemello simulativo di Turn 10 Studios, qui il veicolo viene visto prevalentemente alla stregua di un oggetto estetico, in entrata e in uscita. Possiamo, usandolo, raccogliere punti esperienza per sbloccare abilità che ci aiuteranno a raccogliere altri punti esperienza con delle mosse stilose. E possiamo, con la confermata funzionalità dell’Autovista, salirci e godercela fino all’ultimo dettaglio, come se stessimo scegliendo il nostro prossimo bolide (magari!) in un salone. Del tutto secondario, ma c’è, l’aspetto della customizzazione: se proprio vogliamo, possiamo potenziare il mezzo e adattarlo alle nostre esigenze.

e fuori

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L’unica vera novità in termini di meccaniche è rappresentata da una sorta di housing, con cui possiamo acquistare delle autentiche tenute (differenti dalle “semplici” case degli ultimi episodi), personalizzarle e far sì che generino dei ritorni economici ad ogni sessione giornaliera. Una dinamica che, appassionati di pista quali siamo, ci ha appassionato poco. Nella main quest del Festival c’è un’abbondanza di cross-country che l’ha alquanto appiattita su un determinato tipo di racing, e gli eventi di per sé non sono moltissimi. Viene pagato così lo scotto di averla divisa in due parti con il Discover Japan, cui è stato affidato l’onere di rappresentare la scena clandestina a fronte di un gameplay più pulito, che non è esattamente quello che ci viene in mente pensando al Giappone delle gare in auto. In particolare, il tier finale del Festival è un po’ un grind tra i pochi eventi rimasti ed eventini minori sparsi per la mappa, salti, rilevatori di velocità e simili, che accreditano pochi punti per avanzare lentamente al livello successivo.

il verdetto

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Con questa formula consolidata che si ripete da anni, un po' com'era stato per i predecessori, l’inglese Playground Games ha portato Forza Horizon in Giappone e non il Giappone in Forza Horizon. Questo avrebbe potuto significare nuove modalità, nuovi tipi di contenuti, diversi, influenzati direttamente dall'ambientazione, e non viceversa. Va bene lo stesso, intendiamoci: è l'iterazione e l'affinamento del miglior gioco arcade racing di sempre - scegliete voi quale capitolo: dipendesse da chi scrive, misurando anche il successo commerciale, sarebbe il quinto. Ma siamo probabilmente arrivati al classico punto nelle serie più longeve in cui la domanda amletica si staglia all'orizzonte: quanto durerà ancora? Forza Horizon 6 è disponibile dal 19 maggio per PC e Xbox Series X|S. Arriverà più avanti su PlayStation 5.

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