MotoGP, dal 2027 cambiano i regolamenti: una sola moto per ogni pilota? Tutte le novità
A fine stagione 2026 si chiuderà un’era: dalla riduzione della cilindrata dei motori all'aerodinamica ridotta, all'abolizione di tutti gli ausili
A fine stagione 2026 si chiuderà un’era: dalla riduzione della cilindrata dei motori all'aerodinamica ridotta, all'abolizione di tutti gli ausili
Massimo Falcioni 21 maggio - 14:51 - MILANOLa MotoGP sta vivendo una fase complessa, a due facce. Da una parte c’è il campionato, con l’attesissimo settimo round stagionale del 30-31 maggio al Mugello. Dall’altra c’è il gran lavoro del promoter del motomondiale e delle Case costruttrici per il cambio dei regolamenti, in vigore dalla stagione 2027. A fine stagione 2026 si chiuderà un’era della MotoGP con i nuovi regolamenti tecnici (e passaggio gomme da Michelin a Pirelli) che puntano a rimescolare le carte e rendere le corse più sicure, più sostenibili e ancora più combattute e spettacolari. In particolare, la cilindrata dei motori scende a 850 cc, (potenza che passerà dagli attuali 300 CV poco meno a circa 260 CV) con velocità sotto i 350 Km/h, aerodinamica ridotta e abolizione di tutti gli ausili, compresi gli holeshot in partenza. Le discusse concessioni, restano. Dunque, una nuova MotoGP meno aerodinamica, con moto più nervose in frenata e in accelerazione. Senza il carico che “incolla” a terra, il pilota torna centrale. La scia diventa più efficace perché l’aria “sporca” diminuisce.
VIDEO: Alex Marquez-Acosta, il VIDEO del pauroso incidentepro e contro
—Tutto bene? Tutto bene quel che finisce bene. Resta comunque il dubbio sulla giustezza di almeno una parte di questa nuova strategia che di fatto rischia di penalizzare chi lavora meglio. D’altra parte, la MotoGP non può diventare un campionato “monomarca”, con tutte le conseguenze negative rispetto all’appeal di gare e campionato. C’è il rischio dell’appiattimento delle prestazioni, con corse tipo Moto3, con gruppi di 15 piloti ma sorpassi quasi esclusivamente solo in scia, sul dritto. I nuovi bolidi 2027 dovrebbero favorire piloti forti in frenata come Acosta, Quartararo, Binder. Meno avvantaggiati i piloti che sfruttano la percorrenza e il carico, come Magnaia e Martin.
l'ultima proposta
—Ma veniamo all’ultima proposta della Grand Prix Commission che punta a mettere a disposizione nel box una sola moto per pilota, invece delle due attuali. L’obiettivo è quello di proseguire nel contenimento dei costi anche se tale scelta, se realmente approvata, potrebbe avere conseguenze importanti sulle strategie in pista dei piloti e dei team, soprattutto in particolari condizioni meteo. Insomma, in caso di pioggia non ci sarebbe più la possibilità del cambio moto secondo la procedura del flag-to-flag. Si potrebbe rientrare nel box, solo per il cambio gomme sulla stessa moto. La decisione di ridurre da due a una le moto per ogni pilota cambierebbe anche la tattica e la strategia nel week end di corsa, sia per i piloti che per i team e l’intero box. Comunque, come noto, già dal 2010, Moto2 e Moto3 utilizzano tale modello regolamentare. Diversa la scelta della SBK, dove ogni pilota ha una solo moto omologata da utilizzare in pista, con un’altra moto “coperta” nel box o nel camion, da poter essere usata in sostituzione della “prima moto” danneggiata. In questo caso, pare che la proposta sia venuta dalla Case costruttrici, per ridurre i costi, già elevati per la progettazione e la costruzione dei nuovi bolidi 850. La modifica del regolamento richiede il normale iter di approvazione, con passaggi attraverso processi di voto, oltre all'ok definitivo della Grand Prix Commission. Ma l’aria che tira pare portare a una solo conclusione: dal 2027 una sola moto per ogni pilota. Sì, la MotoGP si prepara a voltare pagina, pronta a cambiare volto e sostanza.
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