Scarpe sportive: quali scegliere e quando sostituirle
La Gazzetta dello Sport

Scarpe sportive: quali scegliere e quando sostituirle

Giovedì 21 maggio 2026
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Il vademecum del professore di Scienze motorie Simone Pelligra

Il vademecum del professore di Scienze motorie Simone Pelligra

Daniela Cursi Masella 21 maggio - 12:38 - MILANO

Nel mondo sportivo l’estetica cede il passo alla performance. E non solo. Le scarpe sportive hanno un ruolo che va molto oltre il comfort: influenzano postura, appoggio, distribuzione dei carichi e qualità del movimento. Ad assicurarlo è Simone Pelligra, professore di Scienze motorie. “Una scarpa inadeguata o usurata può modificare il modo in cui il corpo assorbe gli impatti e, nel tempo, provocare ripercussioni anche su articolazioni e muscoli lontani dal piede”. 

Come scegliere le scarpe sportive più adatte

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Il piede è una struttura complessa composta da ossa, muscoli, legamenti e tendini che durante l'attività fisica funziona come un ammortizzatore naturale. “La scarpa - spiega l’esperto - interviene sostenendo questo lavoro: assorbe gli impatti, stabilizza il movimento e aiuta a distribuire le forze che si sviluppano durante corsa, salti o cambi di direzione. Una scelta non adatta può tradursi in un sovraccarico che non resta confinato al piede.Se l'appoggio cambia, infatti, possono modificarsi gli equilibri lungo tutta la catena muscolare. Caviglie, ginocchia, anche e colonna vertebrale potrebbero essere chiamate a compensare. Non significa che una scarpa sbagliata provochi automaticamente dolore o infortuni, ma può aumentare il rischio di affaticamenti e sollecitazioni non ottimali”. L'errore più frequente è pensare che una scarpa possa adattarsi a qualsiasi allenamento. In realtà ogni disciplina ha esigenze specifiche. Ce le spiega Simone Pelligra: 

  • Per la corsa - Le scarpe da running sono progettate per assorbire gli impatti ripetuti e accompagnare la fase di appoggio e spinta. L'ammortizzazione diventa particolarmente importante per chi percorre lunghe distanze o si allena con frequenza elevata. Vanno considerate anche superficie e stile di corsa: asfalto, sterrato o tapis roulant richiedono caratteristiche differenti. 
  • Per palestra e allenamento funzionale - Circuiti, pesi, esercizi ad alta intensità e cambi di direzione richiedono stabilità più che ammortizzazione. Una suola eccessivamente morbida può ridurre la sensazione di controllo nei movimenti laterali o durante gli esercizi di forza. 
  • Per tennis, padel e sport di campo - Qui entrano in gioco accelerazioni improvvise, frenate e movimenti laterali. Servono scarpe che garantiscano contenimento del piede e sostegno durante i cambi di direzione. 
  • Per il trekking - L’obiettivo principale diventa protezione e stabilità su terreni irregolari. Grip, supporto della caviglia e robustezza assumono un ruolo centrale. 
  • Per walking o attività a basso impatto - Chi cammina a lungo ha bisogno di una scarpa flessibile, comoda e capace di sostenere il passo senza creare punti di pressione. 

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Come capire che è ora di cambiare le scarpe per fare sport?

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Anche la scarpa migliore ha una durata limitata.Il problema è che spesso il deterioramento avviene gradualmente: il piede si abitua e non sempre ci si accorge che il supporto iniziale non esiste più. Come capire se è arrivato il momento di sostituirle? “I segnali da osservare sono: suola consumata in modo evidente; pieghe permanenti nell’intersuola; perdita di ammortizzazione; maggiore sensazione di affaticamento dopo l’allenamento; comparsa di fastidi a piedi, ginocchia o schiena; e usura asimmetrica tra una scarpa e l’altra. Per chi corre - sottolinea Pelligra - molti esperti indicano una sostituzione mediamente tra 500 e 800 chilometri, ma il dato varia in base a peso corporeo, tecnica, superficie e intensità di utilizzo. Per altre attività non esiste una soglia universale: contano soprattutto frequenza d'uso e stato della scarpa. Occorre considerare anche lo stato del materiale interno, che perde efficacia molto prima che il danno sia visibile. In pratica, l’ammortizzazione può ridursi, la stabilità diminuire e il corpo iniziare a compensare in modo quasi impercettibile. Se l’uso è quotidiano, vanno cambiate una volta l’anno”.

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