Giro, Thomas: "Ganna garanzia per il futuro. E la tappa in casa..."
Il grande ex guida la gestione sportiva di Netcompany Ineos: "Pippo e Arensman i nostri punti fermi. Seixas? Spero non firmi per l’Uae..."
Il grande ex guida la gestione sportiva di Netcompany Ineos: "Pippo e Arensman i nostri punti fermi. Seixas? Spero non firmi per l’Uae..."
Dal nostro inviato Ciro Scognamiglio 21 maggio - 09:35 - CHIAVARI (GE)L’asticella è altissima, ma non per questo Geraint Thomas ha paura di provare a saltarla. "Vogliamo ritornare a essere la prima squadra al mondo", dice il gallese - che lunedì compirà 40 anni - riferendosi all’attuale Netcompany-Ineos, ex Ineos-Grenadiers, ex Sky. Da corridore, dopo essere stato un fuoriclasse in pista, è arrivato con quei colori al vertice del suo sport con il successo al Tour de France 2018, uno dei sette vinti dalla squadra tra il 2012 e il 2019 (quattro con Froome, uno con Wiggins e uno con Bernal: unica eccezionale Nibali 2014). Più i Giri d’Italia di Froome, Tao, Bernal, i due trionfi dello stesso Froome alla Vuelta... Il signor G, invece, il Giro lo ha solo sfiorato, in particolare nel 2023 quando Primoz Roglic lo batté per appena 14 secondi. Ora è il capo della gestione sportiva: applaude Filippo Ganna vincitore della crono, si gode Thymen Arensman terzo in classifica e spiega la sua filosofia.
Thomas, fa più fatica adesso o quando era in bicicletta?
"Sono due situazioni completamente diverse. Da atleta di alto livello, sei concentrato principalmente sulla tua performance, e hai tante persone attorno che ti aiutano. Ora, sono io che devo pensare agli altri tra telefonate, computer, programmi e tutto il resto. La mentalità 'da corridore' dentro di me è ancora fresca, e spero possa aiutarmi a capire i bisogni del gruppo".
L’ingresso dello sponsor Netcompany è molto recente: una svolta?
"Fa parte del nostro piano per tornare al top, ad essere un riferimento assoluto. Siamo partiti bene, quest’anno è cominciato con un’altra marcia ma... deve essere solo l’inizio".
Netcompany è un’azienda danese e dunque qualcuno l’ha collegata a un futuro arrivo di Jonas Vingegaard: che cosa ci può dire?
"Jonas corre per la Visma, non posso parlare di lui a titolo personale. Ma chi non lo vorrebbe nella propria squadra? È un atleta fantastico. Però, per quanto ne so, ha il contratto fino al 2028, quindi... In generale, sul mercato, stiamo semplicemente cercando di rafforzarci e migliorare costantemente. Anche cercando di puntare su giovani che possano vincere i grandi giri".
Uno di questi è senza dubbio Paul Seixas: siete in corsa per prenderlo? Oppure è già sicuro che andrà alla Uae?
"Per ora è alla Decathlon, ma voci del genere circolano sempre. Io spero che non abbia già firmato per la Uae! È una squadra che sta vincendo tantissimo, sono davvero forti, ci sta che il corridore sia interessato ma... Chi lo sa. Se potrà un giorno correre per noi? Mai dire mai".
Veniamo a questo Giro: martedì ha fatto la ricognizione della crono con Ganna, com’è andata?
"Da quando mi sono ritirato, cioè nel settembre scorso, è stata l’uscita più dura che ho fatto! Che grande giornata si è rivelata per lui".
E pure per Arensman, secondo: si può considerare il rivale numero uno per Vingegaard?
"Considerando che lui ha una storia che lo ha visto partire tante volte lentamente in un grande giro, direi che possiamo essere molto soddisfatti. L’anno scorso Thymen è riuscito a vincere due tappe al Tour de France, e questo lo ha fatto convincere ulteriormente dei propri mezzi. La seconda, in particolare, l’ha conquistata non dalla fuga, ma essendo già nel gruppo con Pogacar e Vingegaard. Significa tanto. Puntiamo al podio con lui: su quale gradino, lo vedremo a Roma".
Ora dove dobbiamo aspettarlo?
"Il prossimo test è sabato, in Val d’Aosta".
Immaginava che Vingegaard andasse più forte nella cronometro?
"Un pochino sì. Credo che tutti stiano migliorando, e forse il divario con lui si sta un po’ riducendo. Anche nelle giornate in montagna, mi aspettavo un divario un po’ più ampio. Forse è un po’ raffreddato, forse no, forse sta costruendo la propria condizione. Penso, comunque, che la Visma sappia alla perfezione quello che sta facendo".
Torniamo a Ganna: non vuole fermarsi alla cronometro…
"Aiuterà la squadra in alcune tappe, ma in altre potrà avere la libertà di giocarsi le proprie carte per vincere una. Non è un mistero che a quella di casa sua, venerdì (domani; ndr) tenga particolarmente, ma non sarà l’unica opportunità. Contano pure i successi individuali. Noi abbiamo un team solido formato qui da otto corridori. Se uno o due vanno in fuga, resta un buon blocco al fianco di Arensman".
Il contratto di Filippo con la squadra scade nel 2027: dopo quella data lo vede ancora con gli stessi colori?
"Mi piacerebbe tantissimo fosse così. È un ottimo corridore, ormai non è più solo un cronoman. Sta iniziando a far bene nelle gare di un giorno e credo abbia molti anni buoni davanti a sé. Ma se si tratta di parlare per la squadra in futuro, sono lui, il suo manager e Dave Brailsford a doverne discutere".
Ganna è un ottimo corridore, ormai non è più solo un cronoman. Sta iniziando a far bene nelle gare di un giorno e credo abbia molti anni buoni davanti a sé.
Geraint ThomasSi riprenderà il titolo mondiale contro il tempo?
"Questo lo porta ad alzarsi dal letto ogni mattina: il pensiero in fondo alla mente che lo spinge a provare a conquistare di nuovo quella maglia iridata. E penso che sia facile lasciarsi trasportare e pensare semplicemente 'Remco punta tutto sull’aerodinamica, ed è difficile batterlo se non sei aerodinamico anche tu'. Ma credo pure che non sia solo questo l’unico fattore. Deve essere anche in ottima forma, capisce? Se lui è al 100% e Remco al 95%, allora... C’è sempre una possibilità".
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