Stellantis: quanti veicoli produce in Italia e in quali stabilimenti
La Gazzetta dello Sport

Stellantis: quanti veicoli produce in Italia e in quali stabilimenti

Giovedì 21 maggio 2026
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Nel 2025, la fabbricazione di automezzi nel nostro Paese si è fermata a 379.706 unità, con un calo del 24,5% sull’anno precedente. Il quadro completo sul quale il nuovo piano industriale dovrà dare indicazioni

Nel 2025, la fabbricazione di automezzi nel nostro Paese si è fermata a 379.706 unità, con un calo del 24,5% sull’anno precedente. Il quadro completo sul quale il nuovo piano industriale dovrà dare indicazioni

Emilio Deleidi 21 maggio - 11:38 - MILANO La linea della Fiat 500 Hybrid a Mirafiori

Saranno i costruttori cinesi a rilanciare la produzione degli stabilimenti Stellantis in Italia? In questi giorni si parla molto di contatti, reali o presunti, con aziende come Byd e Dongfeng, con quest’ultima che appare favorita grazie alla rete di accordi che sta tessendo, in Europa e in Cina, sulla base della già esistente joint venture Dpca (ma la scelta è caduta sull’impianto francese di Rennes per l’assemblaggio di vetture Dongfeng nel Vecchio Continente). Certo è che, stando ai dati del 2025, il milione di veicoli Stellantis prodotti in Italia annunciato dal ministro delle Imprese Adolfo Urso nel 2023, all’epoca degli incontri con l’allora manager del gruppo Carlos Tavares, sembra un obbiettivo lontanissimo. Stando ai dati del report Fim Cisl del gennaio 2026, lo scorso anno la produzione Stellantis in Italia si è fermata a 379.706 unità tra autovetture e veicoli commerciali, con un calo del 20% rispetto all’anno precedente; in particolare, la flessione è stata del 24,5% (213.706 unità prodotte) per le auto e del 13,5% per i mezzi commerciali (166.000 unità prodotte). E se non fossero state avviate nell’ultima parte dell’anno le linee della 500 Hybrid a Mirafiori e della nuova Jeep Compass a Melfi, la situazione potrebbe essere anche peggiore.

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la situazione degli impianti

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Delle strutture produttive di Stellantis nel nostro Paese, soltanto quella di Mirafiori ha fatto segnare un incremento della produzione (+16,5%, per un totale di 30.202 vetture, rispetto alle 25.920 del 2024, delle quali solamente 140 Maserati, assemblate prima del trasferimento delle linee di GranTurismo e GranCabrio a Modena) nel 2025 rispetto all’anno precedente; tutti gli altri hanno lamentato una perdita a doppia cifra, compresa tra il 13,5% di Atessa (veicoli commerciali) e il 47,2% di Melfi. Rispetto al 2023, quando la produzione era arrivata a 751.384 veicoli, il valore complessivo si è dimezzato; questo ha comportato l’utilizzo di ammortizzatori sociali per quasi la metà della forza lavoro. Mirafiori ha beneficiato, come si è detto, del lancio della 500 Hybrid, dopo che la domanda di quella elettrica aveva fatto segnare una battuta d’arresto importante; l’obbiettivo indicato dal costruttore per il 2026 è di circa 100 mila vetture. Quanto agli stabilimenti italiani del gruppo, a Modena sono state prodotte nel 2025 circa 200 Maserati, con una flessione del 23,1% sull’anno precedente; a Cassino i volumi sono crollati del 27,9%, fermandosi a 19.364 unità, dato peggiore in tutta la storia della fabbrica (nel 2017 si era arrivati, grazie a Giulietta, Giulia e Stelvio, a 135.263 vetture). Da questo impianto, oltre alle Alfa Romeo vicine ormai a fine corsa, sono uscite anche 5 mila Maserati Grecale, solo il 4% delle quali del modello elettrico Folgore (un insuccesso che ha indotto la casa a cancellare il progetto della MC20 a batteria). Anche a Pomigliano il trend è stato negativo nel 2025, con un volume di 131.180 vetture prodotte, pari a un calo del 21,9%; a salvare l’impianto è stata ancora la Pandina (112.690), che resta l’auto più venduta d’Italia ancora oggi. La Tonale, della quale è stato presentato il restyling, si è fermata a 17.200 esemplari, con un calo del 32%; cessata è invece la produzione della Dodge Hornet, versione della Tonale destinata al mercato nordamericano. Andamento molto negativo anche per la fabbrica di Melfi, con produzioni attestatesi a 32.760 vetture, in calo del 47% sul 2024. Solo l’avvio delle linee della nuova Jeep Compass, avvenuto nel quarto trimestre, ha reso il quadro meno negativo. Dalla produzione sono poi uscite la precedente Compass, la Jeep Renegade e la Fiat 500X, che nel 2025 hanno comunque totalizzato 28.125 esemplari: il lancio della DS8 elettrica (1.706 unità prodotte) non può certo compensare i modelli che sono venuti a mancare. Infine, l’impianto di Atessa, nei pressi di Chieti, dedicato ai veicoli commerciali (Fiat Ducato, Peugeot Boxer, Citroën Jumper, Opel/Vauxhall Movano e Toyota Proace Max), ha sfornato nel 2025 166 mila unità, pari al 13,5% in meno rispetto all’anno precedente, scontando l’andamento economico difficile delle imprese che costituiscono il mercato di riferimento di questi automezzi. Davanti a questo quadro, è evidente che Stellantis deve decidere quali priorità dare agli impianti italiani nel quadro del nuovo piano industriale. Recente è l’annuncio della scelta di Pomigliano per l’assemblaggio della futura e-car, auto elettrica compatta destinata al mercato europeo: un segnale importante, ma certamente non sufficiente.

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